Rifiuti, la sinistra contro Norata: “Orlando lo cacci”

PALERMO – Un attacco in piena regola, tanto duro quanto inaspettato. Mentre Palermo prova a fatica a uscire dall’ennesima emergenza rifiuti, scoppia un nuovo caso nella maggioranza che a Palazzo delle Aquile sostiene il sindaco Leoluca Orlando: da Rifondazione comunista arriva infatti una richiesta di dimissioni dei vertici di Rap, espressione di Italia Viva.

Il rapporto tra la sinistra di Giusto Catania e i renziani di piazza Pretoria è da mesi ai minimi termini, ma il voto sulla fiducia al Professore sembrava in qualche modo aver riportato il sereno in una maggioranza che guarda già alle prossime elezioni. Ieri invece come un fulmine a ciel sereno è arrivata la dura nota del segretario provinciale di Rifondazione Vincenzo Fumetta: “Palermo è ormai diventata una discarica a cielo aperto, è dal 2017 che viviamo una situazione in continuo peggioramento – dice Fumetta – Rap ha avuto rinnovato il contratto di servizio per i prossimi 15 anni ed è grave che non vi sia neanche l’ombra di un rilancio industriale dell’azienda”.

Un attacco che, come detto, è arrivato improvviso proprio in uno dei momenti più bui per la società di piazzetta Cairoli: Bellolampo è chiusa, l’iter per la settima vasca va a rilento, per strada ci sono 2 mila tonnellate di rifiuti, il braccio di ferro con la Regione ha indispettito Orlando ed è partito l’iter per portare i rifiuti fuori dalla Sicilia, malgrado non ci sia ancora alcuna certezza su chi coprirà i costi che potrebbero sfiorare i 70 milioni di euro per il solo 2021. Una difficoltà oggettiva che sembrava aver smorzato perfino le opposizioni, che negli ultimi giorni hanno deciso di non puntare il dito contro la Rap chiedendo semmai un chiarimento con la Regione e la dichiarazione dello stato d’emergenza.

Ma a mettere nel mirino Norata, e con lui Italia Viva, ci ha pensato la sinistra. “Rap quattro mesi fa doveva avviare lo spazzamento automatizzato e ad oggi non si è fatto nulla – continua Rifondazione – Come se non bastasse, intere zone della città non vengono mai spazzate e dove questo servizio è offerto, ci pare, venga svolto la domenica con costi maggiori dovuti agli straordinari pagati agli operatori.? E ancora, di chi è la colpa se i 100 lavoratori Reset, fondamentali per aumentare la raccolta differenziata, non sono ancora transitati in Rap?”. Un elenco di accuse e mancanze che continua con la differenziata: “Gli obiettivi prefissati nel contratto non sono stati raggiunti e su questo c’è una grave responsabilità dei vertici di Rap,? non crediamo che Palermo debba essere inevitabilmente condannata alla sporcizia ed all’incuria, si può amministrare diversamente e bene la gestione rifiuti senza evocare la necessità di costruire mostri inquinanti come i termovalorizzatori”.

Una nota che si conclude con una richiesta di siluramento dei vertici aziendali:“Occorre che? il sindaco provveda subito a cambiare tutto il management di Rap con uno più efficiente e motivato.? Questa è a nostro avviso una scelta non più rinviabile, una decisione che mostri la volontà di cambiare veramente pagina”.

Da Italia Viva al momento nessuna replica ma la tensione è palpabile, specie in un’amministrazione comunale che deve fare i conti con uno slittamento Tari ancora non approvato (il saldo è previsto per mercoledì) e con un bilancio di previsione nemmeno passato in giunta: la Regione ha nominato un commissario e il via libera di sindaco e assessori, atteso per sabato scorso, non è ancora arrivato, segno che qualche problema ancora c’è.

Un clima per nulla sereno, ma che l’attacco di Rifondazione a Rap potrebbe rendere incandescente. La delega ai rapporti con Rap è infatti in mano all’assessore Sergio Marino, uomo di stretta fiducia del sindaco, ma fino a qualche mese fa era appannaggio proprio di Giusto Catania che mantiene invece quella all’Ambiente. Orlando deve peraltro fare i conti anche con una città piena di rifiuti alla vigilia del periodo natalizio, consapevole che sarebbe difficile (se non impossibile) trovare qualcuno disponibile a prendere il posto di Norata nel bel mezzo di un’emergenza di cui non vede la fine.  

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