“Rischi poco chiari”. Cefalù dice no agli impianti 5G

Il provvedimento del sindaco Lapunzina fa discutere.

Gli apparati per la tecnologia 5G non potranno essere impiantati o sperimentati a Cefalù. Non è ancora chiaro quali saranno gli effetti per la salute dell’uomo e per l’ambiente. Il divieto è previsto da un’ordinanza del sindaco Rosario Lapunzina che motiva la decisione come una misura cautelare, “in attesa della nuova classificazione della cancerogenesi annunciata dall’International Agency for Research on Cancer”. 
“La decisione che ho assunto in linea con quanto deciso da altri sindaci – dice Lapunzina – prende le mosse dalla constatazione che le radiofrequenze del 5G sono del tutto inesplorate, mancando qualsiasi studio preliminare sulla valutazione del rischio sanitario e per l’ecosistema. È un rischio derivabile da una massiccia, multipla e cumulativa installazione di nuove antenne che, inevitabilmente, andranno a sommarsi alle decine di migliaia di stazioni radio base ancora operative per gli standard tecnologici di comunicazione senza fili 2G, 3G, 4G oltre alle migliaia di ripetitori Wi-Fi attivi”. 
Aggiunge il sindaco: “Il divieto che ho deciso di introdurre, nelle more di avere prove scientifiche che accertino gli effetti della nuova tecnologia sull’uomo, diventa un imperativo morale nel momento in cui si lotta quotidianamente per tutelare la salute. È auspicabile che il legislatore introduca norme di legge in materia con lo scopo preminente di garantire prioritariamente la salute pubblica”.