Scajola ?salva? la fabbrica ma non ferma il piano Fiat

d5042b79959a7df636b32db68122c712[LAVOCEWEB.com] Arriva il ministro Claudio Scajola e si impegna a difendere lo stabilimento di Termini Imerese. Poi promette di vedere i sindacati per discutere il piano industriale della Fiat prima di incontrare Sergio Marchionne. Non ? la soluzione che gli operai aspettano ma un primo passo verso un nuovo confronto che si pone l?obiettivo di mantenere almeno il polo industriale termitano senza tuttavia fermare la riconversione. Proprio su questo passaggio cruciale della vertenza restano le critiche dei sindacati ma ora che le posizioni si fanno pi? chiare e il governo ha battuto un colpo, come gli veniva chiesto, i lavoratori hanno deciso di sospendere l?occupazione del municipio.
All?arrivo di Scajola al Comune si sono vissuti momenti di tensione. ?Vogliamo il lavoro? ha gridato un gruppo di lavoratori quando il ministro ? sceso dall?auto blu. ?Siamo qui per questo? ha replicato mentre saliva le scale, circondato da uomini delle forze dell?ordine. Ai giornalisti e agli operatori televisivi ? stato impedito l?accesso nella sede del Comune dove si ? svolto l?incontro. Oltre al sindaco Tot? Burrafato c?era anche il sottosegretario Gianfranco Miccich? che ? anche vice sindaco della citt?. Presenti anche l?assessore regionale all?Industria Marco Venturi, i senatori Beppe Lumia e Antonio Battaglia.
Agli operai il ministro dello Sviluppo economico ha spiegato che l?accordo con la Chrysler consentir? alla Fiat di acquisire nuove quote di mercato. Ma resta il dato negativo del mercato italiano che acquista pi? auto di quante ne produce. E per riallineare i due elementi ? necessario che proprio in Italia si produca una quota maggiore di vetture. Ma dove? La posizione dei sindacati ? nota: anche lo stabilimento di Termini Imerese deve essere pienamente inserito nel nuovo piano industriale. I segnali che arrivano vanno per? in direzione diversa, dato che la Fiat ha deciso di trasferire in Polonia la produzione della Nuova Lancia Ipsilon. In tal modo diventa carta straccia anche l?accordo del 2008 che l?azienda non intende pi? rispettare perch? non considera pi? conveniente mantenere la missione produttiva dello stabilimento siciliano.
?Ci muoveremo ? ha detto Scajola ? con una speranza principale: che l?acquisizione della Chrysler, la crescita della quota di mercato della Fiat, la contribuzione del governo e della Regione siciliana su una infrastrutturazione pi? moderna del comprensorio di Termini possa consentire di rivedere il piano Fiat per continuare a produrre auto a Termini Imerese?. Ma il ministro ? convinto che sar? molto difficile ottenere questo risultato, e allora ripiega sul ?danno minore?: mantenere a Termini Imerese un polo industriale nell?ambito Fiat con l?obiettivo di “far crescere produzioni e occupazioni?. Sembra una dichiarazione di disponibilit? ad accettare il progetto del Lingotto di riconvertire la fabbrica termitana sospendendo con la fine del 2011 la linea dell?auto. Ma gli ecoincentivi potrebbero rappresentare un?arma di pressione. Lo hanno gi? detto sia i sindacati sia il sindaco Burrafato. Al ministro questa strada non sembra comunque percorribile in presenza di altri problemi che pesano sui conti dello stabilimento. ?La qualit? del lavoro a Termini Imerese ? buona ma c?? un problema di infrastrutture? che andrebbe superato.
Ora, rilancia Giovanna Marano segretaria siciliana della Fiom, i sindacati aspettano che il ministro mantenga gli impegni e “si spenda fino in fondo per impegnare la Fiat a riprendere l’accordo di aprile”. Altre prospettive andranno valutate sempre nell’ambito Fiat e della produzione di auto. La vertenza si avvia verso una fase difficile e impegnativa. I giudizi sono sospesi. Ma deve essere chiaro, sottolinea il segretario della Fiom di Termini Imerese, Roberto Mastrosimone, che “per noi ? fondamentale che Fiat continui a produrre auto a Termini Imerese”.
Viene colto invece come segnale positivo l’impegno del ministro di convocare i rappresentanti dei lavoratori prima dell’incontro con l’azienda. Per questo ? stato deciso di far cessare l’occupazione.
19.11.2009
Silvia Egiziano