Roulette: la nascita, la storia e le diverse tipologie

Tutti noi abbiamo un numero fortunato. Che sia quello del compleanno, piuttosto che quello di maglia nella propria squadra. Questo magic number è anche quello che scegliamo quando decidiamo di tentare la sorte a un qualsiasi gioco, come la tombola piuttosto che la roulette. Nel caso di quest’ultima, però, la cifra non può superare il 36, dato che sulla ruota compaiono 18 numeri rossi e 18 neri, senza contare lo zero o il doppio zero, laddove questo sia presente. Nonostante si possa pensare che sia un gioco moderno, in realtà la tradizione della roulette è piuttosto datata. C’è chi prova a far risalire la nascita di questo gioco addirittura all’Antica Grecia. Sembra, infatti, che la popolazione ellenica si dilettasse facendo girare una ruota da carro divisa in spicchi numerati. 

Altri, invece, parlano di un prototipo di roulette leggermente più recente, costruito dal popolo romano. Si tratterebbe di una sorta di trottola ottenuta da uno scudo numerato fatto roteare sulla punta di una lancia. Non esistono, purtroppo, testimonianze sufficienti a dare credibilità a queste due tesi, che rimangono comunque affascinanti. È molto più probabile, invece, che la roulette sia nata alla fine del Settecento. A dare involontariamente l’input per la creazione del gioco sarebbe stato il teologo francese Blaise Pascal, che si occupava anche di inventare una macchina per il moto perpetuo. Per questo mise a punto un oggetto cilindrico che, grazie all’ausilio di cuscinetti a sfera, riusciva a girare su sé stesso più a lungo del solito sconfiggendo l’attrito. 

Certo non era una roulette ma poco ci mancava, mentre la prima sarebbe stata avvistata a Parigi negli anni 90 del Settecento. A conferma che si tratti di un gioco francese sono anche le frasi pronunciate dal croupier durante ogni mano, a partire dal celeberrimo “le jeux sont fait”. Nella prima versione la roulette era composta da una ruota sulla cui superficie erano presenti 38 numeri totali, comprendenti zero e il doppio zero, presto eliminato nelle versioni europee, ma conservatosi, invece, in quella americana. Lì, il famoso gioco transalpino arrivò nei primi anni dell’800 grazie allo sbarco dei coloni francesi, ma subito si differenziò per il fatto di avere meno numeri, 28 totali, il doppio zero e il simbolo dell’aquila americana, presto tolto dalla ruota. Ad inizio Novecento anche la roulette a stelle e strisce si adeguò alla presenza di 36 numeri colorati, dello zero e del doppio zero in verde.

Al giorno d’oggi esistono essenzialmente 4 tipologie di roulette. La prima è quella classica francese, nella quale si può scegliere di puntare su uno o più dei 37 numeri a disposizione, grazie a precise combinazioni che vanno dalla coppia alla colonna. Ma si può decidere di puntare anche sui numeri pari o dispari, oppure sul colore rosso o nero. Vige la regola dell’“en prison”, che permette ai giocatori di avere una seconda chance. Se la pallina si ferma sullo zero, in una mano in cui nessuno ha puntato su di esso, le giocate rimangono valide nella mano successiva, nella speranza di ottenere la combinazione vincente e recuperare le fiches. Nella varietà inglese, che cambia anche nel colore del tappeto (blu invece che verde), in caso di uscita dello zero le chance semplici si dimezzano, mentre in quella americana, dove è presente anche il doppio zero, c’è la perdita totale di tutte le puntate di chi non ha puntato su di esso. Il quarto tipo è la roulette online, in formato prettamente digitale, che fa parte di varie tipologie di giochi da casinò disponibili in rete. Una versione identica a quella europea ma in formato portatile.