Rifiuti, Tumminello si candida alla presidenza della Srr

[LA SICILIA – Michele Guccione] A fine mese 500 operatori ecologici degli Ato rifiuti della provincia resteranno tagliati fuori dalla riforma del settore. Sono i 180 ex interinali del Coinres, già licenziati; i 103 interinali dell’Ato 1 di Partinico; alcuni stagionali e i 200 effettivi dell’Ato 5 di Termini. Il 30 settembre scadrà la proroga degli Ato e dall’1 ottobre il servizio dovrà passare alle nuove Srr per darlo in appalto. Ma la provincia di Palermo è l’unica (con Agrigento e Messina) dove le Srr non sono state costituite. Dunque, manca il soggetto che da ottobre assuma la gestione dei rifiuti e il relativo personale. Ieri i sindaci dell’Ato 5 si sono riuniti per cercare una soluzione, ma si è potuto solo decidere l’avvio delle procedure di «cambio d’appalto»: i 200 dipendenti dal 30 settembre cesseranno il servizio, ma non si sa a chi affidarli dall’1 ottobre. Però si discute della presidenza della Srr: il sindaco di Termini, Totò Burrafato, che in un primo momento voleva candidarsi, ha dato la disponibilità del vicesindaco Nicola Cascino. A quel punto sono giunte le disponibilità dei sindaci di Cefalù, Rosario Lapunzina, di Castelbuono, Antonio Tumminello, e di Aliminusa, Ignazio Dolce.
Tornando al servizio, primi cittadini e sindacati sperano in un’ulteriore proroga della gestione dell’Ato da parte della Regione, ma l’assessore ai Rifiuti, Nicolò Marino, è stato chiaro: «Non concederò alcuna proroga. In 210 Comuni che ho commissariato le procedure sono state completate e le Srr sono state costituite. Vuol dire che commissarierò anche questi Comuni». Quanto al passaggio alla nuova gestione, Marino ha aggiunto: «Entro il 20 settembre emanerò linee guida che aiutino gli enti ritardatari a costituire le nuove società, ma non darò proroghe avallando situazioni anomale. Saranno i sindaci a porsi il problema».
I sindacati sono preoccupatissimi: «La legge e l’accordo-quadro di agosto – ha dichiarato Dionisio Giordano, segretario della Fit-Cisl Ambiente – tutelano il servizio e i lavoratori attraverso l’avvio del nuovo sistema. Ma se il nuovo sistema non può essere avviato, chi gestirà il servizio e chi tutelerà i lavoratori? La Regione, da cui attendiamo una convocazione per definire una parte dell’accordo-quadro, deve dare una risposta».
C’è, poi, il problema dei lavoratori interinali del Coinres e dell’Ato 1: l’accordo-quadro prevede che confluiscano in un bacino al quale i sindaci potranno attingere per progetti di igiene ambientale, «ma finora – ha osservato Giordano – solo Carini e Ficarazzi hanno presentato progetti». Ai 103 interinali di Partinico la società di somministrazione ha comunicato che dal 30 settembre saranno «a disposizione senza lavoro».