Quattro artiste castelbuonesi in “Self[ie] Portrait”

Vi invitiamo a visitare, dal 5 dicembre al 10 gennaio 2015, la mostra “Self[ie] portrait” allestita nella galleria “L’altro ArteContemporanea”, in via Torremuzza a Palermo. In mostra i lavori di 26 giovani artisti siciliani, in una riflessione sul tema dell’autorappresentazione e dell’autoritratto pittorico in relazione all’attuale tendenza del selfie.  Tra questi lavori, presenti le opere di  quattro artiste castelbuonesi: Stefania Cordone,  Angela Sottile, Vera Carollo e Ambra Mediati.

L’inaugurazione è prevista per venerdì 5 dicembre alle ore 19. La mostra rimmarrà aperta fino al 10 gennaio 2015, da lunedì a sabato, dalle ore 16.00 alle ore 20.00.

selfie portrait

Self[ie] portrait

Vuoti, superficiali, narcisi, vanitosi: sono i primi termini che si sentono quando si parla dei giovani (solo loro?) che invadono i social network con i loro selfie.
Sarà pur vero ma ricordano tempi molto lontani quando gli “adulti” parlavano della beat generation, di hippy, o italicamente, di capelloni, di gioventù bruciata.
Generazione dopo generazione sono cambiate le forme ma non i contenuti; sono cambiate le modalità, non i fermenti; sono cambiate le geografie, non le motivazioni. Come sempre sono rimaste identiche le percentuali tra chi segue la moda (vuoti, superficiali, narcisi, vanitosi) e chi, all’interno di un fenomeno che diventa collettivo e oggi globalizzato, cerca strade diverse, sperimenta, si impegna.
Uno strumento non è fine a se stesso ma vale per l’uso che se ne fa.
Nel Quattrocento la democratizzazione, seppur limitata, dello specchio ha dato alla storia dell’arte Jan van Eyck e la moda di ritrarre la propria immagine per arrivare ai nostri giorni in cui il fenomeno digitale, realmente democratico e globalizzato, avrebbe dovuto uccidere la fotografia.
Ci siamo posti quindi una domanda: questa selfie generation è rappresentativa del corso della storia? Domanda che abbiamo girato a 26 giovani artisti, alcuni molto giovani, come nelle corde della nostra quasi quarantennale attività.
Abbiamo proposto di partecipare con tre opere, un autoritratto e due ritratti, marcando in tal modo la sottile differenza tra rappresentazione di sé e rappresentazione dell’altro e di documentare con dieci selfie ciascuno un vissuto, una testimonianza, pur restando consapevoli delle marcate differenze che intercorrono tra le due modalità espressive; l’intento è quello di registrare due modi possibili per raccontare un’esistenza: un modo leggero, condiviso, effimero, quello del selfie, una modalità profonda, intima, duratura, quella dell’autoritratto.
Questo primo step è dedicato alla grafica d’arte, matita, carboncino, fusaggine, biro, pastelli, incisione e così via, per procedere successivamente con la pittura, con la scultura, con la fotografia, e terminando con il selfie stesso.
Questi ventisei giovani artisti ci hanno dato la loro risposta: essere giovani, selfarsi in vacanza, con gli amici, divertendosi con l’occhio digitale non è in contrapposizione con il lavoro, con l’impegno, con la qualità. In ogni caso per molti di loro è stato il primo approccio con la difficoltà dell’autoritratto e delle sue implicazioni e questo è già un percorso per essere definiti self[ie]portrait generation.

 

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