Querelle tra Cicero e il comitato “No Priv”?

[MADONIENEWS – G.Spallino – 22/2/08] Nei giorni scorsi il comitato di Castelbuono ?No priv?, impegnato contro la privatizzazione del servizio idrico, ha reso noto che il sindaco Mario Cicero si è incontrato, la mattina del 12 febbraio, per la seconda volta con i delegati di Acque Potabili Siciliane SpA. Il comitato ?No priv? è stato presente davanti al municipio per manifestare, diramando in seguito un comunicato per diffondere la propria opinione sull?accaduto: «avevamo anche chiesto di poter essere presenti all?incontro tra i funzionari dell?APS e le autorità comunali, ma ciò ci è stato negato.

Le uniche notizie che abbiamo avuto di questo incontro riguardano il fatto che non sono stati previsti finanziamenti, almeno per i primi tre anni, per il rifacimento della rete idrica di Castelbuono, come noi del resto avevamo già preannunciato alla cittadinanza e al sindaco. Né tanto meno abbiamo avuto una risposta sulle tariffe che si troveranno a pagare i cittadini». La reazione del sindaco non si è fatta attendere, e in una nota dichiara: «con stupore apprendo dal comitato ?No priv? che a mia insaputa qualcuno ha consegnato le ?chiavi? dei nostri acquedotti agli ?emissari della APS?. Voglio precisare che le decisioni che interessano la comunità Castelbuonese vengono prese soltanto in via S.Anna n. 25 sede del municipio, per cui affermo che tutto ciò è falso. Ribadisco, per quelli che non vogliono ascoltare, che fin quando non vi saranno nel piano degli investimenti le dovute somme per la realizzazione degli interventi utili nel nostro servizio idrico (rete idrica del paese, potabilizzatore, nuovi serbatoi) e non verranno decise le tariffe che dovranno essere adeguate e congrue senza speculazioni, il sindaco Mario Cicero non consegnerà nessun impianto». La querelle tra il primo cittadino e il comitato ?No priv?, si è momentaneamente chiusa con una risposta di questo ultimo che ribadisce: «le decisioni sulla privatizzazione dell?acqua il sindaco non le ha prese in via S.Anna 25 a Castelbuono, ma in via S.Lorenzo a Palermo, nella sede della Provincia dove non si è mai opposto, ed ha anzi avallato le posizioni del presidente Musotto».

Giuseppe Spallino
– 22 febbraio 2008 –

2 Commenti

  1. La privatizzazione della rete idrica mentre può avere un senso, anche se non lo condivido lo stesso,in regioni tipo Emilia, Veneto, Trentino dove l’acqua è una risorsa molto abbondante, in regioni come la nostra dove l?acqua scarseggia e scarseggerà sempre più significa consegnare nelle mani di un privato il nostro tesoro più grande barattandolo con ipotetici investimenti.
    Ci sono diversi modi per diminuire le problematiche idriche come
    A)reperimento delle risorse economiche:
    1) vendere beni pubblici (es. ex cinema fontanelle, case, terreni comunali)
    2)mutui bancari;
    3)razionalizzazione delle spese per trasporto e mense scolastiche;
    B)riduzione del consumo idrico;
    1)capagna di sensibilizzazione per la riduzione degli sprechi;
    2)incentivare la manutenzione dei rubinetti; PER OGNI RUBINETTO CHE GOCCIOLA SONO 8 LITRI DI ACQUA AL GIORNO E 3153 LITRI ALL’ANNO che si perdono inutilmente;
    3)diffondere l’uso di appositi filtri da avvitare nella parte terminale dei rubinetti che hanno la funzione di miscelare l’aria con l’acqua, riducendo nettamente il consumo idrico, costano poco e sono di facile istallazione.

    Spero che qualcuno oltre a quelli del “no priv” interessi l’argomento e che si apra un dibattito sulle alternative possibili per risolvere il problema.
    “NON CONSEGNAMO L’ACQUA AGLI USURAI”
    Bisogna essere contrari alla privatizzazione senza se e senza ma.

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