Seduta consiliare del 17 settembre 2007

La seduta Consiliare del 17 settembre 2007 è ?seduta aperta? – ciò significa che i cittadini hanno la possibilità di intervenire – come proposto dal gruppo Consiliare Ulivo-Sinistra Unitaria nella seduta precedente. L?unico punto all?ordine del giorno è la proposta di deliberazione presentata, a norma dell? art 47 dello statuto comunale, da parte di alcuni cittadini.
L?oggetto, per i non informati, è: ATO idrico di Palermo ? Determinazioni.

Non voglio riportare né raccontare le vicende che hanno interessato la questione della Privatizzazione del S.I.I. (servizio idrico integrato) perché penso che i lettori sappiano già molto (allegherò qui, prossimamente, la delibera che nella sua premessa riporta tutte le principali tappe). L?aula è quasi piena, numerosi cittadini interessati, qualche vigile urbano e rappresentanti dei partiti locali. Il Presidente espone la questione e sintetizza le considerazioni emerse sul tema in discussione nella precedente seduta del Consiglio Comunale. Ricordando che fu già allora messa in discussione la proposta popolare con degli emendamenti presentati dal Gruppo Ulivo-Sinistra Unitaria che vanno a modificare, aggiungere o cassare alcune parti della proposta popolare.
Il primo intervento è del Cons. Capuana del gruppo di Castelbuono Unita che aggiunge ulteriori elementi con un emendamento alla proposta popolare. Iniziano gli interventi da parte dei cittadini.
Il più rilevante e degno di nota è quello del Prof. Gioacchino Cannizzaro che si concentra sull’opportunità della privatizzazione del S.I.I. ricordando: gli aumenti della tariffa, la paventata gestione sciagurata di una risorsa importante e collettiva come l?acqua e soprattutto la necessità di non cedere al ricatto dei finanziamenti per il rifacimento della rete idrica. Infine conclude affermando che qualora si concretizzi, a causa del poco tempo a disposizione, la perdita dei finanziamenti, la responsabilità è da addossare esclusivamente alla Provincia Regionale di Palermo.
Interviene un rappresentante del comitato Liberacqua, contestando alcuni punti della delibera, a mio avviso in modo improprio, poi incentrando il suo ragionamento sul successo della raccolta di firme per la presentazione di una proposta di legge nazionale di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del S.I.I. che solo in Sicilia ha fatto firmare 40.000 persone; tutto ciò a dimostrazione del fatto che la popolazione vuole che l?acqua sia gestita da mani pubbliche.
Intervengono altri cittadini proponendo che sia la comunità autotassandosi a procedere al rifacimento della rete idrica.
L?assessore Genchi lamenta mancanza di dialogo tra le forze politiche contrarie alla privatizzazione del S.I.I. e sostiene che l?acqua non ha nessun colore politico. Il Sindaco Cicero difende la proposta di deliberazione, con le modifiche apportate dal gruppo consiliare che lo sostiene, addossa la responsabilità dello stato delle cose alla politica regionale e al governo nazionale, che sono gli unici che possono realmente incidere su scelte di questo tipo. Cita esempi di realtà dove il S.I.I. è gestito da privati o comunque da S.p.A miste ed è in grado di garantire una gestione efficiente e razionale.
Il Cons. Vignieri fa notare che la discussione si è aperta con la questione del ricatto che subiscono i Comuni circa i finanziamenti per il rifacimento della rete idrica perchè dalla legge regionale è stabilito che chi ha partecipato a bandi della UE per il rifacimento di reti idriche o fognarie non riceverà i finanziamenti (nella misura del 46% rispetto al totale dell?importo del progetto quindi da coofinanziare per il 54% con risorse comunali o in questo caso con risorse del gestore) se non entrano in funzione gli ATO. Osserva che, come fatto notare dal Prof. Gioacchino Cannizzaro, nel 2003 i Consigli Comunali subirono un aut aut a proposito della approvazione della Convenzione di Gestione e quelli che non approvarono furono commissariati e la delibera fu approvata dal commissario. Altro ricatto.
Domanda e si domanda. Oggi che potere ha un consiglio comunale di bloccare una procedura scandalosa portata avanti con i metodi che conosciamo dalla Provincia di Palermo?
Possiamo pure deliberare di non consegnare le reti; possiamo conservare le chiavi dell?acquedotto in tasca. Sicuramente però consegneremo le chiavi del Consiglio Comunale al commissario ad acta che risolverà ogni problema. Se nel 2003 diversi Consigli Comunali furono commissariati perché non può accadere anche adesso? Ecco, a questo bisogna rispondere. Non basta una enunciazione di principio e la votazione di una proposta ideologicamente condivisibile ma praticamente incapace di bloccare l?affidamento del S.I.I. al soggetto gestore Acque Potabili S.pA..
Il consigliere Allegra di Castelbuono Unita critica le amministrazioni passate perché non hanno cercato altre sorgenti d?acqua.
Il consigliere Prisinzano focalizza l?attenzione su un tema sfiorato dal Sindaco ma di rilevante importanza quale la Legge Galli, dalla quale ha origine la costituzione degli ATO; recepita e applicata dalla regione Siciliana nella maniera peggiore. A suo avviso se si vuole invertire o modificare l?affidamento del S.I.I. si deve intervenire sul piano legislativo perché è l?unico modo possibile, salvo una sentenza del TAR Lazio che dichiari illegittima la gara.
Il Capogruppo Mazzola, ripercorrendo le vicende della questione ATO idrico, esprime valutazioni negative sulla procedura e sulla opportunità di affidamento ai privati del S.I.I. Il suo ragionamento si sviluppa intorno ai sistemi di gestione Pubblico o Privato dei servizi Pubblici rilevando come sia l?uno che l?altro sono esempi dimostrativi di come la gestione può essere fallimentare nell?uno e nell?altro senso citando l?EAS, l?AMAP, gli ATO rifiuti?quindi anch?egli si pone la domanda su quale sistema adottare. “Come vogliamo gestire il S.I.I?” Il Pubblico non è sempre garanzia di efficienza ed efficacia. Esorta i presenti a ragionare su questo punto.
In chiusura rispondendo alle osservazioni di un cittadino che proponeva la autotassazione quale strumento per coprire i costi del rifacimento della rete idrica, sottolinea che dalla legge finanziaria è imposto un tetto all?indebitamento dei comuni, quindi il Comune di Castelbuono, non potrebbe indebitarsi per circa 10 milioni di euro. Conclude osservando che i primi due punti, presenti nelle delibera di iniziativa popolare, sono inefficaci perché dopo la firma della convenzione di gestione, ad opera del Presidente della Provincia Musotto, non si può più tornare indietro a ribadire una sospensione della firma adottata dalla conferenza dei sindaci in data 7 maggio 2007 perché ciò comporterebbe il pagamento della penale.
Il consiglio Comunale aperto si conclude, si apre in seduta chiusa dopo una riunione dei due gruppi consiliari e si mette ai voti la delibera con gli emendamenti presentati. Unanimità.

Vincenzo Vignieri
Cons. Comunale del Comune di Castelbuono
Ulivo – Sinistra Unitaria

1 commento

  1. “Il consigliere Allegra di Castelbuono Unita critica le amministrazioni passate perché non hanno cercato altre sorgenti d?acqua.”

    Il consigliere Piripicchio critica le multinazionali petrolifere per non aver cercato giacimenti di olio-nero nel nostro territorio.

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