Scoppia la rivolta degli studenti pendolari

[CEFALUNEWS] Gli studenti pendolari che ogni giorno devono raggiungere Cefalù da Castelbuono per frequentare la scuola secondaria non ci stanno più di subire disservizi. Hanno così scritto al loro primo cittadino, Antonio Tumminello, denunciando quanto sono costretti a subire ogni giorno pur di frequentare la scuola. «Ogni giorno ? si legge nella missiva – viaggiano per Cefalù utilizzando la linea Sais da voi pagata. Sono tanti i vari disagi che ci tocca subire. Ogni anno lottiamo per qualcosa di impossibile ma ora siamo stufi di perdere l’autobus che alle 07.05 parte da Castelbuono per Cefalù; perdere l’autobus che alle 13.30 parte da Cefalù per Castelbuono; restare alla stazione di Cefalù fino le ore 15.30 per mancanza dell’autobus che alle ore 14.10 parte da Cefalù per Castelbuono». Gli studenti sostengono che ogni giorno è un vero e proprio incubo raggiungere il proprio paese alla fine delle lezioni. L?autobus che parte alle 13.30, infatti, lascia diversi pendolari a piedi che sono costretti ad aspettare il bus delle 14.10. Molti, poi, sono costretti a raggiungere casa in autostop. «Da una settimana a questa parte ? continua la lettera degli studenti al loro sindaco – si è rotto uno degli autobus della ditta Sais con la capienza di 55 posti e lo hanno sostituito con un pulmino di capienza 30 posti. Ora le chiediamo, noi siamo più di 100 studenti (senza contare chi viaggia per lavoro) e abbiamo a disposizione due autobus da 55 posti, ora ne manca uno e, appunto, ce lo hanno sostituito con quello da 30 posti, facendo una semplicissima operazione matematica 55+30 è uguale a 85 posti, secondo Lei è possibile che più di 20 persone restano a piedi ogni giorno?» Gli studenti dicono che tutto questo è impossibile. «Non tutti gli studenti sono maggiorenni. Le chiediamo di risolvere questa situazione indecente al più presto. Abbiamo il diritto di giungere a scuola sani e salvi, in orario e di tornare a casa a un orario decente per mangiare, riprenderci e studiare.

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