“Salviamo la vita ai ciclisti e i parlamentari taccagni.”

La campagna lanciata dal Times qualche giorno fa, che chiedeva maggiori tutele per i ciclisti attraverso un programma di 8 punti, ha contagiato tutta l’Europa, Italia compresa, e la raccolta firme online sta riscuotendo grande successo. I punti programmatici riguardano norme sugli autoarticolati che dovranno essere dotati di sensori, allarmi sonori, specchi supplementari e barre di sicurezza; l’individuazione dei 500 incroci più pericolosi del paese ripensati e dotati di semafori preferenziali per i ciclisti; un’indagine nazionale per determinare quante persone vanno in bicicletta in Italia e quanti ciclisti vengono uccisi o feriti; la destinazione del 2% del budget dell’ANAS alla creazione di piste ciclabili di nuova generazione; l’inserimento della sicurezza dei ciclisti nei test di guida e altri provvedimenti di questo tipo. In Italia siamo molto indietro per quanto riguarda la cultura della bicicletta in generale, mancano le piste ciclabili e spesso anche il rispetto da parte degli automobilisti. E’ così che ogni anno ci sono centinaia di morti nelle strade (sono state 2556 in Italia negli ultimi 10 anni) e questa campagna lanciata dal times, chiamata “salviamo i ciclisti”, dà finalmente voce a tutti quegli amanti delle sue ruote (senza motore!) che rivendicano un ruolo e un riconoscimento di importanza nelle strade delle nostre città.

I parlamentari della nostra Repubblica ce la mettono proprio tutta ad attrarsi le antipatie del popolo. L’ultima cavolata l’hanno fatta in onore di un triangolo calcistico di beneficenza a Catania che vedeva coinvolti la nazionale dei parlamentari appunto, dei politici locali e dei magistrati. Lo scopo era una raccolta fondi per l’acquisto di carrozzine per disabili. Finita la partita sono stati al ristorante dove a fine cena non si sono permessi di mettere mano al portafogli, perché da ospiti illustri si ritenevano in diritto di cenare a spese dell’organizzazione dell’evento (con i fondi destinati agli scopi benefici) e in più non hanno contribuito con un Euro che fosse uno per l’acquisto delle carrozzine. Insomma si atteggiano come superstar, ma non si accorgono che così facendo stanno solamente attraendosi le antipatie della gente che ormai ha perso ogni fiducia nei loro confronti. Ad ogni modo, per dovere di cronaca, è corretto sottolineare che gli organizzatori, dopo lunghe insistenze, sono riusciti a far sì che gli onorevoli provvedessero a pagarsi almeno il viaggio aereo di tasca propria. Qualcuno penserà che è un bel gesto. Ah già, ma per quello usufruiscono del rimborso spese.

In una famosa parabola evangelica, il pastore insegue la pecorella smarrita, lasciando incustodite il gregge con le altre novantanove. A Messina, qualche giorno fa, un pastore 47enne ha fatto un volo di 30 metri da un burrone su cui si era avventato per salvare un agnello che si era allontanato dal gregge. Corsi e ricorsi storici. Il fatto curioso ha anche un risvolto positivo, cioè l’uomo è riuscito a salvarsi cavandosela con qualche frattura e una prognosi che lo vuole a riposo per qualche giorno. Qualcuno date le circostanze potrebbe inneggiare al miracolo.

Con questo è tutto, vi rinnovo l’appuntamento alla prossima settimana. Sempre di Giovedì.

?Oltre Fiumara ? Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?