Riflessi del messaggio al Parlamento del Presidente Sergio Mattarella, di Sandro Morici

Nella mattinata di martedì 3 febbraio molti italiani hanno potuto seguire in TV la cerimonia di giuramento del neo Presidente della Repubblica On. Sergio Mattarella. Molti altri, impegnati al lavoro, hanno colto alcuni momenti dell’evento tramite il cellulare o l’iPad. Poi stamane un po’ tutti abbiamo avuto modo di leggere o di ascoltare sui media i commenti del fior fiore del giornalismo italiano e straniero al messaggio al Parlamento tenuto dal Presidente Mattarella. E noi siciliani forse lo abbiamo apprezzato in modo particolare, in parte per una conoscenza diretta della personalità dell’uomo politico e del professore di Diritto costituzionale e di Diritto parlamentare e in parte presi da un certo fremito di orgoglio campanilistico.

Certo, il discorso del Presidente, riletto con attenzione, è concretamente ricco di indicazioni, di richiami storici e giuridici, di aneliti di speranza, di confidenza nelle forze giovanili del Paese. E’ chiaramente un articolato messaggio-appello rivolto all’intera società civile, anche alle comunità medio-piccole confinate in paesi dell’estremo Nord o Sud. Anche lì si manifesta il “volto della Repubblica”  che il messaggio presidenziale fissa in questo passaggio:

Onorevoli Parlamentari, Signori Delegati,

Per la nostra gente, il volto della Repubblica è quello che si presenta nella vita di tutti i giorni: l’ ospedale, il municipio, la scuola, il tribunale, il museo.

Quei luoghi evocano attività essenziali a livello locale: l’adeguata tutela della salute, la sana Amministrazione della cosa pubblica, la formazione e la crescita professionale, il corretto esercizio della giustizia, la conservazione, la rivalutazione, il recupero di beni culturali ed artistici autoctoni, l’”oro bianco” del Paese, con la custodia e la riscoperta di tradizioni popolari nella letteratura e nella musica, con il potenziamento e l’allestimento di musei e pinacoteche rispondenti a criteri e conduzioni allineati ai tempi.

Il possente messaggio del Presidente Mattarella avrà concreta ed efficace ricaduta nel nostro piccolo, a livello di comunità  delle Madonie?

Non basta auspicarlo, occorre anche rimboccarsi le maniche.

 

Roma, 4 gennaio 2015

Sandro  Morici