Prof. Cancila: “L’anno di fondazione del Castello è il 1317. Ecco perché”

Riceviamo con estremo piacere, e vi sottoponiamo, un prezioso contributo del caro prof. Orazio Cancila a proposito della datazione del castello di Castelbuono. Con l’amore smisurato per il paese e l’infinita competenza che il professore ha deciso di mettere al servizio di un studio storico, finalmente organico ed esaustivo, sul nostro passato, ci sottopone ulteriori inequivocabili argomentazioni sulla corretta datazione: 1317 e non 1316.
Grazie davvero professore. Ci adopereremo anche noi per correggere dove ancora riportato in modo errato.

 

Egregio Direttore,

mi accorgo che si continua a considerare il 1316 come data di costruzione (o di avvio dei lavori) del castello di Castelbuono, sulla base dell’iscrizione della lapide apposta sul portale d’accesso ad arco acuto del baglio che dà sull’attuale via Sant’Anna, che riporta effettivamente l’anno 1316. Ero convinto di avere dimostrato e documentato nel mio “Castelbuono medievale e i Ventimiglia” come il 1316 indicato nella lapide corrispondesse al nostro 1317. Ma evidentemente i libri sono noiosi e non hanno molti lettori. Ricostruisco allora nuovamente i fatti, nella speranza che gli uffici comunali e le organizzazioni turistiche prendano finalmente atto che l’avvio dei lavori di costruzione del castello si ebbe tra l’8 gennaio 1317 e il 24 marzo 1317.

L’1 gennaio 1317, con l’intervento del notaio di Ypsigro Nicolaus de Prato, presente anche il giudice dello stesso casale Iacobus de Alexio, il conte di Geraci Francesco I rilasciò una procura a tale arciprete de Parma, familiaris del vescovo di Cefalù Giacomo, con l’incarico di recarsi a Patti presso il vescovo Giovanni e formalizzare una permuta. L’atto in verità porta la data dell’1 gennaio 1316, XV indizione. Ma poiché il notaio de Prato utilizzava la datazione ab incarnacione, per la quale l’anno cominciava il 25 marzo, ossia per la festa dell’Annunciazione, il primo gennaio 1316 corrisponde, nello stile moderno o comune, al nostro primo gennaio 1317. D’altra parte si sa che l’1 gennaio della XV indizione corrisponde all’1 gennaio 1317: chi non ci crede e non ha a disposizione la preziosa Cronologia del Cappelli può verificare personalmente sul sito http://studentiasna.altervista.org/strumenti/inditio/indizione.php#2. L’anno indizionale infatti aveva inizio l’1 settembre di un determinato anno (mettiamo il 1316) e si chiudeva il 31 agosto dell’anno successivo (nel nostro caso il 1317): corrisponde praticamente all’annata agraria.

L’8 gennaio successivo 1316 (ossia 1317 nello stile moderno), XV indizione, il notaio messinese Tommaso Alfano rogò l’atto di permuta, con il quale il vescovo di Patti e Lipari, con il consenso della comunità della chiesa da lui presieduta, cedeva a titolo perpetuo, senza alcuna costrizione, al conte Francesco Ventimiglia, due salmate di terra (circa mq. 70.000) comprendenti il poggio di San Pietro, site accanto al casale di Ypsigro, in cambio di una certa estensione di terra in prossimità dello stesso casale, non città come recentemente ho letto.

Ottenuto il poggio di San Pietro, già anteriormente al 25 marzo 1317 il conte Francesco avviò la costruzione di un castello, il castrum Belvidiri de Ypsigro, distante qualche centinaio di metri dall’abitato ancora racchiuso entro i limiti della Terravecchia. Lo documenta la lapide, che per me ha trascritto negli anni scorsi Marcello Moscone: + ANNO INCARNATI(ONIS) VERBI M° CCC° XVI° IND(ICTIONIS) XV REGNANTE | GLO(RIO)SISSI(M)O D(OMI)NO N(OST)RO REGE FRIDERICO REGE SICILIE AN(N)O RE|GNI SUI XX°I° NOS FRA(N)CISCUS COMES VI(N)TIMILII YSCLE MAIO|RIS ET GIRACII ET D(OMI)N(U)S UTRIUSQ(UE) PETRALIE I(N)CEPIMUS HOC| CASTRU(M) BELVIDIRI DE YPSIGRO IN CHRISTI NO(M)I(N)E EDIFICARE.

Traduco: Nell’anno dell’incarnazione del Signore 1316, indizione XV, regnante da 21 anni il gloriosissimo signore nostro re Federico, re di Sicilia, noi Francesco, conte di Ischia Maggiore e di Geraci e signore delle due Petralie abbiamo cominciato a edificare nel nome di Cristo questo castello nel (o del?) belvedere di Ypsigro.

La lapide indica l’avvio della costruzione nell’anno 1316 dell’incarnazione, che cominciava il 25 marzo 1316 e finiva il 24 marzo 1317. Indica anche la XV indizione, che nel nostro caso cominciava l’1 settembre 1316 e si concludeva il 31 agosto 1617. Ora, il 1316 e la quindicesima indizione coincidono soltanto nel periodo dall’1 settembre 1316 al 24 marzo 1317. L’avvio dei lavori nel corso della XV indizione dovette perciò avvenire in un qualsiasi giorno cadente tra l’1 settembre 1316 e il 24 marzo 1317. Ma poiché la permuta è dell’8 gennaio 1317, l’inizio dei lavori non poteva che essere necessariamente successivo e quindi fra l’8 gennaio 1317 e il 24 marzo 1317. In ogni caso, nei primi mesi del 1317.

Spero che basti. Lo so, non cambia molto tra 1316 e 1317, ma la mia pignoleria non sopporta l’approssimazione. La ringrazio per l’ospitalità e la saluto molto cordialmente,
Orazio Cancila

Professore emerito dell’Università di Palermo
Dipartimento Culture e Società, Viale delle Scienze, ed. 12, 90128 Palermo
Ab. p.zza Europa 18 90146 Palermo, 091.519556

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.