Polizzi, ispezione e sfiducia. Il sindaco David si dimette

[LAVOCEWEB.COM] Alla fine il sindaco di Polizzi Generosa, Patrizio David, ha capito che non c’erano altre scelte: ha gettato la spugna e si è dimesso con la sua giunta. Arriva così a un epilogo obbligato una crisi aperta da tempo ma esplosa dopo l’arrivo una settimana fa di una commissione di ispettori che indagano su infiltrazioni mafiose al Comune. Gli accertamenti disposti dal prefetto di Palermo, primo atto di una procedura che poteva concludersi con lo scioglimento, riguardano vari atti amministrativi, la concessione di contributi e soprattutto l’attività dell’ufficio tecnico comunale. Proprio l’ufficio cioè preso di mira dagli ispettori sin dal loro insediamento.
Non sono chiari ancora i fatti e gli episodi che hanno provocato l’accesso ispettivo. Polizzi è stata al centro di episodi criminali legati soprattutto alla gestione del feudo di Verbumcaudo confiscato alla mafia. Vincenzo Liarda, il sindacalista della Cgil che si era battuto per l’assegnazione delle terre alle cooperative di produzione, ha ricevuto diverse intimidazioni. In alcuni casi le lettere con minacce di morte sono state accompagnate da proiettili di arma da fuoco. Il paese ha reagito con manifestazioni antimafia molto partecipate.
Prima che il sindaco decidesse di farsi da parte il quadro politico era stato attraversato da tensioni, polemiche, cambi di schieramento. Tanto che in consiglio Daavid poteva contare ormai sul sostegno di quattro consiglieri su 15. Gli altri erano tutti all’opposizione. La situazione è precipitato con l’arrivo degli ispettori. Il Pd ha subito chiesto un chiarimento sui fatti al centro dell’indagine e ha annunciato le dimissioni dei propri consiglieri Charles Di Fiore e Giusy Taravella. Il loro esempio è stato subito seguito da due consiglieri dell’ex maggioranza, Tania Di Fina e Maurizio Picciuca, che fino all’ultimo erano rimasti a fianco del sindaco. Quanto fosse diventata difficile la vita dell’amministrazione è dimostrato da un altro episodio: per allinearsi alle norme sulle quote rosa, il sindaco aveva dovuto chiedere l’ingresso in giunta di una donna. Ma il rimpasto era diventato un affare di famiglia: Tiziana Cascio avrebbe dovuto prendere il posto del fratello Vincenzo. Alla fine è stata lei stessa a rinunciare. Era il segno di quanto la situazione fosse ormai sfuggita di mano al sindaco David che ora ha deciso di farsi da parte per neutralizzare l’atto di sfiducia che intanto l’opposizione aveva presentato. I numeri in consiglio davano per scontato il risultato.

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