Regione nel pallone per gestione parchi

[MADONIENEWS – 11 gennaio ’08 – A.Naselli] E? stato il sindaco della provocazione. Quello che ha lanciato il sasso nello stagno proponendo che la gestione del Parco delle Madonie passi dalla Regione allo Stato. Adesso, dopo i risultati del sondaggio dei giorni scorsi che ha visto il 56% dei votanti dei lettori di Madonienews schierarsi a favore della sua proposta, Mario Cicero, componente della giunta esecutiva del Parco, rilancia la palla stigmatizzando ancora una volta la gestione regionale. A lui Madonienews ha chiesto di commentare i risultati del sondaggio.

Sindaco, se l?aspettava questo risultato in linea con la sua idea?
?In linea di massima il risultato rappresenta una sfiducia nei confronti della Regione. La gente apprezza di più la politica ambientale nazionale?

Ma quali sarebbero i vantaggi nel far diventare il parco da regionale nazionale?
?Sicuramente il parco nazionale darebbe la possibilità di un confronto diretto con l?esperienza degli altri parchi nazionali già esistenti sia in tema di tutela ambientale che in tema di sviluppo ecocompatibile. Inoltre, si uscirebbe da questa fase di precarietà di politica ambientale della Regione. Non si capisce, infatti, quali sono le strategie regionali sui parchi e riserve esistenti. Per la verità non si capisce nemmeno la strategia regionale in materia di rifiuti, di dissesti idrogeologici e quant?altro. Ritengo che da parte della Regione, in materia ambientale, si vada proprio alla giornata?.

Ma cosa non ha funzionato nella gestione regionale dei parchi?
?In tutti i parchi credo che si tocchi con mano l?enorme distanza tra la Regione e i cittadini e il territorio. Basti considerare che su 4 parchi regionali ben 3 sono commissariati e solo quello delle Madonie ha tutti gli organi previsti. Inoltre, ritengo che sia una anomalia che il presidente del Parco sia di nomina del presidente della Regione. Come se non bastasse, a tutto ciò si aggiunge una precarietà finanziaria. Il Parco delle Madonie, ad esempio, ha un bilancio di 1,4 milioni di euro, di cui circa 1 milione viene speso per il personale. Per gli investimenti restano solo le briciole?

E per il Parco delle Madonie cosa non ha funzionato?
?Certamente si è andato un po? a rilento. Ma negli ultimi mesi sono state fatte delle cose che segnano una svolta come, ad esempio, il concorso di idee per Piano Battaglia, il recupero delle Cave di Polizzi, la convenzione con altri parchi italiani. Ma non è un mistero per nessuno che sul territorio del Parco si incrocino diverse competenze: l?Ente Parco, la Provincia, il comune, la Regione, la Sovrintendenza, ed altre istituzioni?.

E? però innegabile che la gente madonita vive spesso il Parco come un ostacolo allo sviluppo. Ben il 45% dei votanti al sondaggio ritiene negativo il ruolo del Parco. E? solo un difetto di comunicazione?
?Certamente no. Il difetto di comunicazione c?è indubbiamente, poiché non si riesce a far passare in termini di informazione le cose positive che pur si stanno facendo. Ma è evidente che tra i madoniti vi è un disagio. La gente, però, non ha detto che non vuole il parco. Lo vuole soltanto meglio gestito e con risorse adeguate?.

E facendolo diventare nazionale si avrebbero più risorse?
?A mio avviso si. Si avrebbero maggiori trasferimenti. Ma il messaggio vero di questa mia iniziativa che verrà discussa entro fine gennaio al Consiglio del Parco è far capire alla Regione che c?è un pezzo di territorio che vuole essere gestito non più da Palermo ma da Roma?.

Andrea Naselli
– 11 gennaio 2008 –

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