“Risparmiare sul pieno di benzina e bere acqua infetta.”

Nella settimana della festa delle donne, voglio sottolineare una vicenda grave che ha coinvolto una soldatessa siciliana di religione musulmana. La ragazza sarebbe stata vittima di molestie sessuali durante la sua permanenza in Italia e durante la missione in Kosovo dove ? stata costretta a rapporti intimi con due soldati stranieri. A costringerla alle sevizie sarebbero stati tre superiori, tra cui una donna (!). Un’altro sopruso consisteva nel costringere la giovane musulmana a seguire le funzioni religiose cattoliche, ad esempio a cantare nel coro durante la messa. Vergognoso. Una storia indegna. La scelta di far entrare nell’esercito le donne ? stato sicuramente un passo importante verso la parit? dei sessi ma se questo deve diventare occasione di meschini sadismi e perversioni sessiste, con l’aggravante del solito insabbiamento dei reati che avvengono dentro le mura di una caserma, allora no, questa non ? parit? dei sessi, ? stupidit?.

La benzina costa sempre di pi?. Diventa una spesa influente per le tasche di tutti i guidatori. Eppure ci sarebbe una soluzione per risparmiare qualcosina. Esistono da parecchi anni ormai dei rifornitori di benzina senza brand, benzinai indipendenti che acquistano il carburante in dei centri di ingrosso e lo rivendono agli utenti finali, non dovendo rispettare i prezzi che si impongono di fatto le major del petrolio. Le chiamano “pompe bianche” e permettono di risparmiare in media 5-6 centesimi al litro con punte di 10 centesimi, che per un pieno di una macchina di media cilindrata significa un risparmio di 3-6 Euro. Le associazioni dei consumatori hanno stilato una lista di tutte le pompe bianche in Italia, facilmente consultabile online, per un mercato che in Italia ? ancora in una fase embrionale e sta prendendo piede, ad esempio in Germania ha gi? una quota di mercato del 25%.

Uno scherzo del destino. Forse solo un caso, per? degno di nota. A Santo Stefano di Quisquina, provincia di Agrigento, si ? diffusa una fastidiosa gastroenterite che ha colpito decine di cittadini del piccolo borgo siciliano. Il fatto curioso ? che la fonte di Santo Stefano di Quisquina ? famosa perch? utilizzata dall’acqua Vera, della multinazionale Nestl?, che in quelle fonti montane riempie le bottiglie in plastica e le vende in mezza Italia. Il comune ha concesso la licenza dell’utilizzo delle fonti e adesso pare che vi siano state delle complicazioni che hanno reso insalubre l’acqua della rete idrica. Un assurdo retroscena, conseguenza del mercato delle acque in bottiglia che inspiegabilmente convince milioni di italiani che la stessa acqua imbottigliata, conservata, trasportata, messa nei scaffali dei supermercati e poi acquistata possa essere migliore di quella che ? direttamente introdotta nella rete idrica e sottoposta a controlli pi? stringenti e pi? frequenti. Io non ci voglio credere e mi dispiace per gli abitanti di Santo Stefano, che pagano le conseguenze di questo sistema perverso.

Per oggi ? tutto, appuntamento a Gioved? prossimo con OltreFiumara.

?Oltre Fiumara ? Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?