Sant’Anna reinterpretata dall’arte contemporanea

Sabato 11 maggio il Museo Civico di Castelbuono ha inaugurato la mostra “amor sacro sant’anna ri-visitata” in occasione del centenario del dono della Reliquia ai castelbuonesi:un tema sacro, quindi, reinterpretato da dieci artisti contemporanei.

Come spiega il curatore Luca Barreca oggi gli artisti contemporanei non sono soliti confrontarsi con temi sacri, prima imposti  dalle committenze,  ma più sovente con la sacralità della loro arte, a tal proposito dalle dieci opere esposte viene fuori un interessante sintesi  di ciò che solitamente l’arte contemporanea lascia insondato, per confrontarsi con temi che frequentemente riguardano la società, l’attualità o la politica. Sant’Anna è il tema iconografico al centro di questa mostra, tema che ripercorre l’amore e la devozione che lega la santa ai castelbuonesi.

amor_sacro1Degne di nota,  Storie di Sant’Anna e San Gioacchino di Francesca Tulli. L’artista  nelle sue piccole immagini pittoriche racconta in chiave contemporanea la storia della Santa, narrata anche nella base del preziosissimo busto reliquiario, riprendendo quindi il tema iconografico classico del racconto per immagini. I piccoli acquerelli impreziositi da cornici dorate, non sono stati però adeguatamente illuminati dando come risultato una pesante ombra su gran parte delle piccole opere.  Tra le altre, interessante, Hannah, di Alessio Pierro,  che riprende con una tecnica tradizionale, olio su tela di lino, una Sant’Anna velata, ma di spalle, mentre si avvia al colloquio con l’arcangelo Gabriele che le annuncia la gravidanza, vicino l’albero di Jesse, episodio narrato nella storia della vita della Santa, opera molto suggestiva, poichè interessante risulta la commistione fra la tecnica e un modo contemporaneo di narrare l’ episodio. Rosetta Messori invece riproduce un polittico fotografico,con stampe su acciaio, che racchiude un insieme di episodi della storia della Santa ed elementi simbolici che ne caratterizzano l’iconografia, interessante l’episodio in cui Sant’Anna accudisce la Vergine neonata.  In El vuelo sobre Castelbuono, Ernesto Morales  rappresenta invece il castello dei Ventimiglia radiante di  luce, elemento che lascia intendere ciò che per i castelbuonesi è  ineffabile ed unico. I lavori presentati sono una decina, un numero esiguo per un’occasione storica così interessante: il confronto di altri giovani artisti sulla materia sacra avrebbe potuto offrire – senza troppo dispendio per il Museo – ulteriore eterogeneità di contributi e profondità nella lettura complessiva.
Oltre quelli già citati, vi è un’opera  di Gianni Moretti, i due volti dei progenitori di Gesù di Lucia Lamberti, l’icona votiva di Mauro Di Silvestre, Ima di Veronica Botticelli, e ancora Dirk Westermann e infine l’installazione- ex voto di Domenico Balsamo.

 

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