“Saremmo potuti essere padri di bimbi non viziati.”

“Sdrammatizzate, incoraggiate, esaltate i risultati positivi e alleggerite le sconfitte, non entrate in campo e negli spogliatoi, lasciate che la borsa se la portino da soli, non discutete con l’allenatore di schemi e ruoli, rispettate gli arbitri, non parlate male al ragazzo del suo allenatore e dei suoi compagni” queste sono alcune delle regole che le società sportive impongono ai genitori che portano i propri figli a fare sport. Sono costrette perchè a volte i genitori superano ogni limite e riversano sui bambini mille aspettative, rivalità, competizione ottenendo il risultato opposto. Basta andare a vedere una qualsiasi partita di calcio, di basket o tennis ad esempio, di bambini di 10 anni per rendersi conto quanto siano ridicoli e pietosi i genitori e il loro atteggiamento tutt’altro che sportivo sugli spalti. Questo è solo la parte apparente, visibile del problema, poi a casa, durante la settimana, agiscono con una forte pressione psicologica sui figli, incurcandogli falsi valori, convincedoli che l’importante è vincere e non divertirsi. Secondo le ricerche i più pericolosi sono i genitori con troppo tempo libero e che si sentono poco realizzati nella loro vita. Gli allenatori cercano invece di reindirizzarli verso quello che dovrebbe rappresentare lo sport per un mini atleta, dovrebbero essere lasciati più liberi e spontanei, di calciare e correre come credono, liberi di fermarsi o sdraiarsi sul prato a guardare il cielo o liberi di cavarsela in situazioni spiacevoli con i compagni, in occasione di litigi o scherzi ad esempio. La mia generazione si sente incapace, inadatta a fare figli perchè vive una situazione di perenne precariato, di incertezza, di povertà, di dipendenza dai genitori, il futuro che ci aspetta ci viene prospettato in scala di grigi, eppure sono convinto che saremmo degli ottimi padri e madri, che saremmo diversi dai genitori spocchiosi e mentecatti che desiderano il figlio calciatore, ad emulare le gesta dei campioni che guardano in uno schermo di 40 pollici sul divano in pantofole, la domenica pomeriggio. Saremmo diversi, ma purtroppo qualcuno ha deciso che sarebbe spettato a noi fare i sacrifici necessari al bene del paese, dato che le nostre risorse sono state sperperate nei decenni precedenti, dagli stessi padri che inveiscono dagli spalti di un campo di periferia.

?Oltre Fiumara ? Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?