?Previsioni dal passato e accanimento sugli studenti fuori corso.?

Ancora guai per Cammarata, sindaco di Palermo. Dopo la bufera seguita alla scoperta del dipendente comunale che gli faceva da skipper,?anzich??recarsi in ufficio, adesso si torna a discutere per un presunto caso d’abuso d’ufficio, a proposito della straordinaria opera di pulizia di una stradella privata, nei pressi di Corso Calatafimi, che porta ad una chiesetta dove, casualit?, si sarebbe svolto il battesimo della figlia di Cammarata. Il fatto risale a circa due anni fa e fa discutere in questi giorni, dopo l’interessamento di alcuni giornali e le testimonianze dei dipendenti che furono incaricati della pulizia della strada che per? non era di loro competenza, essendo una strada privata. Nel bel capoluogo siciliano i dipendenti pubblici non sono di certo famosi per il loro zelo e per l’efficienza lavorativa, ci sarebbero tante altre strade pubbliche da sistemare prima di preoccuparsi di una strada privata, in un gesto di apparente ingiustificata?beneficenza. Si tratta dell’ennesimo intollerabile atto di tracotanza da parte dei politici che agli occhi della gente sono sempre meno credibili.

Noi studenti universitari, al netto di qualche eccezione, amiamo la vita da mantenuti. Presi da esami, lezioni e da elucubrazioni mentali, abbiamo diritto di fare ci? che vogliamo del nostro tempo e soprattutto facciamo tutto con calma e guai a chi ci mette fretta. O perlomeno cos? era fino allo scorso anno per gli studenti dell’Universit? di Palermo. Infatti, da quando ci si ? resi conto che un indicatore per la qualit? di un polo universitario ? il tempo impiegato per il conseguimento della laurea, a Palermo si concedono al massimo 4 anni di fuori corso?dopodich??si ? fuori. Per chi ? ancora del vecchio ordinamento invece si ? posta come data limite il 2014. La notizia ha creato panico e preoccupazione tra i tantissimi in ritardo coi tempi di laurea (ognuno di voi, cari lettori, sono certo star? pensando a qualche amico) e mieter? copiose vittime, a meno di una presa di responsabilit? collettiva. Per cui, ? finito il tempo dei sollazzi, toccher? accelerare i tempi e adattarci alle solite regole imposte da chi proprio non ci capisce. E forse ci invidia.

Nel 1911, cento anni fa, l’inventore Thomas Edison aveva fatto delle previsioni sulle scoperte future. A distanza di un secolo possiamo verificare cosa ha indovinato e cosa no. Di certo c’ha preso sui telefoni che avrebbero dato informazioni sui mercati borsistici e altre funzionalit?, gli smartphone di oggi posso veramente fare di tutto. Sui robot che avrebbero sostituito gli uomini nelle fabbriche non c’? dubbio. E nemmeno sul cemento armato utilizzato per tutte le costruzioni e sui treni elettrici in sostituzione di quelli a vapore. Azzeccata anche la previsione sull’utilizzo della tecnologia nell’agricoltura e sugli aerei superveloci. Poi un’altra previsione riguardava la sostituzione dei mobili in legno con elementi di acciaio, che ? avvenuta solo in parte con arredi particolari, il legno rimane ?comunque utilizzatissimo nella mobilia. Ha invece toppato di brutto su dei fantomatici libri di nichel che avrebbero sostituito la carta e soprattutto sulle previsioni che pi? che altro sono le utopie di tutti i periodi storici: la cessazione di tutte le guerre e la fine della fame nel mondo. Aveva quasi indovinato tutte le previsioni e si ? sbagliato su quello che tutti avremmo voluto fosse accaduto, per cui avremmo rinunciato certamente alle altre invenzioni.

Per oggi ? tutto, a Gioved?.

?Oltre Fiumara ? Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?