Poco cemento e molta sabbia nelle opere in Sicilia

215321-cede_giu[SICILIATODAY – di D.Grasso, 28/7/09] Abbiamo pianto con i terremotati abruzzesi e ci siamo rammaricati che buona parte della tragedia poteva essere evitata se gli edifici fossero stati costruiti con materiali adeguati e non con la sabbia. Ma noi siciliani, diffidenti non per genetica ma per lunga tradizione, non restiamo indifferenti a queste notizie, non solo per spirito di solidariet? ma anche perch?, in fondo, ci sentiamo toccati poich? sentiamo di non poter dormire sugli allori.

?I prossimi saremo noi? si sentiva nei discorsi della gente, nei giorni della tragedia in Abruzzo. S?, perch? al fatto che da noi le cose siano fatte bene non ci crede neanche un bambino. Nero pessimismo? No, anni di storia e di storie che ci portiamo dietro e che ci hanno resi disillusi e disincantati.
Niente, dunque, di cos? sensazionale la notizia della chiusura del nuovo Ospedale ?San Giovanni di Dio?di Agrigento. Calcestruzzo depotenziato, pi? sabbia che cemento, ? il materiale usato per la costruzione dell?edificio, bello a vedersi all?esterno ma pericoloso in caso di terremoto.

Indagati il direttore dei lavori, il responsabile dell?ospedale, dirigenti ospedalieri e regionali, progettisti e imprese appaltatrici. L?inchiesta, che si svolge da alcuni mesi, aveva preso il via dopo gli incidenti accaduti ad alcuni infermieri a causa di crepe lungo i muri, crepe esistenti prima dell?inaugurazione. E poi, black out, blocco degli ascensori il giorno dell?inaugurazione e topi nella sala operatoria. E pensare che ci sono voluti ben 20 anni per concludere i lavori e ben 38 milioni di euro.

Ma la cosa pi? sconcertante ? che la chiusura dell?ospedale non ? un caso isolato, anzi risulterebbe solo l?ultima delle opere a rischio. Su 48 edifici verificati per uso di ?cemento molle?, 43 non hanno superato il test. Il fenomeno riguarda molte opere siciliane e anche altre regioni come Campania, Calabria, Molise e Veneto.

Innumerevoli le opere ?taroccate?in Sicilia, come l?Ospedale Cervello di Palermo, l?Autostrada Palermo-Messina, gli aeroporti di Palermo e Trapani, il lungomare di Mazara del Vallo, il Palazzo di Giustizia di Gela, il nuovo padiglione dell?ospedale di Caltanissetta, il Viadotto Castelbuono, il Porto turistico di Balestrate, la galleria dell?autostrada Palermo-Messina ?Cozzo-Minnera? che, al momento del sequestro, era chiusa per lavori, la Superstrada Licata, il Porto Isola-Diga Foranea, il Commissariato di Castelvetrano e ancora tante altre, tra cui scuole, chiese, asili nido.

Stupiti? No, ma almeno indignati nel venire a conoscenza che non si tratta di opere di poco conto ma di strutture importanti dove passano migliaia di persone. E tutta questa illegalit? dove? In una terra che conta il 90% dei comuni ad alto rischio sismico.

Di cosa ci dobbiamo sorprendere ancora mentre i nostri politici locali giocano a farsi la guerra?

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