Puntata VI: “Ricominciamo eroi, con un piccolo aiuto dei miei amici”

Bravi, sì. Facile fare l’analisi del voto dopo la conta, a urne chiuse; più complesso è farla prima, azzeccando le previsioni e mettendole in forma di cronaca satirica mentre il consenso si determina. Non faremo pertanto l’analisi del voto e ci limiteremo soltanto ad assegnare i premi promessi, per questa quarta edizione degli Insindacabili, che consistono in… un brano musicale. Come si faceva una volta nelle radio libere: con dedica sincera.

Avevamo previsto le tre liste e il loro humus (qui) e avevamo anche mostrato il pallottoliere e suggerito l’evidenza dell’inevitabile, indovinando perfettamente i numeri (qui). Una cosa che non ci aspettavamo però, di certo, era la capitolazione così clamorosa – anche in Consiglio – dei Cambianti Castelbuono. No, questo no, non fino a questo punto.

Cioè, qualche segnale c’era. Intanto c’erano Karmelo, FabioCap e Poliz8 tutti da un lato: tre segnali chiari, come una bussola, ad indicarci l’evidenza del risultato ineluttabile. Ne basta uno solo, di solito. Eppure abbiamo fatto finta di non farci caso.

Abbiamo sorriso dei pregi del giovane candidato sindaco, sempre più a suo agio in campagna elettorale, innocente cavallo di Troina di un’istanza di cambiamento ragionevole e soprattutto regionabile. Eppure, abbiamo fatto finta di non farci caso.

C’era il lider Tummy, sempre così pacifico e rassicurante, mai soggetto a risentimenti e acredini, concentrato sui temi e a spendersi mettendoci la faccia come il culice (la zanzara cioè), tenace e pungente per la buona causa del cambiamento. Eppure, evidentemente, non ci abbiamo fatto caso.

Cambiamo Castelbuono? 

Perché no – risposero gli elettori, accogliendo la proposta – cominciamo però dall’opposizione. E così fu.

A proposito di “fu”, un’eccezione è stato il Fucconsigliere Sottile, che ha dimostrato – numeri alla mano – che il candidato sindaco da questa latata poteva essere lui. Così come, dall’altra parte, poteva essere Andrea Prestiannovic, per rimanere in tema di cambiamento. Convince me I’m wrong, amunì.

Poi, per carità, probabilmente non conosco così a fondo il paese reale (leggasi nel senso di “relativo al re”), per cui certamente mi sbaglio. Fatto sta che il Fucconsigliere ha primeggiato e con distacco sul Tummy, nonostante si sia macchiato di evidente peccato di lesa maestà.

Le elezioni sono un periodo fantastico per certi aspetti: creano una bolla atemporale, in cui alcuni s’imbufaliscono e altri s’ammansiscono (e forse ad alcuni vengono cambiate persino le password). Ma all’indomani delle urne ognuno recupera il proprio credo (e alcuni le proprie “credenziali”) cosicché tutta la simpatica serenità nel giudizio di taluni torna a galoppare libera.  

Ed ecco infatti il primo vincitore degli Insindacabili: alla prof Cangelosi va il premio “Recapthca”, per aver custodito insieme e in sicurezza – e con incredibile capacità ed empatia – la serenità di un gruppo potenzialmente deflagrante. 

Premio in canzone: Ricominciamo, di Adriano Pappalardo.


Diciamoci la verità: i tanto vituperati comizi, ogni giorno, nelle piazze e poi su Facebook, li rimpiangeremo. Quei discorsi su panze e cudduri fritti, quegli elenchi sterminati di cose fatte o quasi fatte (“talè, praticamente ci siamo, cioè, il progetto è stato pensato, elaborato, depositato, finanziato, osannato direi, dal Ministero”), quei dolci scambi di complimenti reciproci – che è proprio ciò che il paese ama – e tutta la buona volontà e spesso sorprendete capacità dei giovani debuttati. A loro – sì – va stima e gratitudine: eroi e soprattutto eroine.

Grande protagonista nei temi è stato il PNRR. Che – abbiamo imparato – non è una pernacchia. Ne hanno parlato giustamente tutti e tra questi, in un comizio a mio avviso quasi brillante, anche Rosario Piro, primo dei non eletti. Ne ha parlato con semplicità, ipotizzando le ricadute positive nel sociale. 

A lui, indubbiamente, spetta il premio “Very Welfar” ed il brano “With a little help from my friends” dei Beatles.


Ora, mentre scrivo sono fuori paese e non so se i faccioni candidati siano stati rimossi dai tanti balconi. A proposito: non so se sia già così, ma secondo me i candidati dovrebbero pagare quantomeno la tassa d’affissione – come avviene altrove – perché, nonostante la proprietà ospitante sia privata, la visibilità e l’impatto è decisamente pubblico. Come è stato evidente nelle foto dei turisti durante l’Infiorata. E’ materia certamente da disciplinare. A parte che così le elezioni farebbero bene almeno alle casse comunali… 

Comunque, una grande battaglia di facce e putie. Spettacolare il banner pro Maiorana esattamente sopra la putìa di Cicero in piazzetta e divertentissimo pensare a Provvidenza, la pasionaria ciceriana per eccellenza, con la faccia della Prof proprio di fronte al negozio, a tutte le ore, e accanto l’altra putìa di Maiorana, quella arricchita dai simboli di Fratelli d’Italia.

E qui non scatta un premio bensì la squalifica, nei confronti della sezione del PD di Castelbuono.

Speravate che ce ne fossimo dimenticati, ma no: abbiamo preso appunti, eppure… non ci sono parole. 

Avevamo fatto un po’ d’ironia nelle puntate precedenti, paventando l’abisso, ma anche in questo caso non pensavamo si arrivasse a tanto. 

Ok l’essere rimasti fuori dai giochi che contano, ma quantomeno “convergeranno o faranno un bel libera tutti sensato”, pensavano alcuni. Ed invece…

Ed invece negli ultimi giorni il PD di Castelbuono – un po’ a sorpresa  – si è schierato, e ha deciso di sostenere Tumminello. Daniele Tumminello, per esattezza, quello candidato a Sindaco di Cefalù, risultato poi ben vincente. Evviva. Tutti ad esultare per le elezioni vinte dal partito, peccato fosse in un’altra elezione, in un altro comune, da altri. Ciò infrange ogni regola basilare degli Insindacabili, che di elezione ne può seguire (con fatica) una sola. Per cui: cartellino rosso (e anche sul rosso ci sarebbe da ridire).

Facile parlare dopo, dicevamo all’inizio. Facile parlare in genere, prima o dopo che sia.  Gli Insindacabili raccontano, scherzano, si concedono licenze, ma in realtà sono complessivamente e sinceramente ammirati da chi si candida e in generale da chi si impegna in politica per la comunità. Anche sbagliando. Perché, al netto di qualche piccola eccezione, il fine non può che essere quello, in un mix di necessaria ambizione e sincero altruismo: il proverbiale amore per il paese.

Cotanto amore può degenerare in qualcosa di patologico, ma, tant’è, al sindaco riconfermato – Mario Cicero -non può non spettare l’ultimo premio in palio, che dà il titolo a questa rubrica: l’Insindacabile. Brano, anche questo come gli altri, più per le parole che per il titolo: Heroes, di David Bowie.

Ora, a meno di sorprese dall’ARS su un terzo mandato, Cicero è anche letteralmente Insindacabile. Eppure…

[fine della quarta stagione]


Gli Insindacabili, la IV stagione. 

Nelle puntate precedenti:

  1. Ritrovata una busta con rivelazioni scontate
  2. Dietro le quinte, davanti ai banconi, accanto a te
  3. Tre storielle di campagna
  4. Il pallottoliere e lo scacchiere di László
  5. L’enorme e le norme