Premio Gusto Divino. Il servizio del Gambero Rosso

[gamberorosso.it] Arrivato all’ottava edizione il festival siciliano premia produttori di vino, giornalisti e altre personalità che si sono distinte nel settore enogastronomico. Com’è andata quest’anno? Ve lo raccontiamo qui.
L’idea nasce dalle tipiche quattro chiacchiere tra amici al bar: metti una sera d’estate, in una piazza di Castelbuono, paese con una forte vocazione culturale, eletto capitale enogastronomica della Sicilia.
Un giovane ragazzo castelbuonese, Dario Guarcello, fresco di esperienza americana, decide di tornare dopo 5 anni nel suo paese, per investire nella sua terra. Appassionato di vino, esperienza nella ristorazione americana e nella gestione degli eventi a fianco di Frank Cascio, manager di Michael Jackson, Dario pensa che nella sua Castelbuono il buon cibo non manchi ma manca una cultura da connaisseurs. Così, tra un bicchiere di vino e l’altro nasce ilCastelbuono DiVino Festival, oggi giunto alla sua ottava edizione con un numero di visitatori che crescono di anno in anno. Quella 2014 che si è appena conclusa, ha portato nel cuore delle Madonie migliaia di visitatori da ogni parte della Sicilia, d’Italia e persino dall’estero.
Una tre giorni fitta fitta di eventi: cene, degustazioni guidate da Luca Martini, campione del mondo dei sommelier 2013, concerti e il premio Gusto DiVino, che ogni anno riconosce l’impegno di quelle personalità che si sono contraddistinte nel settore dell’enogastronomia e che in passato ha premiato sul palco di Piazza Castello Carlo Ottaviano (all’epoca direttore editoriale del Gambero Rosso), Marcello Masi (direttore del tg2), Adua Villa (sommelier Master Class e consulente enogastronoma), Silvio Barbero (vice presidente di Slow Food), Clara Barra (curatrice della guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso), lo chef Filippo La Mantia, Daniele Lucca (Slow Food).
Alla prima edizione del 2007 parteciparono solo quattro produttori vinicoli che diventano 35 nel 2008 fino al 2014, dove le aziende selezionate sono state centocinquanta su oltre trecento. Nell’edizione 2014 la giuria del Premio Gusto DiVino ha deciso di premiare le cantine di qualità che si sono distinte per il legame con il terroir, il rispetto dell’ambiente e la loro vocazione internazionale. Miglior Rosso per la Cantina Moschioni, per il Miglior Bianco la Cantina Santa Clelia, per il Miglior Rosato la Cantina Paolo Calì e per la Miglior Etichetta la Cantina Tasca d’Almerita.

Inoltre sono stati premiati il giornalista attualmente più alla ribalta sulla scena nazionale, Andrea Scanzi, per il suo impegno e la sua attività nell’ambito della cultura enogastronomica, attraverso i suoi articoli, i suoi libri e il suo blog Il Vino degli altri, e il giornalista ideatore e curatore della rubrica del Tg2 Eat Parade, Bruno Gambacorta. E poi ancora Edmondo Conti, produttore esecutivo per Endemol Italia per la La prova del cuoco; Francesca Ciancio, giornalista che scrive anche sul Gambero Rosso; Antonio Benanti, della cantina a conduzione familiare Benanti che valorizza il territorio etneo; Ferdinando Calaciura, il quale è stato coordinatore della comunicazione di manifestazioni internazionali come il Concours Mondial de Bruxelles, Apulia Wine Identity ed Expovinis; Angela Velenosi, giovane, intraprendente e valida produttrice di vini marchigiani; Saro Gugliotta, Presidente di Slow Food Sicilia, Walter Davanzo, un eclettico artista che ha deliziato gli spettatori dando vita ad un’opera d’arte durante la manifestazione, e Liliana Rosano, giornalista che scrive per il Gambero Rosso dagli Stati Uniti e su America Oggi.

Il segreto di questo successo per Dario Guarcello sta in diversi fattori: la passione, il legame con il territorio, il senso della comunità, della collaborazione e l’amore per il buon cibo e il buon vino.

E il futuro? Non facilissimo per Guarcello se si pensa che il Festival cresce soprattutto grazie agli sponsor privati e al lodevole lavoro di volontariato della comunità mentre l’amministrazione comunale quest’anno ha destinato solo 3500 euro. Dario però ha in mente la lezione americana della cultura del fare, appresa mentre lavorava insieme all’entourage di Michael Jackson in una vita da favola hollywoodiana che lui ha avuto la fortuna di conoscere. Da quella esperienza ha tratto i migliori insegnamenti: puntare in alto e rimboccarsi le maniche.
Per questo il DiVino Festival vuole continuare il suo percorso all’insegna della qualità delle cantine e puntando al coinvolgimento degli altri comuni del comprensorio. “Non vogliamo” afferma Dario “cantine che fanno parte del mainstream del mondo vitivinicolo. Siamo alla ricerca di cantine più piccole che hanno una bella storia da raccontare, sia nella qualità che nel progetto. Vogliamo diffondere nel pubblico la cultura del vino, del cibo e l’importanza del legame con il territorio. Il successo di questo festival è possibile anche grazie ad un territorio come quello madonita”.

Dario pensa alla sua America, a quella che ha lasciato. Lì ha imparato a conoscere i grandi vini italiani e poi successivamente quelli siciliani.
Un percorso inverso che lo ha riportato dritti dritto nella sua Sicilia.

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