Processo “Black Cat”. «Una pervasività pericolosa e inquietante» quella descritta nella mafia delle Madonie

Segnaliamo l’articolo uscito oggi sul Giornale di Sicilia, scritto dal giornalista Giuseppe Spallino che riporta le motivazioni della sentenza a conclusione del processo “Black cat” che ha scoperchiato l’attività mafiosa delle Madonie.

Dopo la conclusione del processo (con un verdetto di 15 condanne e 5 assoluzioni, per un totale di 173 anni di reclusione) il Tribunale di Termini Imerese presieduto da Vittorio Alcamo (a latere Angela Lo Piparo e Gregorio Balsamo) sottolinea più volte la pericolosità della rete organizzativa mafiosa facente capo a San Mauro e al presunto reggente Francesco Bonomo.

Proprio da lui si sarebbe recato un imprenditore castelbuonese per lamentarsi del pagamento di un pizzo di 300 euro al mese che gli sarebbe stato imposto da Antonio Scola, condannato come reggente della famiglia mafiosa di Castelbuono.

Il sistema evidenziato è quindi quello di una mafia all’antica, la cui organizzazione parte da un nucleo di soggetti – i vattiati (ossia formalmente affiliati) – e si estende poi all’intero territorio madonita.

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