?Profumo di rivoluzione.?

Tutto inizi? dal “venditore ambulante laureato”. Il ?17 Dicembre un venditore di verdure tunisino si ? dato fuoco. Le motivazioni erano l’assoluta disperazione per una condizione economica disagiata, una storia di racket di quartiere, i continui ingiustificati maltrattamenti della polizia e piccole vessazioni burocratiche. La stragrande maggioranza dei cittadini tunisini si rivide pienamente in lui e dopo l’ennesimo rialzo dei prezzi dei beni primari e le percentuali di disoccupazione ancora in crescita, scoppi? la “rivoluzione dei gelsomini” che port? alle dimissioni del dittatore Ben Ali in Gennaio. Sull’onta dell’entusiasmo, in Egitto le notizie della ribellione tunisina avevano svegliato le coscienze dormienti, le problematiche e i soprusi del monarca di turno, Mubarak, erano i medesimi?e cos? dopo trent’anni di potere incontrastato i cittadini si riunirono nelle piazze del Cairo e di Alessandria per dare luogo ad una protesta di massa che costrinse Mubarak a lasciare il trono. A poco a poco, tutte le nazioni nordafricane hanno visto crescere i malumori e le?rimostranze?pubbliche dei cittadini, stufi delle situazioni di disagio e povert? e cos? in Marocco, Algeria, Libia e nei paesi mediorientali Giordania, Barhein e Yemen sono ancora attive le rivolte con diversi livelli di intensit?. La situazione attualmente pi? delicata ? quella della Libia dove, come gi? sapete, il colonnello Gheddafi non ha intenzioni di cedere ai rivoltosi e in questi giorni sta sparando sulla folla e causando migliaia di morti e feriti. Verr? il tempo anche per lui. Ci? che accomuna tutti i paesi coinvolti dalle rivolte ? la difficolt? economica e la presenza di un despota a capo del governo, arrivato al potere senza elezioni democratiche e in carica da decenni, ma la diffusione dello spirito rivoluzionario a macchia d’olio ? dovuta sopratutto alla vicinanza religiosa e culturale che accomuna la gente che in questi mesi ? scesa in piazza. Il minimo comun denominatore ? la cultura islamica. Sono privi di senso gli accostamenti e i coinvolgimenti che vedrebbero l’Italia come naturale sfocio delle dinamiche rivoluzionarie; per cui, sebbene la vicinanza geografica alimenta le speranze di molti, le condizioni socio-economiche del nostro paese sono ancora ad un livello accettabile e c’? una vera repubblica, non la copertura di una dittatura decennale dal sapore di monarchia assoluta. Semmai i fattori che ci mettono in relazione ai paesi del Maghreb sono gli interessi economici incrociati (ad esempio diverse aziende italiane hanno stabilimenti produttivi in Tunisia e in Marocco e la Libia ha delle quote azionarie di Unicredit, di Juventus F.C. tanto per citarne alcuni) e il rischio che, almeno in prima istanza, tanti approfittino della situazione anarcoide per emigrare in Europa attraverso l’Italia, molto pi? di quanto abbiano fatto finora grazie anche agli accordi politici tra gli stati europei e i dittatori nordafricani. Ma l’aspetto pi? interessante ? che tutto questo ? successo e sta succedendo grazie ad internet ? ai social network, attraverso cui si ? sparsa l’informazione, ed ? stato possibile organizzare un movimento globale, condividere pareri, idee e informazioni organizzative. Tweeter e Facebook, spesso criticati dai benpensanti, sono stati uno strumento essenziale per organizzare le rivolte, per abbattere poteri apparente invincibili, ? la prova che la conoscenza e il progresso tecnologico possono davvero essere utilizzati per migliorare la societ?, per ridare la libert? agli uomini. Sar? curioso capire come si evolveranno le cose, cosa succeder? dopo la caduta dei regimi, a tal proposito qualcuno pensa che si avr? un avvicendamento al potere degli estremisti islamici i cosiddetti “fratelli musulmani”, ma i capi della rivolta dicono che la loro rivoluzione ? veramente laica e l’unico obiettivo ? la democrazia e la libert?. Staremo a vedere, ci? che importa ? essere consapevoli che i cittadini se si organizzano, dal basso, possono ancora cambiare le proprie sorti e rovesciare i governi, fare le rivoluzioni. Nonostante Gheddafi e gli amici suoi.

Questo numero speciale di OltreFiumara riporta una sola notizia?perch??ritenevo opportuno dare spazio opportuno alle vicende internazionali, di estrema rilevanza e importanza, Gioved? prossimo come sempre saremo qui.

?Oltre Fiumara ? Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?