Se anche la Chiesa cattolica riconosce la Palestina

Raul Castro aveva già dichiarato: “con un papa così, torno alla Chiesa cattolica”. Papa Francesco continua a stupire, l’ultima novità è il riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina da parte del Vaticano. Il riconoscimento arriva dopo un primo accordo siglato nel 2000, in seguito ad una serie di studi e analisi, tra Vaticano e OLP. In quel caso si raggiunse una collaborazione economica. Successivamente, nel 2012, l’ONU ha riconosciuto la Palestina, invitandola a far parte dell’assemblea come membro esterno, allo stesso modo in cui vi partecipa il Vaticano. Il papa ha accolto con entusiasmo la notizia e ha avviato un’altra serie di trattative che ha portato al riconoscimento degli scorsi giorni.

Sicuramente si tratta di un atto importante, il territorio occupato ad oggi da Israele e Palestina è il luogo in cui visse Gesù e, chiaramente, per la Chiesa quel luogo ha un significato speciale. Il Vaticano appoggia e ha dichiarato di voler lavorare sulla soluzione Two State Solution, che prevede la convivenza pacifica di due Stati indipendenti, a spartirsi il territorio, Israele e Palestina appunto.

Monsignor Camilleri, sotto segretario per i rapporti con gli Stati, in un’intervista auspica che “si potesse in qualche modo aiutare i palestinesi nel vedere stabilito e riconosciuto uno Stato della Palestina indipendente, sovrano e democratico che viva in pace e sicurezza con Israele e i suoi vicini, nello stesso tempo incoraggiando in qualche modo la comunità internazionale, in particolare le parti più direttamente interessate, a intraprendere un’azione più incisiva per contribuire al raggiungimento di una pace duratura e all’auspicata soluzione dei due Stati”.

L’accordo redatto in questi giorni si riferisce anche alle condizioni delle comunità cattoliche in territorio palestinese, e arriva non a caso nella settimana in cui verranno beatificate due suore cattoliche e palestinesi. Per l’occasione Abu Mazen, capo del governo di Ramallah, sarà accolto in Vaticano, dove incontrerà Papa Francesco.

Israele non ha reagito benissimo, per bocca del portavoce del Ministro degli esteri, si dice “deluso” dalla notizia e crede che “la decisione non promuove il processo di pace e allontana la leadership palestinese dal ritorno ai negoziati diretti e bilaterali”. “Israele studierà l’accordo e agirà di conseguenza”.

Invece, la buona parte della popolazione mondiale, che crede nel dialogo e nella pace, non è affatto delusa.

Con questo, si chiude l’OltreFiumara di oggi, a giovedì prossimo.

“Oltre Fiumara. Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.”