Premio “Castelbuono progetto Architettura”. «Ypsigro – punti focali di un museo diffuso: l’ex chiesa del Monte»

Dando seguito al nostro intendimento di condividere con i lettori i pregevoli lavori di architettura vincitori del premio “Castelbuono progetto Architettura”, dopo “Il teatro necessario” degli architetti Natale Allegra e  Michele Puccia, diamo spazio al secondo lavoro premiato dal titolo « YPSIGRO – PUNTI FOCALI DI UN MUSEO DIFFUSO: l’ex chiesa del Monte », del gruppo di lavoro formato dall’ing. Tiziana Mazzola (capogruppo) e dall’arch. Lorenzo Mattone, con la collaborazione dell’arch. Giulia Di Martino. Lasciando la spiegazione alle più competenti parole forniteci dai progettisti, ci limitiamo ad anticipare che a nostro avviso si tratta di un lavoro molto completo e rigoroso, per certi versi meno “sognatore” del Teatro necessario di Allegra e Puccia ma, proprio per questo, molto concreto e apparentemente di più agevole realizzazione. La pertinenza dell’idea e la professionalità con cui sono state condotte tutte le fasi propedeutiche alla proposta finale di rifunzionalizzazione, ne fanno infatti un contributo progettuale – molto prezioso e al tempo stesso concreto – al dibattito pubblico intorno alla Castelbuono di domani.

 

« YPSIGRO – PUNTI FOCALI DI UN MUSEO DIFFUSO: l’ex chiesa del Monte »
© ing. Tiziana Mazzola (capogruppo), arch. Lorenzo Mattone, arch. Giulia Di Martino (collaboratrice)

Il progetto nasce da una chiave di lettura per la città che mira a individuare il valore del centro storico in una nuova accezione di Museo. Gli elementi che ne fanno parte sono caratterizzati da un totem che segnala la localizzazione lungo un asse di studio individuato come “Asse-Ypsigro” e ne descrive le caratteristiche o gli eventi in atto. Nasce un nuovo concetto di città che da una attenta analisi di tutti gli aspetti urbanistici e architettonici traccia le linee guida per un recupero ragionato di valori e funzioni ormai perdute. Tale recupero passa attraverso l’individuazione di elementi di diversa natura ed entità, quali strade, piazze, edifici, con lo scopo di restituire alla città stessa parti del suo tessuto urbano come museo di sè stesso e che attraverso il restauro e la rifunzionalizzazione restituisca una funzione quanto più pubblica, un uso culturale, abbandonando le attuali condizioni di degrado in cui versano alcuni elementi del tessuto stesso.

01_foto stato di fatto
L’Ex Chiesa del Monte s’inserisce a pieno titolo tra gli elementi caratterizzanti di un percorso che partendo da via Umberto I termina a Piazza Castello con la sede del Museo Civico. L’ex Chiesa del Monte è già utilizzata come spazio per le mostre temporanee ed è stata quindi scelta quale luogo di sperimentazione e innovazione di tecniche e materiali. Lo studio ha l’intento di restituire all’edificio le caratteristiche di punto focale e luogo di eventi per la città.

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Da un’attenta analisi storica sono state individuate le principali fasi del monumento dal suo sviluppo fino al decadimento che ha comportato la perdita di parti importanti quali il Campanile e l’Abside. Alla fase della ricerca storica è seguita un’analisi dei materiali che costiuiscono l’edificio e delle forme di alterazione e degrado presenti che ne compromettono la conservazione. L’osservazione diretta ha permesso di notare anche una scarsa qualità ambientale dello spazio dovuta alla carenza di luce ed aria al suo interno. Il progetto è stato quindi suddiviso in quattro parti: il restauro conservativo delle superfici, lo studio della nuova spazialità architettonica, il sistema d’illuminazione naturale e artificiale, la progettazione di elementi modulari per un allestimento flessibile.

05_il rilievo prosp-sezioni

06_Mappatura dei materiali

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08_Mappatura degradi e progetto interventi di restauro

Le scelte d’indirizzo eseguite per il progetto di Restauro sono state condotte applicando i principi di minimo intervento, reversibilità e di compatibilità dei nuovi materiali con quelli esistenti. Gli interventi di restauro dovranno essere preceduti da una battitura di tutte le superfici al fine di stabilire l’integrità del supporto, e poter procedere ai necessari consolidamenti prima di rimuovere le forme di degrado presenti. Le operazioni principali proposte sono state studiate per ogni tipologia di materiale e suddivise in classi d’intervento: asportazione, pulitura, preconsolidamento, consolidamento e finitura, in accordo con le Raccomandazioni NORMAL 20/85.
Gli elementi architettonici, l’Abside e il Campanile, oggi non più presenti ma che caratterizzavano sia l’ambiente interno che l’esterno, sono stati riproposti non attraverso una vera e propria ricostruzione ma suggerendone l’antica presenza con l’utilizzo di materiali e tecniche contemporanee. In particolare l’uso della lamiera microforata ha consentito di conferire a queste nuove strutture una certa leggerezza riducendone l’impatto visivo. S’ipotizza inoltre la rimozione di elementi impropri sia di allestimento come l’attuale palco rialzato e la parete in legno che chiude l’ultima nicchia, che di tipo impiantistico. La parete in blocchi di cls prefabbricato sul fondo della chiesa viene demolita e ricostruita in muratura armata che collabora più efficacemente ai fini del comportamento scatolare della struttura.

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Anche l’attuale pedana sopraelevata viene sostituita con un pavimento galleggiante in vetro sulle fasce laterali per consentire la rilettura della quota originaria della Chiesa e con una parte rivestita in legno al centro che avrà la funzione di pavimento tecnico nel quale canalizzare gli impianti elettrici e la serpentina per la climatizzazione a superficie radiante.
L’allestimento è realizzato con elementi modulari componibili in alluminio, che conferisce una maggiore leggerezza, con finitura “corten”. Tali elementi sono componibili tra loro secondo diversi schemi in relazione alle esigenze dell’evento in atto.
L’illuminazione dell’ambiente è incrementata migliorando sia quella naturale sia quella artificiale. L’illuminazione naturale viene potenziata realizzando un lucernario posto sulla falda di copertura parzialmente apribile attraverso un meccanismo elettrificato che consente di migliorare anche l’areazione del locale. Tale lucernario è coperto dalla superficie curva in lamiera microforata che suggerisce la presenza dell’Abside. L’illuminazione artificiale prevede un sistema modellato sulla base dell’allestimento, con dei binari elettrificati in corrispondenza del bordo della pedana centrale e degli apparecchi proiettori scorrevoli e orientabili che consentono di avere dell’illuminazione indiretta verso l’alto e verso il basso. A questi si aggiungono apparecchi al livello dei cornicioni superiori e al di sotto del piano di calpestio in vetro, con l’intento di illuminare gli apparati architettonici più significativi.

11_Modello 3D del sistema di allestimento

12_Elementi modulari per l'allestimento degli spazi

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15_sezione longitudinale_sistema espositivo ed elementi del progetto architettonico_light

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17_Fotomontaggio sala espositiva

18_Fotomontaggio sala espositiva

19_Fotomontaggio sala espositiva

E:chiesa del monteortofotoRilievo chiesa del Monte completo M

21_Fotomontaggio Prospetto esterno_ Progetto architettonico del campanile

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