Problema ADSL a Castelbuono. Lettera al sottosegretario alle comunicazioni Paolo Romani

Questa ? una copia della e-mail da me inviata al “Sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani” al fine di sollecitare un suo intervento per la risoluzione del problema ADSL a Castelbuono. Vedremo?!

Antonio2
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Castelbuono, l? 10 febbraio 2009

Al Sottosegretario alle Comunicazioni
Paolo Romani

Oggetto: Richiesta di un Suo intervento per attivazione linea in fibre ottiche a Castelbuono (PA) al fine di risolvere il problema ADSL che si protrae da oltre un anno.

Egregio Sottosegretario Paolo Romani,

abito a Castelbuono in provincia di Palermo dove da circa 2 mesi sono stati eseguiti gli ultimi lavori per portare il cavo in fibre ottiche dalla centrale Telecom Italia di un comune vicino, Isnello, alla centrale Telecom di Castelbuono. I lavori sono stati finanziati da ?SiInfratel? di ?Sviluppo Italia? utilizzando i fondi del P.R.U.S.S.T di Cefal? (PA) ed eseguiti dalla S.I.R.T.I. di Telecom Italia.

Il problema ? che ancora oggi questa nuova linea non ? stata attivata. Di conseguenza a Castelbuono dal dicembre 2007 ad oggi continuiamo ad avere un?ADSL lentissima con punte minime, dal primo pomeriggio fino a tarda sera, di 8Kbps. Gli Internet Service Provider (Telecom Italia, Tele2, Infostrada,?) continuando a stipulare nuovi contratti ADSL (pur sapendo, dalle continue lamentele ai call center, che la linea era satura), negli ultimi tempi, hanno peggiorato a dismisura la situazione fino a creare, in certe ore, degli enormi cosiddetti ?colli di bottiglia?. Cos? a tutt?ora la trasmissione dei dati ADSL, da centrale Telecom a centrale Telecom, si appoggia solo alla linea via etere con una banda disponibile molto inferiore a quella che sarebbe garantita utilizzando la suddetta linea in fibre ottiche e quindi rispetto alle esigenze della comunit?.

La invito cortesemente ad intervenire affinch? Telecom Italia attivi al pi? presto questa nuova linea. E? vergognoso continuare a pagare un servizio (e abbastanza caro) dove teoricamente, p.e. nel mio caso con contratto ALICE 7 MEGA (ma vale per tutti gli abitanti di Castelbuono abbonati con qualunque ISP) dovrei disporre fino a 7Mbps di banda in download e comunque dovrebbe essermi garantita almeno una media di 3-4Mbps e per contratto un minimo di 1,2Mbps. Invece mi viene data una velocit? reale di download a volte peggiore rispetto ad un accesso internet con modem analogico, con punte minime, come ho anche accennato sopra, di: 34kbps, 49kbpps, 66kbps, 49,9kbps, 59kbps, 28,3kbps, 8,4kbps,?

Le conseguenze negative di questa lentezza ricadono tantissimo per chi come me utilizza parecchio internet per motivi di lavoro, per gli studenti, per le attivit? commerciali, ecc? il che accentua enormemente il Digital Divide tra i paesini di provincia come il mio e le citt?, frenando enormemente le possibilit? di sviluppo sia di lavori legati al campo dell?ICT e sia di lavori in settori pi? tradizionali: commercio, turismo, agricoltura,? che nelle nuove tecnologie potrebbero trovare enormi vantaggi soprattutto dal punto di vista comunicativo, promozionale, gestionale,?

La ringrazio anticipatamente per l?attenzione e spero che Lei possa risolvere a pi? presto questo problema.

Cordiali saluti

12 Commenti

  1. Oltre al problema dell’ADSL, ci sarebbe anche il problema della televisione. Senza parabola si vede solo la RAI e anche con la parabola siamo “all’oscuro” dal resto della Sicilia: TGS, Teleacras, TRM, Antenna Sicilia, Telecolor a Castelbuono non esistono. Non guardo molto la televisione ma ogni tanto ? utilie sapere cosa fanno nelle province siciliane.
    E dato che ci sono: l’acqua sporca nei rubinetti, la frana a Liccia, il posteggio del cimitero che ? un pantano, la benzina che costa pi? che a Palermo (forse ? un prodotto tipico di alta qualit?!)… Insomma, molto ? stato fatto, molto resta da fare.

  2. Concordo con tutti! E non inizio a “vomitare” le cose che ho gi? scritto in passato! Sono d’accordo per la petizione anche se a parer mio ci vorrebbe qualcosa di pi? forte! Tipo non pagare in massa la bolletta Telecom, o fare una “share action” contro la Telecom che invece di investire soldi li da al Tronchetto dell’infelicit?….la nostra!

  3. Volevo sottolineare che l’amministrazione pubblica castelbuonese da sempre si distingue per la lentezza dell’innovazione tecnologica. Non vorrei essere presuntuoso poich? ho basi fondate nel dire che purtroppo non ? un problema solo castelbuonese, in se per se, ma insito nella natura di noi siciliani. Basti dire che nel 46′ i siciliani votarono per la Monarchia invece che per la Repubblica, ed inoltre siamo il paese del Gattopardo “Tutto cambia per restare uguale” e in tal proposito apro una parentesi, mi preoccupa il fatto che vi sia un movimento locale che si chiami proprio “I Gattopardi!” io la getto l? poi traete voi le conclusioni. Fatto sta che storicamente noi arriviamo sempre dopo, ma anche quando abbiamo la possibilit? di anticipare gli altri. Questo dell’ADSL ? gi? un problema di vecchia data e pure banale per certi versi. Perch? la fibra ottica nei paesi nordici, (Noi siamo i paesi “sudici” per quelli della Lega per informazione!) ? una realt? per gli utenti privati, qui da noi si tratta solo di far arrivare la fibra ottica alla centrale locale Telecom e da noi comunque funzioner? sempre e solo a mezzo doppino. Ci? vuol dire che mentre altrove gi? hanno installato i primi pali WiMax, che permette con un solo ripetitore in modalit? wireless di coprire fino a 30 Km con una banda che arriva fino a 75 Mb/s, qui ancora dobbiamo scoprire il fuoco per cuocere la carne per nutrirci. E mi dispiace dire, per tornare all’inizio del mio discorso, che le amministrazioni non sanno o non vogliono investire nell’innovazione tecnologica, in primis quella Castelbuonese. Che continua a investire nella maniera pi? errata sulla funzionalit? della macchina burocratica. Cosa intendo dire? Che contrariamente ad altre realt? del nord, qui non si ha il coraggio di sperimentare per risparmiare, ma si va sul sicuro, ma costoso. Molte amministrazioni del Nord stanno passando al software libero per esempio. Ovvero nei computer delle pubbliche amministrazioni invece dei sistemi operativi Microsoft e programmi simili, le quali licenze costano parecchio e pesano sui bilanci delle amministrazioni, vengono utilizzati i sistemi operativi definiti “open source” ovvero software liberi da licenze, aperti e modificabili da chiunque sia in grado tra l’altro di poterne apportare migliorie, poich? il codice sorgente ? disponibile gratuitamente on-line. I sistemi operativi “pi? famosi” sono quelli Linux. Io per esempio utilizzo meravigliosamente la versione “Ubuntu” (Che tra l’altro viene installato sui pc economici donati dall’ ONLUS di Nicholas Negroponte ai paesi in via di sviluppo, infatti Ubuntu in africano significa “Umanit?”) con cui mi ci trovo benissimo funziona alla grande, ? pi? veloce e stabile di tutti i SO Windows, vi sono una marea di programmi gratuiti scaricabili tramite i sistemi integrati del SO stesso. Per esempio, esiste la suite di programmi uguale al pacchetto Office e cio? Openoffice ha gli stessi programmi, (Documento di Testo l’omologo del Word, Foglio di Calcolo omologo di Excel e cos? via!) sono identici, anzi, hanno pure funzioni in pi?, tra cui la possibilit? di salvare i propri documenti in PDF (Portable Documet Format), senza dover comprare il programma di Adobe, ma utilizzandone solo il suo lettore che ? gratuito. Per cui immaginatevi lo scenario di una pubblica amministrazione che invece di investire sul software a pagamento, gli stessi soldi li investisse o sull’hardware per esempio od in altri settori che hanno bisogno di pi? sovvenzioni. Per esempio per’ora presso il comune di Castelbuono, provvisoriamente posizionato a S.Francesco, molti pc sono sprovvisti di gruppi di continuit?, e dato che attualmente vi sono cali di tensione e addirittura se ne va la luce, i pc vengono possono danneggiarsi e si possono perdere dati importantissimi conservati in quei pc. Poi considerate l’ipotesi di utilizzare i programmi gratuiti come Openoffice che permette di salvare i documenti in PDF, un formato universale, e scambiarsi i file da un ufficio ad un altro tramite programmi di file sharing, sempre gratuiti e stamparli in formato cartaceo solo quando necessario, quindi un risparmio anche sull’acquisto di carta e sull’inquinamento cartaceo stesso. Conservare tutti i file in un server centrale protetto, al quale possano accedere solo i dipendenti. Si recupererebbe spazio reale e si occuperebbe solo quello virtuale. Un’altro esempio di applicazione gratuita che permetterebbe di risparmiare un botto di soldi ? Skype o similari, che permetterebbe di mettere in comunicazione gli uffici tra di loro tramite sempre una buona connessione internet, quella ? fondamentale. Quindi non pagare pi? telefonate e canoni. E poi se proprio si vuole si possono anche fare telefonate comuni tramite Skype acquistando un p? di credito, ma le telefonate costano molto di meno. Fare videochiamate da pc a pc e scambiarsi file. Poter avere un contatto diretto anche col cittadino e utilizzare il formato digitale anche per ottenere i documenti necessari, senza neanche bisogno di recarsi realmente presso gli uffici comunali snellendo i tempi per espletare molte pratiche. Ma vi rendete conto quale scenario potrebbe essere questo? Ma sembra che io stia parlando di fantascienza per Castelbuono ed invece in alcune realt? del Nord ? gi? cos?! Perch? l’Amministrazione Castelbuonese non dedica un settore specifico all’innovazione tecnologica applicata alla pubblica amministrazione. Le persone preparate, laureate ci sono. Questi sono gli investimenti giusti da fare per innovare, migliorare e risparmiare. Non si pu? solo dare l’immagine di un paese ecologico, ma che procede sul dorso di un asino. Chi ci vede da fuori cos? continuer? a utilizzare gli stessi stereotipi di cinquant’anni fa. Quindi in conclusione non dobbiamo pretendere solo l’ADSL, ma i migliori servizi da parte delle pubbliche amministrazioni che vengono mantenute dai soldi dei contribuenti! Questo ? quello che credo si fattibile attuare e che gi? si attua altrove. Noi perch? dobbiamo essere sempre l’ultima ruota del carro? Forse perch? siamo la regione del Carretto Siciliano? A vivere cos? per forza si diventa eroi?

  4. Caro Luigi delle Bicocche, concordo in pieno con quanto hai detto sopra in modo dettagliato. Per? tutta questa innovazione, come hai specificato anche tu, non pu? avere nemmeno la speranza di avviarsi (ammesso che ci sia la volont? dell’amministrazione comunale castelbuonese e anche quella di buona parte dei castelbuonesi) se prima non c’? un minimo di banda larga su cui far viaggiare i dati. E? vero che pur allacciando il cavo in fibre ottiche dalla centrale Telecom di Isnello a quella di Castelbuono non si avrebbero le velocit? di dati del WiMax o delle fibre ottiche che sostituissero anche il doppino telefonico fino al PC di casa. Per? l?attivazione di questa nuova linea garantirebbe almeno 3-4Mbps per abbonato ADSL che, per la nostra realt? e anche per altre del sud, sarebbe pi? che sufficiente.

    Pensa che secondo gli ultimi dati del Ministero delle Comunicazioni, del 1? febbraio 2008 (quindi abbastanza recenti e pressoch? uguali alla situazione attuale), in Italia ci sono ancora circa 6 milioni di cittadini privi della possibilit? di accesso alla banda larga (il 10 % della popolazione totale) distribuiti in 3506 Comuni (il 43% del totale). Di cui La maggior parte nel centro Nord ovvero 3.643.745 abitanti, mentre 2.089.172 nel Mezzogiorno (stranamente in questo caso siamo messi meglio del nord).

    Un modo per ?coltivare? le nuove tecnologie a Castelbuono, a mio avviso, potrebbe essere quello di istituire: o un corso di laurea o un centro studi o una fondazione (non corsi di formazione regionale: pressoch? inutili),? proprio sull?ICT (Information and Communication Technology). Riguardo al corso di laurea, premetto che io sarei dell?avviso di eliminare i poli universitari decentrati, ma visto che c?? e,a quanto pare continuer? ad esserci, almeno diamogli un indirizzo che possa dare speranza di lavoro a tanti ragazzi e comunque accrescere le loro conoscenze informatiche che a sua volta si riverserebbero su tutta la comunit

  5. Caro Antonio2 hai ragione quando parli di volont? del comune di Castelbuono e dei castelbuonesi! Ma sappi che comunit? montane che non potevano essere raggiunte dall’ADSL con il WiMax hanno risolto tutti i loro problemi. Cmq mi ? giunta voce che forse il comune di Castelbuono sta per attivare una Rete WiFi che dovrebbe coprire l’intera Castelbuono! Ma questo lo so per sentito dire. Spero che qualcuno leggendo questa nostra discussione ci dia qualche comunicazione uffficiale al riguardo! E soprattutto le specifiche tecniche e le modalit? per usufruirne! Caro sindaco se legge questo mio commento pu? risponderci al riguardo? E cosa mi risponde su quello che abbiamo scritto sopra io ed Antonio2

  6. Perch? non si compie un’azione di protesta collettiva?
    Tutti i castelbuonesi che hanno attiva una linea ADSL dovrebbero chiedere la disattivazione del servizio.
    Per? qualche furbo che rimane andrebbe veloce come il vento…
    Per? si potrebbe telefonare tutti al 187 (o all’equivalente numero di altri gestori) 24 ore su 24 facendo presente il problema.

  7. X Fabio. Difatti il problema non ? solo castelbuonese o dei paesini del sud, ma riaguarda parecchi piccoli comuni di tutta Italia, soprattutto quelli collinari e di montagna. Anzi, come ho scritto sopra, secondo i dati del Ministero delle Comunicazioni, riguarda pi? il nord che il sud.

  8. Siamo alla frutta…
    Michele comincia a pensare a una versione cartacea di castelbuono.org.
    Michele, l’idea non ? male affatto, pensaci davvero. Un’edizione bimestrale con il meglio di ci? che ? apparso su castelbuono.org (commenti e censure compresi si capisce…)

  9. Caro Censore, l’idea male non ?, e questo ? evidente.
    Ma non per questo la rende semplice: progetti del genere hanno bisogno dei piedi per camminare, specie per camminare con le loro gambe. Persino il “volontariato estremo” – scuola di pensiero gettonatissima qui in redazione – trova comunque un suo limite fisiologico quando impatta con le valutazioni preventive quali costi, gestione, tempi, ecc.
    L’ideale, in questo genere di progetti, sarebbe riuscire a tradurre impegni del genere in occupazione per qualche neo-laureato: allora s? che il gioco varrebbe la candela. Il pareggio ? un obiettivo di bilancio eccellente, ma quando produce effetti come questi. Il lavoro per qualcuno.
    Se ci fosse chi si dedica anima-corpo e mestiere alla cosa (cosa che ? naturalmente connessa con una componente fatta di ricerca pubblicitaria e/o di sottoscrizione di abbonamenti) allora avrebbe da Cbuono.Org tutto il disinteressato appoggio. Chiss? che la cosa non dia l’idea a qualcuno… Eventualmente noi saremmo i primi a sostenerlo su tutti i fronti.
    Sorreggere il blog ci ? (ancora) possibile, ma non pi? come vorremmo e come il progetto facilmente meriterebbe.
    E se fosse proprio Il Censore a farsi carico di dare gambe all’idea?

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