Rispettiamo la Sofferenza. Invito ad una riflessione da una cittadina castelbuonese

In questi giorni Castelbuono è stata travolta dalla pandemia. Non avevamo avuto ancora cognizione di cosa fosse, ne sentivamo parlare, pensavamo potesse essere lontana da noi, invece era terribilmente vicina, talmente vicina che in maniera insidiosa si infiltrava tra le maglie della nostra comunità.
Ciò di cui sentivamo parlare si è materializzato tra le mura di casa dei nostri affetti, dei conoscenti e dei vicini.
Ma cosa è questa malattia? È uguale alle altre? Bè, non è uguale alle altre. È figlia di una società che da tempo si è ammalata, è figlia dell’egoismo, è figlia di un comportamento irrispettoso che il modo di vivere che ci caratterizza attualmente ha nei confronti dell’uomo e del mondo, specialmente delle fasce più deboli della nostra società.
E così qual è il prezzo?
LA SOFFERENZA.
È una sofferenza sottile, disturbante, che via via non prende solo il corpo, ma anche la mente.
È una malattia che ci coinvolge tutti, mettendo in rilievo i rapporti interpersonali. Fondamentale è il fatto che in questa condizione il benessere di ciascuno si riflette nell’altro e così purtroppo anche il malessere. Ovvero le buone pratiche e le cattive abitudini conducono a risultati evidenti, deve essere nostra cura scegliere quale via intraprendere.
Più volte siamo stati invitati al rispetto delle regole, più volte queste regole sono state disattese, ma adesso più di prima siamo ad un bivio, sappiamo bene che dai nostri comportamenti dipende lo stato di salute della nostra società e della nostra comunità in particolare. Troppe persone sono state coinvolte direttamente ed indirettamente, troppa sofferenza è già stata vissuta in silenzio e spesso nella solitudine, pertanto mi rivolgo a voi, cari concittadini, così come a me stessa, consideriamo che per ogni regola disattesa possiamo arrecare sofferenza.
Rispettiamola questa sofferenza, dobbiamo esserne timorosi e allo stesso tempo dobbiamo allontanarla, ne abbiamo i mezzi e la possibilità. Dobbiamo prenderci cura della comunità e della società in cui viviamo e dobbiamo farlo ADESSO, non c’è più tempo da perdere.

Lettera firmata

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