Raccolta rifiuti, Gianfranco Raimondo: «Le dieci cose che i cittadini devono sapere e la politica dovrebbe conoscere»

Cara Comunità di Castelbuono,
nei giorni passati avete letto una vivace polemica politica sulla raccolta differenziata a Castelbuono.

Da quando ho lasciato la carica di amministratore della Castelbuono Ambiente ho preferito sorvolare su ogni tipo di inesattezza detta ogni qualvolta si ripresentavano queste discussioni, nella convinzione e nella speranza che chi mi è subentrato nel ruolo meritasse tutta la serenità necessaria per svolgere quel difficile compito e al quale non ho mai fatto mancare il mio appoggio.

Ricordo a chi ne avesse bisogno, perché a corto di memoria, che nell’aprile 2018 lasciavo l’amministrazione di Castelbuono Ambiente con questi risultati ottenuti in un solo anno: messa in moto della società in house, record storico del 61,8% di differenziata, minimo storico di rifiuti conferiti in discarica, Castelbuono al 93° posto nella classifica regionale, risparmio di 50.000 euro di gestione, presentazione delle nuove tariffe da far approvare al consiglio comunale con una riduzione di circa 12 euro ad utenza.
Per orientarvi meglio nella solita confusione generata dal dibattito politico, ecco le dieci cose che bisogna sapere sulla raccolta dei rifiuti a Castelbuono.

  1. Come funziona la raccolta differenziata.
    La raccolta differenziata è un servizio che costa di più allo scopo di salvaguardare l’ambiente e premiare i cittadini più virtuosi.
    Dal 1996, a Castelbuono esiste un sistema di raccolta differenziata che negli anni è arrivato a costare la mostruosa cifra di oltre un milione e settecentomila euro, soldi che non sono serviti a nulla perché la raccolta differenziata è stata per lunghi venti anni impietosamente sotto il 50% e con tariffe sempre più alte.
    In quei lunghi venti anni abbiamo dunque perso tempo e denaro come dimostra il fatto che già nel primo mese del mio insediamento stabilivo il record storico di differenziata e tutto ciò con una situazione societaria allo sbando e tutta da ricostruire. Non solo, ma gran parte dei comuni che hanno iniziato solo adesso la raccolta differenziata stanno ottenendo subito quei risultati che Castelbuono in quei lunghi venti anni non aveva mai lontanamente raggiunto.
    A riprova che si poteva fare di più e meglio.
  2. Le tariffe che pagate.
    Nel marzo del 2018, come mio ultimo atto di gestione ho presentato al socio unico Comune di Castelbuono le nuove tariffe sulla base del risparmio di 50.000 euro con una riduzione di circa 12 euro ad utenza ad applicazione del principio cardine della premialità a favore dei cittadini virtuosi.
    Il Consiglio Comunale avrebbe dovuto approvarle entro il 31 marzo. La politica dovrebbe spiegare ai cittadini perché questo non è stato fatto.
  3. I lavoratori.
    I lavoratori nella raccolta differenziata sono tanti e sono di più rispetto al Piano ARO. Ma è lo stesso numero di lavoratori che da più di quindici anni presta servizio e sono tutti padri di famiglia.
    Quando mi sono insediato non venivano pagati da mesi, ho pertanto garantito subito gli arretrati e la puntuale riscossione dei successivi stipendi. Da tempo immemore questi lavoratori rivendicano la stabilizzazione che per me è giusta anche perché esiste la strada normativa per farlo. Ogni governo, maggiormente se si reputa di sinistra o addirittura comunista, dovrebbe accogliere le istanze di questi lavoratori dopo anni di costante impiego nella raccolta differenziata.
    E’ una questione di equità, dignità e giustizia sociale, tutto il resto è convenienza da campagna elettorale.
  4. Il Piano ARO.
    E’ la bibbia che governa la gestione dei rifiuti a Castelbuono e qualsiasi modifica deve prima passare da quel documento.
    La buona politica dovrebbe prima osservare le regole, avendo così più titolo nel richiedere l’osservanza delle norme ai cittadini.
  5. Asini.
    Gli asini sono soltanto una buona trovata pubblicitaria che non fanno risparmiare un centesimo anzi costano molto di più alla gestione del servizio. Come trovata pubblicitaria hanno funzionato, e per questo il Piano ARO li ha previsti nel numero di tre. Tuttavia nel giugno del 2017 come primo atto il socio unico li ha riportati a sei e senza modificare il Piano ARO. Questo significa che adesso abbiamo un asino alla Santa Croce che impiega molto tempo per arrivare lassù e con un furgone costretto a girare ugualmente per quelle strade per far scaricare quanto raccolto nei brevi tratti dall’asino.
    In pratica abbiamo un maggiore numero di unità impiegate, ulteriore carburante consumato e relativo inquinamento per un servizio più costoso e meno rapido, il tutto per giustificare una trovata pubblicitaria per la quale erano sufficienti gli asini nel centro storico come piazza Margherita e dintorni.
  6. Raccolta nelle campagne.
    Nella mia gestione ho garantito a torto o a ragione la differenziata nelle campagne, e questo almeno per alleviare i tanti sforzi e disagi che subiscono i cittadini che abitano nelle contrade. Adesso, forse si differenzia solo il vetro, e dopo tre anni di gestione in house l’unica novità per le campagne è quella di utilizzare un solo bidone per tutti i rifiuti. Non è un grande risultato e non è certo un incentivo al sistema lasciando scontenti tutti gli utenti.
  7. Isole mobili.
    Sono quei macchinari che vengono posizionati per agevolare e incentivare la raccolta differenziata ai cittadini. Grazie ai risultati della mia gestione abbiamo ottenuto il finanziamento da Comieco per avere un’isola mobile per la raccolta del cartone.
    Tuttavia, questa isola mobile è stata posizionata ai Calagioli, in un posto nascosto, sempre affollato da macchine e lontana dall’isola ecologica dove effettivamente si recano tutti i cittadini. A Pollina invece l’hanno posizionata al bivio di Sant’Anastasia, dove praticamente era necessaria e comoda per tutti gli abitanti della zona.
    Lascio a voi giudicare la differenza.
  8. Isola ecologica.
    Nel gennaio 2017 si trovava in uno stato disastroso. Pazientemente è stata rimessa a nuovo, procedendo e programmando tutti i passaggi necessari per l’effettiva operatività e nel corretto uso delle risorse economiche e rispetto degli iter burocratici necessari, primo fra tutti il passaggio tra ATO5 e Comune di Castelbuono. L’amministrazione racconta ancora di allacci, spogliatoi, ma dovrebbe spiegare anche come e di altri lavori effettuati nel disordine totale, dimostrando solo l’arrancante attitudine a sbarazzare cantine e non la capacità di costruire correttamente un grattacielo.
  9. Multe.
    Le multe sono state elevate nel maggio 2019 e le vorrebbero attribuire a chi ha finito di gestire nell’aprile 2018.
    Già questo farebbe ridere, ma purtroppo fa piangere specie se consideriamo la natura e il clamore di quelle multe contestate nel pieno dell’operatività della nuova gestione.
    C’è da chiedersi invece cosa hanno fatto in più di un anno di nuova gestione se non quello di galleggiare sui risultati abbondantemente raggiunti da altri e superati da ogni lato da quasi tutti i comuni del Parco.
  10. Rapporti istituzionali.
    Quando ho lasciato l’incarico ho ringraziato, augurando a tutti le migliori sorti per la gestione del servizio nell’interesse della Comunità.
    Non ho ricevuto alcuna risposta ma solo l’assistere del ripetersi di tanta disinformazione basata su dati falsi.
    Ho offerto fin da subito la mia collaborazione al nuovo amministratore, del quale appunto ne riconosco la difficoltà del ruolo e sono stato ben lieto di coadiuvarlo laddove possibile. Ricordo che bisogna invece fare squadra con i dipendenti, non attaccare inutilmente e a convenienza i presidenti delle cooperative e considerare prezioso il contributo che ciascuno può fornire alla causa.

Morale della favola e un consiglio.
Raccogliere voti è più facile di raccogliere rifiuti.
Con dati e documenti alla mano, è tempo di rimboccarsi le maniche.

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