Riflessioni per gli aspiranti sindaci

Porre la persona al centro dell’attenzione e dell’attività politica, sociale

?Oggi come allora la politica resta incapace di sciogliere i nodi del presente se non si sforza di interpretarli al di fuori e al di sopra della contingenza degli interessi e delle convenienze di parte. Oggi come allora, soprattutto, alla politica resta il compito di misurarsi con le “attese della povera gente” (Fausto Bertinotti, Presidente della Camera dei deputati,commemorando Giuseppe Dosetti).

Nel bizzaro scenario di primarie traformate in ? indice di gradimento ? e primarie  da ? lunghi coltelli? un interrogativo spontaneo per quanti ambiscono a conquistare il governo della città.

  Avete occhi e cuore per guardare lontano, in una dimensione che  è la dimensione della   ? povera gente? ?

Veramente le vostre progettualità soddisfano i bisogni e le richieste del cittadino?          O ? c?è una diffusa inappetenza dei valori che realmente possono liberare l?uomo, prevalendo invece appetiti crescenti di cose che sempre più lo rendono schiavo ? ? ( G. Dossetti )
Se veramente guardate al potere come servizio? perché tante difficoltà nel farsi indietro e cedere , nella gioia,  ad altri la possibilità di ?SERVIRE? la comunità in una maniera nuova, più radicale , più fresca e meno ingombra della pesantezza di tanti anni passati nel palazzo o nei suoi meandri ?
E così complicato mettere da parte delle ambizioni personali per dare spazio alle aspettative e ai bisogni della povera gente ?
E tanto difficile capire che spesso è più grande chi riesce a percepire la bellezza del farsi da parte dinanzi a  chi è portatore di  ?novità??
  Non uccidete la speranza di sognare  un paese che viva per promuovere il debole, l?indifeso, il disprezzato, il diverso.
  Per quanti non hanno  ? l?ardire ? di farsi avanti?. un richiamo da un piccolo  grande uomo: ? L?unica possibilità e la condizione pregiudiziale di una ricostruzione stanno proprio in questo: che una buona volta le persone coscienti e oneste si persuadano che non è conforme al vantaggio proprio, restare assenti dalla vita politica e lasciare quindi libero campo alle rovinose esperienze dei disonesti e degli avventurieri ( G. Dossetti, marzo 1945 ).
 Memorandum per un buon sindaco: ? non ho mai voluto essere né sindaco, né deputato, né sottosegretario, né ministro. La mia vocazione è una sola, strutturale direi: pur con tutte le deficienze e le indegnità che si vuole, io sono, per la grazia del Signore, un testimone dell?Evangelo… mi sarete testimoni (eretis mihi testes); la mia vocazione, la sola, è tutta qui! Sotto questa luce va considerata la mia ?strana? attività politica??. Fino a quando voi mi lascerete a questo posto (di sindaco) mi opporrrò con energia massima a tutti i soprusi dei ricchi e dei potenti ( Giorgio La Pira )

1 commento

  1. …gli interessi della povera gente si difendono anche tenendo conto delle RAGIONI DELLA MEMORIA….ognuno di noi è ciò che E’ per quello che è stato nel passato e se si guarda il passato si “vede” anche il futuro…non servono gli occhi per guardare il tempo passato, servono gli occhi per vedere il Presente…e nel presente la paura e il coraggio possono fare la differenza…se si ha il coraggio di aver paura anche piccoli Uomini riescono a fare scelte coraggiose GIUSTE nel tempo; se si ha la paura di aver coraggio anche i Grandi uomini finiscono per per fare scelte MIOPI; è allora non è importante essere piccoli o grandi uomini…è importante scegliere da quale parte stare!!!
    Ed IO sto dalla parte in cui sono sempre stato…perchè anche la COERENZA è un valore, perchè la militanza abbia un senso, perche lo slancio ideale abbia un radicamento aldilà degli uomini e delle donne che ci rappresentano nelle istituzioni…e perchè ancora una volta, guardando la STORIA del nostro Paese, e’ EVIDENTE qual’è la parte in cui bisogna stare!

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