“Prestito negato perchè omosessuali e allo Zen2 la mafia gestisce le utenze.”

La regione Friuli venezia Giulia concede un prestito di 17 mila Euro, a fondo perduto, a tutti coloro che vogliono investire per l’acquisto della prima casa. Possono farne richiesta tutti i maggiorenni in forma singola o coloro che costituiscono conivenza more uxorio (“come matrimonio”). Una coppia omosessuale di Pordenone ne ha fatto richiesta, secondo il loro comune di residenza sono “famiglia anagrafica basata su vincolo affettivo”, quindi “more uxorio”, per cui nel 2011 acquistano casa e presentano la richiesta per l’accesso al finanziamento. Peccato che la banca ha inviato una missiva dove rispondeva che non sarebbe stato erogato il contributo, proprio perchè non si rispettava il requisito di coppia “more uxorio”, perdipiù si fa notare che presentando la richiesta individualmente, come singoli, l’esito sarebbe stato verosimilmente positivo. La coppia non si è arresa e si è rivolta all’Arcigay Friuli, il quale con un avvocato esperto in pari opportunità ha presentato ricorso al Tar regionale, forte delle sentenze precedenti in cui i tribunali hanno riconosciuto il loro status come “more uxorio”. Loro sono fiduciosi, e un pò lo deve essere tutto il nostro paese, troppo spesso ancorato a delle logiche culturali superate e poco ameno a seguire il corso dei tempi, faticando a capire che alle coppie di fatto devono essere riconosciuti i diritti civili.

Talvolta è proprio vero che esistono dei posti dimenticati dallo Stato. L’ultima conferma che lo Zen 2 a Palermo è uno di questi arriva con l’inchiesta che ha portato all’arresto di diversi boss, che gestivano le forniture di luce e acqua per conto di Cosa Nostra, come fossero un’agenzia di utilities. Succede anche questo. In pratica quello che si vende è un servizio garantito dalla fitta rete di allacci abusivi che rubano agli operatori o ai clienti luce e acqua per distribuirli in maniera capillare ai residenti del grande quartiere palermitano. La gestione è al 100% in mano alla mafia e per gli utenti non c’è alternativa: o pagano 10 ? al mese oppure rimangono senza. Il business di questa operazione è di 70 mila ? circa al mese. L’inchiesta giudiziaria riporta alle attenzioni il disagio di uno dei quartieri più grandi della città, dove lo Stato è pressocchè inesistente e il potere mafioso vige su tutto. Gran parte delle abitazioni sono case popolari dove la gestione è anche lì intermediata da Cosa Nostra che chiede 15.000 ? per prendere possesso di un appartamento che dovrebbe spettare gratuitamente a chi è in graduatoria secondi i criteri dell’istituto autonomo case popolari, mi sembra davvero assurdo che possano esistere ancora oggi, alla luce del sole, situazioni del genere. Mi chiedo ancora quanto tempo dovremo aspettare o chi dovremo aspettare per cercare di avere tutti le stesse possibilità e vivere in un paese che sia tutto civile, tutto al passo coi tempi, tutto in grado di giocarsela alla pari col mondo che avanza. O perlomeno in un paese dove sia garantito il minimo: rete elettrica e idrica ovunque, possibilmente non abusive.

Finisce qui OltreFiumara, appuntamento alla settimana prossima.

?Oltre Fiumara ? Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?