Processo Crocetta-l’Espresso. Lirio Abbate accusato di ricatto dall’ex governatore, ma il giornalista replica “Accuse calunniose”

[livesicilia.it] PALERMO – La telefonata su Lucia Borsellino non esiste, ma viene fuori una sorta di spy story. Ad alimentarla è l’ex governatore Rosario Crocetta che stamani [23 Marzo, ndr] ha testimoniato al processo che vede imputati i per calunnia e procurato allarme i giornalisti Maurizio Zoppi e Piero Messina, autori dell’articolo dell’Espresso che dava conto della presunta telefonata in cui il chirurgo e medico personale di Crocetta, Matteo Tutino, avrebbe detto che Lucia Andava “fatta fuori come il padre”. Una telefonata che, come hanno confermato oggi ancora una volta i periti nominati dal giudice, non esiste in alcun atto del fascicolo che riguardava le indagini su Tutino, poi finito sotto processo per altro.

Nel corso della testimonianza Crocetta ha aggiunto un elemento che rischia di alimentare il fascicolo dibattimentale. L’ex presidente ha infatti sostenuto che un giornalista dell’Espresso avrebbe contattato il suo difensore, l’avvocato Vincenzo Lo Re, subito dopo la conferenza stampa in cui fu annunciata l’intenzione di denunciare e chiedere un risarcimento milionario alla testata per la falsa notizia. In questa telefonata il giornalista avrebbe ventilato all’avvocato Lo Re la possibilità di scrivere un articolo in cui si parlava dei viaggi di Crocetta in Tunisia, accostandoli a “presunte pratiche pedopornografiche” che Crocetta definisce “inesistenti”. L’ex governatore non aveva fatto inizialmente il nome del giornalista, ma sollecitato dai legali presenti in aula ha detto che si tratterebbe di Lirio Abbate, oggi vice direttore del settimanale.

“Quando all’Espresso – ha detto Crocetta davanti al Tribunale – si resero conto che quella telefonata non ce l’avevano, Abbate si premurò di fare questa telefonata all’avvocato. Dissi che potevano pubblicare tutto quello che volevano subito, non avevo nulla da temere. Andavo in Tunisia sempre scortato. Se avessi avuto una condotta illecita, i poliziotti sarebbero stati i primi a denunciarmi”.

L’avvocato Lo Re, contattato da Livesicilia, non rilascia alcuna dichiarazione. Un “no comment” figlio del fatto che “essendo stati riferiti fatti in udienza – dice – se sarò convocato ne riferirò all’autorità giudiziaria”. Abbate replica: “Respingo le calunniose accuse fatte oggi da Crocetta nei miei confronti. Non ho mai pronunciato o pensato le frasi che l’ex presidente della Regione ha detto davanti ai giudici e non mi risulta l’esistenza di un dossier della natura di cui parla Crocetta”.

La deposizione dell’ex governatore è poi andata avanti in questi termini “L’ex consulente Nadia Luciano, a giugno scorso, qualche giorno prima che andassi in Procura, mi parlò della presunta attività di dossieraggio messa in atto dal giornalista Messina e dal segretario particolare dell’assessore regionale alle Infrastrutture e trasporti, Giuseppe Montalto. Attività di dossieraggio che riguardavano non solo me anche Antonio Ingroia”. Nadia Luciano nel 2015 era consulente dell’assessorato regionale ai Trasporti. “Me lo disse per solidarietà – ha proseguito – dopo la vicenda Morace (l’inchiesta Mare nostrum in cui è indagato anche Montalto ndr). Mi disse che Montalto aveva legami con i servizi segreti e lei era impaurita da questi contatti. Volevano sporcare l’immagine di Ingroia perché volevamo rendere tutta pubblica la Sicilia E-Servizi”.

Secondo Luciano, che ha deposto questa mattina, gli incontri tra Messina e Montalto sarebbero avvenuti “tra marzo e aprile” del 2015. Per il giornalista Messina, queste sono “ricostruzioni false e lo posso dimostrare”. “Non conosco la dottoressa Luciano – ha spiegato rendendo dichiarazioni spontanee – non ho mai parlato in sua presenza. Né ho mai fatto dossieraggio nei confronti di Crocetta. Da metà febbraio a metà marzo ero negli Stati Uniti quindi quegli incontri con Montalto non si sono mai verificati. Dossieraggio nei confronti di Ingroia? Io ho ottimi rapporti con il dottor Ingroia. L’articolo che ho scritto su Sicilia E-servizi è stato scritto a gennaio 2015. Questi elementi dimostrano che è tutto falso”.

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