Raddoppio ferroviario Patti-Castelbuono: “un?opera nata morta per l?indifferenza della politica”

[gioiosani.it] La denuncia è della Cgil, alla luce del contratto che vede le risorse impegnate per la linea Messina-Catania-Palermo.

I segretari zonali della Cgil di Patti, Capo d?Orlando, e Sant?Agata di Militello, rispettivamente Stefano Maio, Nino Pizzino e Orlando Latino, hanno inviato una nota al presidente della Regione Rosario Crocetta, e per conoscenza alla deputazione messinese regionale e nazionale, e a tutti i sindaci interessati dal passaggio del doppio binario, per sollecitarli a fra sentire la propria voce e a voler convocare tutti i soggetti interessati per discutere del futuro del raddoppio ferroviario dell?area tirrenico-nebroidea.

?Con la firma del 28 febbraio c.a., del contratto istituzionale di sviluppo per la realizzazione della direttrice ferroviaria Messina-Catania-Palermo ? scrivono i sindacalisti, si è determinata la scelta Politica di escludere la nostra realtà dagli investimenti per il raddoppio ferroviario da Patti a Castelbuono, per gli 86 Km. mancanti.

Il tutto ? proseguono, si è consumato nell?assoluto silenzio da parte dei Sindaci e di tutta la Deputazione Nazionale e Regionale messinese.

A questo punto, c?è da chiedersi quale senso logico ha avuto il completamento del raddoppio ferroviario da Messina a Patti, per un costo di oltre 800 milioni di euro, se poi non si completa il tutto fino a Castelbuono.
Come organizzazione sindacale CGIL, il completamento del raddoppio ferroviario della dorsale tirrenica è un?opera strategica per lo sviluppo del nostro territorio, a cui non intendiamo rinunciare.
Né al progetto esecutivo con relativi finanziamenti (2 miliardi di euro), né all?impiego di oltre 3 mila lavoratori, stante la drammatica situazione occupazionale.
Per questo ? concludono i rappresentanti sindacali, consideriamo importante che Lei promuova un incontro con tutti i soggetti interessati (Sindaci, Deputati Nazionale e Regionali, OO.SS. e datoriali, etc.), al fine di verificare se rispetto alla priorità di un?opera indispensabile per lo sviluppo turistico, economico e sociale di interi comuni, si possono determinare adeguate convergenze per contrastare una politica assurda che rischia di penalizzare, ancora una volta, la realtà tirrenico-Nebroidea?.

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