San Raffaele nella bufera. Il CdA lascia

[REPUBBLICA] ?Un atto dovuto per favorire nuove nomine?. Questo il motivo ufficiale delle dimissioni del direttore generale, Benito Amodeo e del cda del San Raffaele Giglio di Cefal?, al centro di un’ inchiesta giudiziaria della procura di Termini Imerese e di una della Corte dei conti. Venerd? sera al termine di una riunione tenuta a Milano il presidente, il professore Ettore Cittadini, Don Luigi Maria Verz?, presidente e fondatore del Centro San Raffaele del Monte Tabor, il suo vice Mario Cal e l’ avvocato palermitano Ennio Gullo si sono dimessi dalla carica. Nel marzo scorso a dimettersi era stato il quinto componente del cda, l’avvocato Massimo Punzi, marito della senatrice azzurra Simona Vicari.

?Il cda del San Raffaele Giglio, cos? come il suo direttore generale – afferma Cittadini – era decaduto da 5 mesi (lo statuto fissa in 5 anni la durata dei vertici della Fondazione, ndr) e operava in regime di prorogatio?. Il presidente dimissionario aggiunge: ?La decisione, assunta all’ unanimit?, ? un atto dovuto e di responsabilit? per consentire la nomina dei nuovi componenti. L’ ordinaria amministrazione – conclude Cittadini – verr? comunque garantita?. Il cda del San Raffaele Giglio ? composto da 5 membri di cui tre di nomina pubblica e 2 designati dal Centro San Raffaele del Monte Tabor. Le dimissioni di venerd? hanno aperto ufficialmente i giochi politici per un posto in cda a cui aspirerebbero tutte le forze di maggioranza a cominciare dall’ Mpa. Un paio di mesi fa a dire addio all’ ospedale di Cefal? era stato il direttore sanitario Orazio Pennelli che, insieme con Amodeo e gli oculisti Giovanni Mangano e Franco Manenti, ? indagato per reati che vanno dal falso alla truffa. L’ indagine, che dopo il trasferimento a Milano del sostituto Luigi Luzi ? condotta dal pm Marco Formentin, avrebbe accertato che cartelle cliniche relative a interventi di oculistica (abusivi in quanto non previsti dalla convenzione originale tra la Regione e il San Raffaele e sospesi nel 2007) sarebbero state modificate per ottenere rimborsi maggiorati. Dalle testimonianze e dalle carte sequestrate dai Nas sembrerebbe che gli interventi effettuati in chirurgia ambulatoriale sarebbero stati registrati come day surgery, cio? come interventi in regime di ricovero diurno e assistenza domiciliare per 24. In questo modo l’ ospedale avrebbe incassato rimborsi raddoppiati: 1.800 euro invece dei 900 previsti per l’ attivit? ambulatoriale. A effettuare tutti gli interventi erano Manenti e Mangano, ex consigliere provinciale ed ex candidato alla Regione con l’ Udc, finora l’ unico destinatario di un provvedimento giudiziario: il gip, lo scorso settembre, lo aveva infatti sospeso per due mesi, rigettando la richiesta di arresti domiciliari avanzata dal pm per tutti gli indagati. L’ inchiesta, comunque, prosegue e i voluminosi fascicoli acquisiti dai Nas sono stati trasmessi alla procura della Corte dei conti con l’ ipotesi di un danno erariale di 890 mila euro. All’ attenzione del sostituto procuratore contabile Anna Luisa Carra i bilanci degli ultimi tre anni e la nuova convenzione siglata lo scorso 11 gennaio (cinque mesi prima della naturale scadenza della vecchia convenzione stipulata nel 2003) da Cittadini, dall’ ex assessore regionale alla Sanit?, Roberto Lagalla, e dal direttore generale dell’ Ausl 6, Salvatore Iacolino. In particolare l’ attenzione del pm Carra sarebbe incentrata sulle nuove tariffe che prevedono rimborsi maggiorati del 50 per cento per i ricoveri pi? complessi, e su un ulteriore accordo con cui, con effetto retroattivo, viene applicato il nuovo sistema remunerativo alle prestazioni rese dal San Raffaele dal primo gennaio al 31 dicembre 2007. Ma non solo. La Regione si ? impegnata anche a finanziare alla Fondazione i maggiori costi di gestione cui sar? soggetta e i maggiori oneri derivanti dagli investimenti. Gli accertamenti ora si sono estesi al ruolo giocato da assessorato e ispettorato regionale alla sanit? che sarebbero rimasti sordi alle segnalazioni di Rosa Mangeli, responsabile dell’ ospedalit? pubblica dell’ Ausl 6. – TIZIANA LENZO