Roma: “I parchi si confrontano con la scienza”

A Roma, martedì 3 dicembre,  è stato organizzato un seminario dal titolo “I parchi si confrontano con la scienza”. Saranno presentate le buone pratiche delle aree protette e tra queste il Presidente del Parco illustrerà il risultato del progetto di reintroduzione dei Grifone nel Parco dei Nebrodi progetto considerato fra i migliori in Europa. L’evento si concluderà con una tavola rotonda a cui interverranno come relatori: Luigi Boitani, docente all’università degli studi La Sapienza di Roma; Vito Cogliati Dezza, presidente di Legambiente; Stefano Landi, docente della Luiss Guido Carli e Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi Europarc Italia. Prevista anche la partecipazione del ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Andrea Orlando.

L’avvoltoio grifone si estinse in Sicilia negli anni ’60 del XX secolo. L’ultima colonia Siciliana sopravisse fino al 1965 sui monti Nebrodi, nelle Rocche del Crasto presso il paese di Alcara Li Fusi e scomparve in seguito ad una campagna di controllo delle volpi condotta utilizzando bocconi avvelenati.

L’Ente Parco dei Nebrodi, nell’ambito delle proprie attività istituzionali riguardanti la protezione dei valori naturali ed ambientali, nonché di quelle relative alla promozione di iniziative per la valorizzazione, l’educazione ed il ripristino ecologico, conduce direttamente da alcuni anni il progetto di “Reintroduzione del grifone” nel Parco dei Nebrodi,  grazie al quale, dopo tanto tempo, questi maestosi uccelli sono tornati a nidificare sulle Rocche, costituendo sui Nebrodi l’unica colonia di tutto il meridione d’Italia, di circa 70 individui con almeno 16 coppie accertate, svolgendo un ruolo importante di “connessione genetica” con le altre popolazioni. La colonia dei grifoni si è altresì integrata nel contesto ecologico dei Nebrodi, poiché sono frequenti le osservazioni di individui in alimentazione su carcasse di animali domestici, svolgendo in tal modo il ruolo di “spazzini” naturali a servizio del territorio.

In una prima fase, dal 1998 al 2004, il progetto di reintroduzione,  nato come “Grifone Sicilia” –  Progetto di ampliamento dell’areale distributivo del Grifone in Italia, era stato  condotto insieme al Parco delle Madonie e gestito dall’associazione LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli). Alla fine del 2004 erano presenti circa 10 individui di grifoni soltanto sui Nebrodi e nessuno sulle Madonie.

A partire dal 2005 il progetto di reintroduzione è continuato soltanto sui Nebrodi ed è stato gestito direttamente dall’Ente Parco con proprie risorse. Sono stati attivati dei punti di alimentazione complementari (carnai) e sono continuati i rilasci di individui importati dalla Spagna. A partire dallo stesso anno si sono registrate le prime nidificazioni conclusesi positivamente, le quali sono continuate in tutti gli anni successivi con un totale, al 2013, di 70 nidificazioni e 55 giovani involati.

Le coppie sono progressivamente aumentate, fino alle 16 nidificazioni accertate di quest’anno conclusesi con 12 involi.

La colonia dei grifoni dei Nebrodi rappresenta un importante collegamento con le popolazioni di altri Paesi del Mediterraneo, rivestendo un’importanza strategica soprattutto per la regione tirrenica e per un eventuale futuro ripristino di questa specie in nord Africa.

In seguito alla reintroduzione nei Nebrodi gli avvistamenti di grifoni in altre aree della Sicilia sono stati sempre più frequenti. Queste osservazioni potrebbero far prospettare che la colonia insediatesi sui Nebrodi possa favorire l’occupazione da parte di questa specie in altre aree siciliane potenzialmente idonee, fungendo da sorgente, cosa che suggellerebbe il successo della reintroduzione e garantirebbe la conservazione e la crescita della popolazione dei grifoni.

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