“Preti pedofili. Non ce la raccontate più.”

Voleva aiutare i ragazzi. E’ questa la difesa di don Aldo Nuvola, prete palermitano arrestato in questi giorni per abusi su minori. Ma ormai chi ci crede, non ci crede più nessuno. L’ennesimo tentativo di difesa dell’indifendibile. Succede sistematicamente ad un apparato, quello ecclesiale, sempre più all’empasse, impossibilitato a fare una vera ammissione di colpe, esposto alla sfiducia di sempre più gente. Voleva aiutare i ragazzi dunque. Lo conosciamo bene quel modo di aiutare, sappiamo cosa è significato in tutti i casi precedenti. Vale la scelta radicale di Papa Francesco, valgono i segni di cambiamento, di rivoluzione interna, ma sulla delicatissima questione della pedofilia ci vuole molto di più. Se è vero che l’abbandono dell’altare di Pietro di Benedetto XVI è da inquadrare nell’impossibilità di risolvere la questione della pedofilia all’interno della chiesa, adesso devono venire fuori forti le grida di condanna verso quelle che vengono definite mele marce. E allora se mele marce sono, escludiamoli, spogliamoli dall’abito talare, isoliamoli, puniamoli. La reazione è invece sempre quella del silenzio, dell’attesa dell’evoluzione processuale, dell’insabbiamento, del cercare alibi. Così non va bene, così la chiesa risulta assolutamente poco credibile, così si finirà per costringere la gente a fare di tutta l’erba un fascio, il messaggio che arriva non è di chiara opposizione alla perversione di pochi, ma sembra piuttosto vi sia la complicità di tutti. Don Aldo Nuvola voleva aiutare i ragazzi, dice. Però lo sapevano tutti che tipo di “aiuto” dava, risulta chiaro dalle intercettazioni e dalle testimonianze delle vittime, eppure nessuno dei suoi superiori ha mosso un dito, ha preso posizione, ha provveduto, addirittura è rimasto in servizio a Palermo. Ancora una volta si è aspettato che la giustizia civile facesse il suo corso e quando arriva la condanna poi tutti cascano dalle nuvole. Il giudizio della chiesa è solerte, rapidissimo, molto puntiglioso quando si tratta di episodi in cui si oltrepassano i limiti della morale, verso chi rivendica i diritti per le coppie gay, chi promuove l’utilizzo del preservativo, chi vuole prendere la comunione anche se divorziato. E’ invece garantista fino all’inversoimile, cauta e circosopetta per fatti ben più gravi. Che limite di morale si impone a chi, approfittando del ruolo di guida spirituale, approfitta sessualmente di un ragazzo? Che cosa bisogna fare percé si levino alti i cori di disprezzo con la stessa velocità con cui si accusa un comune peccatore? Due pesi e due misure. Per fortuna che ancora è rimasto il coraggio di indignarsi, di schifarsi, di denigrare episodi di pedofilia, la stragrande maggioranza del clero è gente che non ha questo tipo di perversioni. Ci aspettiamo una condanna forte. Non possiamo aspettare più. Non ci crediamo più.

?Oltre Fiumara ? Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?