Si ferma la Fiat a Termini. Mille in piazza a Palermo

dd32c8ef783458fdf41ee4018e395bf2[LAVOCEWEB] All?arrivo dei primi pullman in piazza Indipendenza sono scoppiati alcuni petardi. Cos? ? cominciata a Palermo la lunga giornata degli operai della Fiat che hanno organizzato un presidio davanti all?Ars in concomitanza con la seduta del Parlamento siciliano dedicata al caso dello stabilimento di Termini Imerese. Atmosfera tesa combattiva, parole d?ordine molto secche e slogan pieni di rabbia come ?Marchionne e Scajola compari senza parola? e ?Riconversione industriale = chiusura totale?. Il senso del presidio davanti all?Ars ? sintetizzato da uno striscione che contiene un interrogativo drammatico: ?90 parlamentari del Sud saranno capaci di salvare il futuro di 2500 famiglie??.
Oltre mille lavoratori chiedono appunto alla politica una risposta alle inquietudini suscitate dalle parole trancianti di Marchionne per il quale lo stabilimento non pu? avere futuro: per l?amministratore delegato della Fiat sarebbe una cosa da ?pazzi? tenerlo in vita.
Davanti a palazzo dei Normanni l?assedio ? cominciato alle 10,30 quando il corteo dei lavoratori giunti con sei pullman e altri mezzi ha percorso il breve tratto di strada tra piazza Indipendenza e piazza del Parlamento. In testa i rappresentanti del consiglio di fabbrica e i sindacalisti. Durissimo Roberto Mastrosimone leader territoriale della Fiom Cgil: ?La Fiat vuole andare? E vada via ma restituisca ai lavoratori e ai siciliani tutto quello che ha preso. Tutti i finanziamenti che ha avuto. Tutto l?apporto ricevuto. Noi siamo disposti a trattare con altre case automobilistiche per continuare la produzione?. E poi una stoccata alla politica che si ? dimostrata ?incapace di gestire la vicenda? e non ha saputo imporre alla Fiat soluzioni responsabili. ?Lo smantellamento dello stabilimento di Termini Imerese ? ha detto ? non cancella solo il lavoro di tremila persone. ? un danno gravissimo all?economia del territorio. Questo ? un dramma sociale di proporzioni intollerabili?. Anche Vincenzo Comella, segretario provinciale della Uilm, ha sottolineato i pesanti risvolti sociali della chiusura della Fiat. E Giovanna Marano, segretario regionale della Fiom Cgil, ha rilanciato la palla alla politica: ?Ci aspettiamo che i politici siciliani chiedano al governo nazionale di bloccare gli incentivi alla rottamazione. Non si possono dare aiuti a un?azienda che fa pagare un costo sociale cos? elevato?.
I lavoratori hanno risposto compatti alla mobilitazione sindacale. La loro giornata ? cominciata intorno alle 5 di mattina con un presidio davanti allo stabilimento. Nessuno, secondo i sindacati, ? entrato in fabbrica. Tanto che Mastrosimone ha potuto dichiarare con soddisfazione: ?Lo sciopero ? riuscito al cento per cento?.

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