Proprietario della Scala dei Turchi a sorpresa

Una delle più belle spiagge d’Italia è la Scala dei Turchi. Si trova a Realmonte, nei pressi di Agrigento. È un promontorio a gradoni, di colore bianco puro, che cade a picco sul mare. La tipicità è dovuta alla marna, la roccia sedimentaria calcarea e argillosa tipica della zona, dal colore particolare e dalle linee sinuose e rotondeggianti. La località, famosa anche per essere stata più volte citata da Camilleri nei suoi racconti, prende il nome dalla scelta degli arabi (convenzionalmente turchi) che approdando con mire di conquiste in terra siciliana, trovarono nei pressi approdo riparato dal vento. Ad oggi rimane una spiaggia incantevole, paradisiaca, da proteggere dagli attacchi dei nuovi saraceni: i turisti e gli speculatori edilizi. I primi, categoria di cui fa parte il sottoscritto, approdano in massa nella stagione estiva, parcheggiano a ridosso del promontorio in modo selvaggio e occupano ogni superficie di roccia, staccandone spesso dei frammenti per cospargerseli sul corpo, per presunte azioni benevoli sulla pelle, o forse per somigliare a degli zombie. I secondi, da sempre tentano di costruire alberghi, bar e ristoranti, subito di fianco alla roccia, volendo approfittare del flusso turistico e non capendo il danno che si fa ad una zona che dovrebbe essere più protetta. Già da vent’anni si erigeva un ecomostro, composto da una struttura scheletrica di un albergo mai realizzato e rimasto lì, fino alla tardiva abolizione dello scorso anno. Questa rubrica se ne occupò tempo addietro, i più fedeli lettori ricorderanno. A scopo protettivo, Legambiente e il Comune di Realmonte hanno redatto un progetto in via di definizione, ma ci si è accorti dai documenti che la Scala dei Turchi non è di proprietà demaniale, ma appartiene ad un privato. Tale Ferdinando Sciabbarrà, 67 anni, ex dirigente della Camera di Commercio, si trova improvvisamente in una posizione di potere inaspettata. Adesso deciderà se cedere il bene, se affidarlo in gestione o se farsi pagare una rendita annuale dal Comune. Da questa scelta dipenderà il futuro di un monumento naturale dalla bellezza unica, che spero rimanga fruibile al pubblico e, in più, possa diventare finalmente un luogo curato e rispettato.

Finisce qui questo numero della rubrica, alla settimana prossima.

“Oltre Fiumara. Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.”