Risorse ai Comuni, il governo riconosce subito 500 milioni

[LAVOCEWEB] Raggiunto l’accordo tra governo e comuni per la caduta di risorse a causa del passaggio da Imu a Tasi. Durante un incontro al ministero per l’Economia e la Finanza è stato riconosciuto un ammanco di 700 milioni nelle casse dei sindaci: 500 sono già stati identificati. Si tratta della cifra stanziata nella legge di stabilità per le detrazioni.
L’associazione nazionale dei Comuni (Anci) considera il risultato un successo. “È stato frutto di un confronto serrato durato alcune settimane” ha riferito il presidente dell’Anci, Piero Fassino. “Siamo soddisfatti per il lavoro fatto anche perché nell’insieme – ha aggiunto – portiamo a casa buoni risultati per quanto riguarda il patto di stabilità dei piccoli comuni e, decisamente non secondario, l’impegno del governo di non fissare nell’ambito della legge di stabilità tagli lineari ai comuni per tutto il 2014”.
Prima dell’annuncio dell’accordo gli amministratori dei paesi delle Madonie avevano indetto per domani 29 gennaio alle 11 nell’aula consiliare di Petralia Sottana un’assemblea di sindaci, presidenti dei consigli comunali, consiglieri e assessori, in concomitanza con quella che si svolgerà a Roma indetta dall’Anci nazionale.
Sulla questione Imu-Tasi i sindaci madoniti avevano espresso forti critiche per una “decisione che contraddice l’impegno assunto di superare l’Imu sulla prima casa”.
Gli amministratori hanno espresso forti preoccupazioni per il minor gettito che andrà ai Comuni con il passaggio dall’Imu alla Tasi. “Ciò determinerà – ha sottolineato – un dimezzamento delle entrate sulla prima casa. Verrà richiamata l’attenzione del Governo sul fatto che anche la copertura delle detrazioni a favore dei redditi bassi e delle famiglie fragili alla data odierna non è garantita”.
I sindaci della Madonie hanno insistito nella richiesta di un accordo per un bilanciamento finanziario che consenta di approvare i bilanci entro il 28 febbraio. “Senza questi provvedimenti – hanno spiegato – i Comuni non potranno assicurare i servizi essenziali ai propri cittadini accentuando ancor di più i gravi disagi della popolazione già fortemente provata da una preoccupante e profonda crisi sociale ed economica”.