Intervento record a Reggio Emilia. Nell’equipe un castelbuonese

Riportiamo qui di seguito un articolo tratto da “Il Resto del Carlino” di Reggio Emilia in cui un’equipe di 25 professionisti è intervenuta su una donna di 50 anni in un intervento durato circa 7 ore.

Nell’equipe anche Roberto Piro, di origine castelbuonese che cosí commenta sul suo profilo Facebook:

“L’hashtag #buonasanità, scelto dalla pagina FB della Azienda Usl – Irccs di Reggio Emilia, mi colpisce.Ogni giorno migliaia di professionisti mettono davvero se stessi in quello che fanno: a volte le cose vanno bene, a volte no. A fare notizia di solito sono le cose che finiscono male. Tante volte questa “sanità” la diamo per scontata. Come diamo per scontato che la medicina possa risolvere tutto. Sono due convinzioni sbagliate. Difendiamo il nostro sistema sanitario pubblico e universalistico: rispetto a ogni altro modello è quello più equo, più efficiente e di maggiore qualità. Altro che il modello statunitense, che costa tanto e cura solo chi se lo può permettere.. #sanitàbuona”

[ilRestodelCarlino] Un importante e complesso intervento terapeuticosu una donna di 50 anni è stato eseguito nei giorni scorsi al Santa Maria Nuova da un’equipe che ha visto coinvolti 25 professionisti, tra medici rianimatori, pneumologi interventisti e fisioterapisti di cui 10 sempre presenti in sala in contemporanea. 
La paziente, che è affetta da una patologia rara, conosciuta come Proteinosi alveolare, è stata sottoposta a una procedura nota come lavaggio polmonare totale. La malattia di cui soffre la signora, di natura autoimmunitaria, causa la formazione di proteine negli alveoli polmonari che portano a lungo termine a grave insufficienza respiratoria. La donna, di giovane età per la patologia, era seguita da tempo e si è deciso di intervenire a causa dell’aggravamento dei sintomi respiratori. 
La procedura è stata eseguita in Rianimazione: la paziente è stata intubata e le sono stati bloccati alternativamente i due bronchi principali per potere procedere al loro lavaggio tramite l’immissione di soluzione fisiologica a temperatura compresa tra i 36 e i 39 gradi. In tutto sono stati utilizzati circa 21 litri di acqua.

L’operazione è durata nel complesso 7 ore e sono stati coinvolti 3 pneumologi, 2 anestesisti, 8 infermieri delle due strutture di Pneumologia e Rianimazione e 12 fisioterapisti. Questi ultimi si sono alternati nell’impegnativo lavoro di “battitura” sul torace della paziente che si rende necessario per fare staccare il materiale di natura proteinosa dalla parete dei bronchi. La tecnica utilizzata per questa rara malattia viene eseguita in pochi centri al mondo e ha dimostrato ottimi risultati nel tempo con netto miglioramento della qualità della vita. La paziente, che soffriva di progressiva insufficienza respiratoria, ora sta meglio ed è convalescente a casa. 
“Siamo contenti della buona riuscita di questa procedura molto complessa che richiede un team multidisciplinare affiatato e che pochissimi centri in Italia eseguono – spiega il dottor Nicola Facciolongo, direttore della struttura complessa di Pneumologia del Santa Maria Nuova. Vorrei ringraziare il dottor Pierpaolo Salsi, responsabile della Rianimazione che ha coordinato l’intervento, il dottor Giorgio Francesco Danelli, direttore dell’Anestesia e Rianimazione, il dottorClaudio Tedeschi, direttore della Medicina Fisica e Riabilitativa. Un grazie anche al dottor Roberto Piro e alla dottoressa Sofia Taddei della Pneumologia e a tutti i colleghi e gli operatori che hanno partecipato con grande professionalità”. 

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