Presentato il rendiconto della manifestazione: Il valore dell’asino

(MADONIELIVE.COM – Giuseppe Spallino) Sono state rendicontate le spese sostenute in occasione della manifestazione: ?Il valore dell?asino?, svolta dal 27 al 30 ottobre dell?anno scorso. Il responsabile del I Settore, Patrizia Catena Sferruzza, ha quantificato le spese per un importo complessivo di 15.000 euro a fronte di 9 impegni di spesa (assicurazioni, noleggio transenne, noleggio box, servizio di guardiania notturna, montaggio e smontaggio stand, acquisto prodotti alimentari, acquisto legna, acquisto fieno e mangime, e un impegno non precisato del 26 ottobre), 6 affidamenti (servizio di amplificazione, fornitura di materiale vario promo-pubblicitario, fornitura di materiale didattico, fornitura di 12 targhe per il concorso Ragliastorie, fornitura pasti, preparazione e trasporto pasti) e 1 incarico (prestazione occasionale per degustazione prodotti lattiero-caseari). 10.000 euro sono stati finanziati dall?Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari.

1 commento

  1. Ora capisco le ragioni per le quali Martino Spallino, presidente ancora in carica del Consiglio comunale di Castelbuono, non si ricandiderà alle prossime elezioni. Prima gli avvocati, poi i rappresentanti di commercio e i commercialisti (v. l’ ex ministro 3monti), e ora è la volta degli asini nell’ avvicendamento alla responsabilizzazione delle Istituzioni democratiche, in particolare a Castelbuono. Per i filosofi, come il caro e nostro Martino, non c’ è posto. E dire che Plato(ne), filosofo e pensatore della Grecia antica, allorché – anticipando Agostino, i due Tommasi (Moro e Campanella) e Giovanni Gentile – nel formulare la sua utopia trasferendola nella sua nota opera “La Repubblica” ebbe a scrivere che “gli unici in grado di esercitare il potere sono quegli uomini per nulla attratti dal fascino di quest’ ultimo”. In altri termini a governare “devono” essere coloro che pensano (e qui ha ragione il mio caro amico Franco Lupo nella sua tesi secondo la quale oggi all’ uomo è stata sottratta ogni facoltà di pensare), non vogliono governare. e disdegnano il potere (Andreotti, come prima il suo maestro Niccolò Machiavelli, la pensava diversamente). Secondo Plato(ne) tali uomini sono soltanto i filosofi. Estremamante tecnici (ancora non erano venuti i “tecnici” della squadra del Prof. Mario Monti) nella loro arte, lungi da loro era l’ interesse a utilizzare il potere nella gestione della cosa pubblica. Per Plato(ne) occorreva fare obbligo ai filosofi di governare, poiché nessuno, meglio di loro sarebbe in grado di farlo, per via del loro sdegno verso le cariche pubbliche con conseguente totale assenza di rivalità cum bramosia di potere. Che doveva essere proprio la malapolitica ad allontare i filosofi dalla politica, nessuno l’ avrebbe mai pensato. Solo gli asini di Castelbuono. Il loro valore è indiscusso.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.