“Se la speranza è riversata solo sui geni.”

Nel nostro paese, disgregato e malandato, ci affidiamo alla benevolenza dei geni. Non a caso questa riflessione arriva a vent’anni dalla morte di Federico Fellini, genio assoluto del cinema e cineasta italiano più importante della storia. Fellini era un intellettuale, un uomo che ha capito come conciliare l’arte e la comunicazione di massa, che ha saputo leggere la storia del nostro paese adattandola alle questioni del presente; lui oggi sarebbe di certo senatore a vita, o quantomeno avrebbe ricevuto la proposta di diventarlo. Un altro genio, orgoglio mondiale del made in italy è Renzo Piano, architetto illustre e da poco senatore a vita. Ci affidiamo alla sua benevolenza perché i nostri politici, quelli che lo fanno di mestiere, certe cose non le capiranno mai e sopratutto non hanno mai lavorato, non hanno mai conosciuto veramente come vanno le cose, come si gestisce un’azienda, come ci si sbraccia per ottenere un risultato e allora la speranza di una nazione intera si riversa su quelli che come Renzo Piano, che avrebbero certamente altre attività ben remunerate con cui impiegare il tempo, si mettono al servizio del paese e dedicano il loro sapere cercando di salvare il salvabile prima che la nave affondi. Il neo-senatore è stato a colloquio dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e gli ha comunicato il suo piano di lavoro, qualcosa a cui non eravamo per niente abituati, qualcuno che ha una sua progettualità, delle idee concrete da mettere in pratica lungo la propria carriere senatoriale, come singolo parlamentare. Poi ha deciso di destinare i compensi percepiti a progetti promossi da giovani colleghi architetti per il recupero dei quartieri periferici o altre situazioni di disagio urbano. Queste le sue parole: “Credo nel ruolo della politica, che viene da Polis, la città e credo anche che questa sia la strada giusta per mettere la mia esperienza al servizio del Paese. Un Paese bellissimo, ma proprio per questo motivo fragile e bisognoso di protezione”. Caro architetto, riversiamo in lei la la speranza, perché oggi davvero non sappiamo più a chi credere.

?Oltre Fiumara ? Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?