Randagismo. Castelbuono in Comune, insoddisfazione sulla relazione del Sindaco

Il Gruppo consiliare “Castelbuono in comune” con prot. N. 10326 aveva presentato, il 14 maggio 2019, un’ interrogazione sulla “problematica dei cani randagi e loro affidamento” con richiesta di risposta scritta e orale in consiglio comunale.

L’interrogazione, inserita all’ o.d.g. nella  seduta del 21 giugno 2019, è stata trattata dal Sindaco con la lettura della relazione predisposta dagli uffici del Comando di Polizia Municipale.

In quella sede non ci ritenemmo soddisfatti delle risposte date, manifestando il nostro disappunto per il mancato rispetto delle procedure e poiché trattandosi di soldi pubblici, avremmo voluto che si facesse chiarezza perché è importante che tutti sappiano come vengono spesi.

Abbiamo atteso copia della relazione (pubblicata sull’ albo pretorio del comune di Castelbuono)  per fare un’attenta disamina della stessa,  Per cui lasciamo ai cittadini ogni riflessione sui nostri rilievi alla relazione dell’ amministrazione strutturata in 11 punti .

Procediamo punto per punto. 1) Nel 2018 non c’è stato nessun risparmio. Nel 2019 c’è stato un risparmio di 17.500 nei primi 4 mesi…e facendo il calcolo per i mesi successivi si può ipotizzare, ma solo ipotizzare un risparmio, ammesso e concesso che nessun altro cane randagio venga assicurato, come dice la legge, al rifugio.2) La legge prevede che spetta solo ai vigili urbani. Anche nella convezione tra il comune di Castelbuono e l’ Associazione “I Delfini” è stipulato ” … solo l’affidamento temporaneo”. 3) Nella convezione tra il Comune e “I Delfini” è scritto che non è di competenza dell’Associazione. In ogni caso non sono mai state rese pubbliche le relazioni che l’Associazione dice di avere redatto sulla condizione dei cani. L’associazione non risponde neanche alle domande dirette di cittadini che sui social chiedono notizie dei cani. Ad oggi non ci sono evidenti attività, svolte dall’associazione, per la promozione delle adozioni dei cani né è stato redatto e proposto un progetto in tal senso, così come previsto dalla Convenzione. Il Sindaco non risponde su chi sia il veterinario che svolge attività a chiamata, per conto dell’Associazione, né tanto meno risponde con quali fondi vengano pagate queste cure.4) L’ art.3 del Decreto assessoriale regione Sicilia n. 2164/2017 sancisce che “ la detenzione stabile o temporanea a qualsiasi titolo di più di dieci cani deve avvenire presso strutture autorizzate…ecc… “ Nella relazione si omette che questa norma è prevista solo per i privati, non per gli enti pubblici o per le associazioni che hanno convenzioni con enti pubblici. Così come recita la norma nel comma 6. Per tale logica l’Ass. I Delfini risulta a norma? non c’è alcuna evidenza che essa non abbia detenuto più di dieci cani. In ogni caso non è illegittimoanche se detenesse pochi cani segnalati ai vigili, per un periodo non temporaneo, come è successo. A maggior ragione se la convezione è scaduta come in questo caso. Ancora oggi non si sa dove sono i cani!!!5) Non ci risulta che sia stato chiamato il responsabile del canile convenzionato. In ogni caso il presidente dell’ Ass. I Delfini ha dichiarato a mezzo stampa che non intende seguire la legge perché il rifugio opera per guadagno. Il sindaco è reticente e non dice il vero!!!6) Nella relazione si afferma che L’Ass. I Delfini non necessita del medico veterinario. La convenzione stipulata con il Comune prevede che l’Ass. deve occuparsi anche della cure mediche dei cani appena trovati, prima di essere ricoverati al rifugio… ma con quali somme non è dato sapere. Neanche è dato sapere con quali soldi l’ Associazione acquista il cibo per i cani . Nella convezione c’è scritto chel’ associazione deve percepire 2 euro al giorno per ogni cane detenuto e reimmesso nell’ambiente. Nessun cane ad oggi è stato reimmesso nell’ambiente nel quale è stato trovato. Non ci è dato sapere a quanto ammonta la somma ad oggi.  Né ci sono state fornite le relazioni fatte dall’Associazione, che secondo convezione avrebbero dovuto fare al Comune.7) All’associazione mancano i requisiti di legge per fare adottare i cani, essa può solo “pubblicizzare” quelli che il Comune ha tradotto al rifugio. Anche in questo caso opera in modo illegittimo.8) Dove sono le relazioni dei vigili urbani, anche quelle in cui, chiamato ufficialmente, il gestore del rifugio non è venuto tempestivamente a svolgere il proprio dovere?9) Ci sembra alquanto strano che il Comando di PM non abbia e non sappia nulla relativo alla vendita del cane. Infatti, la norma dice che i controlli devono essere tassativi nei primi sei mesi, a maggior ragione se c’è di mezzo una somma di denaro come gli 800 euro che l’amministrazione elargisce per ogni affidamento.10) Quanto affermato al punto 11 ci fa  sorgere seri dubbi che l’ Ass. “I Delfini” operi in conformità  al DPR 15/2000 in quanto si rifiuta di chiamare il rifugio. Anche su questo punto l’Amministrazione non risponde.

IN CONCLUSIONE dall’ Amministrazione non abbiamo avuto:

nessuna risposta su dove sono i cani

nessuna risposta sul veterinario

nessuna risposta sulle relazioni dell’associazione i delfini

nessuna risposta sul fatto che i delfini non chiamando il rifugio disattendono ad una disposizione di legge

nessuna risposta sui mezzi, le somme impegnate e tutto quanto necessita alla cura dei cani da parte dell’ Associazione “I Delfini”

nessuna risposta sui progetti cui faceva riferimento il Sindaco nel suo primo comunicato.

nessuna risposta sul fatto che l’Associazione “I Delfini” sez. Castelbuono opera nel nostro comune senza autorizzazione specifica (DPR n. 15/2000).

nessuna azione di programmazione prevista dalla legge sull’attività di censimento sterilizzazione con gli enti preposti a ciò.

nessun risparmio sui costi come declamato dal sindaco nel suo primo comunicato.

Considerato tutto ciò, non sarebbe saggio che l’Amministrazione comunale non rinnovasse la Convenzione(peraltro scaduta da tempo) con L’Associazione I Delfini? E non sarebbe opportuno rivedere il Regolamento di affidamento dei cani di proprietà del comune e in particolar modo il contributo, riportandolo alla somma di 400 euro affinché non diventi una speculazione?

Il gruppo consiliare Castelbuono in Comune

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