Randagismo. L’Ass. “I Delfini Onlus” risponde al comunicato del Circolo PD

In merito al comunicato stampa pubblicato dal “Partito Democratico” su Castelbuono.org in data 15 aprile 2019 devo fare alla comunità Castelbuonese una precisazione in qualità di Presidente dell’Associazione I Delfini onlus dist. di Castelbuono con la quale intendo mettere definitivamente i puntini sulle “I” su una situazione che ci auspichiamo abbia delle conseguenze. 

L’Associazione in questi ultimi due anni (mese più mese meno) si è prodigata a cercare di gestire il fenomeno randagismo sul territorio di Castelbuono e non solo, abbiamo in più di un’occasione prelevato dei cuccioli o altri cani vaganti dal territorio e ci siamo prodigati per farli adottare e microchippare, tutte le nostre attività per conoscenza vengono protocollate in Comune e comunicate all’Amministrazione Comunale. Ad oggi ospitiamo presso le nostre abitazioni due trovatelli, tutti gli altri sono stati fatti adottare, sulla nostra pagina di Facebook sono pubblicate le foto dei cani con i loro nuovi amici umani. Anche nel caso specifico dei due cani attualmente in nostra custodia non appena sarà ritenuto possibile inizieremo a cercare delle famiglie che possano prendersi cura di questi animali. Nella giornata di oggi sono stati segnalati due cuccioli di pochi mesi da un nostro concittadino il quale ci ha chiesto di intervenire, sempre in data odierna ci sono stati segnalati due cani all’interno di una proprietà privata che, a detta di chi ha fatto la segnalazione vivono in pessime condizioni di detenzione, stiamo valutando il da farsi e ci muoveremo nel modo migliore per risolvere il problema. Facciamo SEMPRE presente che il D.P.R 15/2000 impone che i cani randagi debbano passare da una struttura sanitaria. Pertanto il sottoscritto adoperandosi diversamente da quello che cita il D.P.R in questione ha violato ripetutamente la suddetta legge. Insieme a noi molte altre Associazioni Animaliste in tutta Italia adoperano lo stesso metodo nella speranza di riuscire a dare una stabilità a quegli animali che per l’incuria e per la cattiveria dell’uomo si ritrovano in condizioni di grave precarietà.
L’obiettivo dell’Associazione, più volte ribadito, è quello di dare dignità agli animali bisognosi, per quanto mi riguarda lo facevo da semplice cittadino e continuo a farlo da Presidente dell’Associazione, assumendomi ogni responsabilità civile e penale esonerando da qualsiasi responsabilità il direttivo dell’associazione e la stessa Amministrazione Comunale.

Intendo motivare le mie scelte non perchè debba giustificarmi con qualcuno ma solo perchè intendo esprimere un quadro completo di quello che è il fenomeno del randagismo, considerato che ad oggi si parla solo di una cattiva gestione da parte delle varie Amministrazioni, quando invece in questi anni ho potuto constatare un quadro assolutamente diverso da quello che troppo spesso viene citato. 
Iniziamo parlando della convenzione che il Parco delle Madonie ha firmato con i gestori del “Rifugio Sanitario per il ricovero di Isnello”

Ci tengo ad evidenziare che il contratto che dà in Gestione il Rifugio sanitario e per il Ricovero sito in C\da terra dei Poveri ad Isnello alla ditta Macaluso Michele cita testualmente:

Art 2 paragrafo 12 – 13 – 14 

ATTIVARE PROGETTI PER INCENTIVARE LE ADOZIONI, AUTONOMAMENTE O IN COLLABORAZIONE O IN AUSILIO AI COMUNI PERSEGUENDO L’OBIETTIVO DI DIMINUIRE PROGRESSIVAMENTE LA MEDIA DI PERMANENZA DEGLI ANIMALI PRESSO IL CANILE ED IL NUMERO MEDIO DI PRESENZE, GARANTENDO COMUNQUE CHE NON VENGA AUMENTATO IL NUMERO DEI CANI PRESENTI, SE NON PER MOTIVI ECCEZIONALI E INDIPENDENTI DALLA VOLONTA’ DEL GESTORE.

REALIZZARE UN SITO INTERNET NEL QUALE INSERIRE LE SCHEDE DESCRITTIVE DEI CANI CON FOTO, AL FINE PUBBLICARE E PUBBLICIZZARE LE ATTIVITA’ DELLA STRUTTURA ED IN PARTICOLARE INCENTIVARE L’ADOZIONE DEI CANI OSPITATI;

L’AFFIDATARIO A FINE DI OGNI ANNO DI GESTIONE E COMUNQUE NON OLTRE IL 31 GENNAIO DI OGNI ANNO E’ TENUTO A PRESENTARE ALL’eNTE pARCO APPOSITA RELAZIONE ILLUSTRATIVA CONTENENTE ANCHE UNA ANALISI STATISTICA DETTAGLIATA DEI SERVIZI RESI, RIGUARDANTE LA GESTIONE DELLA STRUTTURA.

Ora chiediamo agli amici del PD se possono fare un’interrogazione all’ente Parco delle Madonie, chiedendo se negli anni si sono attivate queste procedure che sono di vitale importanza per le Amministrazioni Comunali che devono confrontarsi con il fenomeno dilagante del randagismo.

Di certo posso affermare (assumendomi come sempre le mie responsabilità), che fino al mese di agosto 2018 non è mai stato fatto nulla per incentivare le adozioni, solo dopo alcuni battibecchi con il gestore del rifugio di Isnello hanno iniziato a pubblicare sulla loro pagina di Facebook le foto di alcuni cani che possono essere adottati, ma il tutto in maniera confusa e non dettagliata, sottolineo che fino ad allora venivano pubblicizzati in maniera sporadica la presenza di uno o due cuccioli ogni tanto. Non come evidenziato dal contratto sottoscritto con il Parco e solo dopo le nostre “lamentele” hanno iniziato a dare una continuità alla pubblicazione degli annunci dei cani adottabili. Ma ad oggi non esiste il sito del Rifugio che in maniera dettagliata propone gli animali che possono essere adottati distinguendoli magari per categoria e Comune di appartenenza. Successivamente il 31 gennaio del 2019 hanno fatto pubblicare sul Giornale di Sicilia un articolo dove pubblicizzano la struttura…ma cosa è stato fatto negli ultimi 10 anni? Non ci sono di certo i numeri reali dei cani ospitati appartenenti alle varie Amministrazioni Comunali, quanti cani ha Castelbuono, quanti Cefalù, Polizzi, Pollina etc…

In questi 10 anni cosa è stato fatto di concreto per contrastare il fenomeno del randagismo? I cani entrano al canile e poi? Diventano una fonte di guadagno da cui viene difficile separarsi?

Il fenomeno è così ampio che l’Asp di Cefalù decide di chiudere Isnello per soprannumero, non sappiamo i numeri di Petralia Sottana ma ci auspichiamo che vengano fatti dei controlli.

Non esiste neanche la segnaletica stradale che possa aiutare un eventuale intenzionato all’adozione di un cane a trovare le due strutture situate logistica-mente in posizioni non facilmente raggiungibili. 

Per non parlare poi dello strano caso di 4 cani entrati al canile tra il 2016/2017 ai quali al 31 marzo 2019 non è stato ancora applicato il microchip per i quali la nostra Amministrazione Comunale paga regolarmente la custodia. Nonostante ci siano dei benefattori che vogliono adottare questi cani non si è potuto ancora procedere poiché non sono microchippati, questo “giochetto” costa al Comune giornalmente oltre i 4€ a cane .
In questi due anni L’Associazione ha deciso di adottare dove è possibile una strategia per evitare che i cani di indole buona debbano necessariamente entrare in canile e possano trovare il prima possibile una famiglia che li prenda a cuore. Questo perché a nostro modesto parere la vita di un cane randagio non è motivo di speculazione. 

Ad oggi l’Associazione nonostante abbia sostenuto delle spese non ha ricevuto nessun rimborso, capiamo le esigenze della nostra Amministrazione e non abbiamo mai voluto sollecitare il pagamento perché comprendiamo che allo stato attuale ci sono altre emergenze da risolvere. Ma nonostante tutto continuiamo a prodigarci per far sì che ogni problema relativo alla presenza di cani randagi venga subito risolto nel minor tempo possibile. Vedi la cagnolina prelevata la settimana scorsa al Castello che stiamo curando a spese nostre.
Crediamo che questo “spirito animalista” emerso nel comunicato del circolo del PD debba trovare risposte anche presso altre sedi, ponendosi anche altre domande. Troviamo squallido questo voler a tutti i costi mettere in cattiva luce l’operato dell’Amministrazione Comunale, chiamando in causa e ACCUSANDO INGIUSTAMENTE anche chi collabora con essa solo per il gusto di creare polemiche. 
Questo non credo sia il modo giusto di far crescere una comunità, una comunità cresce quando è capace di sedersi attorno ad un tavolo mettendo da parte i risentimenti personali e adoperandosi per il bene di tutti. Questo ci aspettiamo da chi vuole amministrare. 
Ultimamente invece stiamo assistendo ad un incalzante escalation di provocazioni che hanno tutta l’impressione di voler evidenziare solo una parte della “medaglia”. Oggi se avessimo lavorato sotto questo profilo, Castelbuono affiancherebbe Cefalù che “possiede” 77 cani custoditi in canile, molti dei quali sono entrati grazie al sottoscritto, in un incontro/scontro con il Sindaco Di Cefalù con cui in molte occasioni ho litigato per la messa in sicurezza dei cani presenti sul suo territorio. Il Sindaco mi chiese allora quanti cani avessi fatto entrare al Canile di Isnello in un anno di collaborazione/convenzione, poi aggiunse Quanti ne fossi riuscito a fare adottare…all’epoca non risposi, ma la verità è una, non sono, non siamo mai riusciti a fare uscire neanche un cane dal Canile, solo a farli entrare … … Sicuramente non è questo l’obiettivo che mi ero proposto quando insieme ad altri amici abbiamo deciso di intraprendere questa avventura. 
Siamo aperti a qualsiasi tipo di confronto purché sia costruttivo e porti a qualcosa di utile per la comunità e sia vantaggioso per combattere la piaga del randagismo, non importa da quale schieramento arriva l’idea se quest’ultima è valida ci adopereremo per metterla in pratica, ma fino a quando continuiamo creare polemiche sterili non raggiungeremo mai un risultato concreto. 

Il Presidente 
Mirco Francioso

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