“Si realizza un sogno”

Comunicato stampa

SI REALIZZA UN SOGNO

Con delibera N? 112 del 19.08.2011, l?Amministrazione ha assegnato i capannoni e le aree per poter edificare i propri opifici agli artigiani che ne hanno fatto richiesta.
Prisinzano Domenico n. 3 capannoni, n. 2 lotti
Capuana Marmi n. 2 capannoni
Ditta Abitare n. 2 capannoni, n. 1 lotto
Madonia Formaggi (Geraci) n. 1 capannone
Panificio Tumminello n. 1 lotto
Zito Antonino n. 1 lotto
Prestianni Santo n.1 lotto
Zito Mobili n. 1 lotto

Con questa delibera si comincia a concretizzare l?insediamento degli artigiani nell?ex Sirap che era diventata cattedrale nel deserto. Negli ultimi nove anni siamo riusciti a urbanizzarla renderla fruibile e disponibile per gli imprenditori che vogliono ampliare le proprie attivit?.
L?Amministrazione Comunale auspica che anche altre attivit? principalmente le ?invasive?, meccanici, carrozzieri, falegnami, nei prossimi mesi possono fare richiesta delle aree residue, rendendo cos? pi? decoroso e meno rumoroso il centro abitato del nostro Comune.
L?invito ? anche rivolto agli altri imprenditori che hanno accolto, con scetticismo di insediarsi nella zona artigianale, infatti con nota prot.14547 del 13.09.2011 trasmessa a mezzo avviso pubblico a tutti i cittadini e alla due associazioni di categoria C.N.A e A.S.A. si ? data comunicazione a tutti coloro che sono interessati di proporre istanza come previsto nell?allegato avviso.
Il Sindaco Mario Cicero dichiara che il sogno di vedere la zona ex SIRAP viva e pulsante di attivit? si sta realizzando, infatti dopo l?insediamento dell?Azienda dei F.lli Fiasconaro che operano nella zona e l?assegnazione del Centro Servizi al Consorzio degli Artigiani di Castelbuono si concretizza il sogno di avere una zona che valorizza e da opportunit? ai nostri imprenditori di realizzare strutture idonee per le loro attivit?.
L?impegno dell?Amministrazione Comunale nelle prossime settimane ? quello di completare le opere di urbanizzazioni, consegnando l?area all?impresa che si ? aggiudicato i lavori e accompagnando gli imprenditori nel disbrigo delle pratiche tecno amministrative per non appesantirli sul piano burocratico.

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AVVISO ALLA CITTADINANZA

Oggetto: Avviso

Il Consiglio Comunale con Delibera N? 54 del 06.10.2009 approvava il Regolamento Comunale ?Gestione della zona artigianale piano insediamenti produttivi ? e schemi di convenzione.
Successivamente dal 06.02.2011 al 07.03.2011 ? stato pubblicato all?Albo Pretorio di questo Comune il Bando di Concorso per l?assegnazione e locazione dei capannoni del diritto di superficie e della cessione in propriet? dei lotti destinati alla costruzione di edifici artigianali in localit? Piano Marchese ? S.Lucia nel Comune di Castelbuono zona artigianale P.I.P.
Con Delibera di Giunta N? 112 del 19.08.2011, l?Amministrazione Comunale assegnava i capannoni e dei lotti in diritto di superficie in locazione o in propriet? ai sensi dell?art. 8 del Regolamento Comunale per la zona artigianale P.I.P. Con questo delibera si ? chiusa la prima fase di assegnazione.
Con la presente si avvisano gli interessati che possono inoltrare richiesta dei lotti in diritto di superficie o in propriet? cos? come previsto dal bando pubblicato dal 06.02.2011 al 07.03.2011.
L?Articolo 6 del regolamento recita ? che la Commissione Comunale esaminatrice delle richieste viene convocata dal Sindaco su proposta del responsabile SUAP in base alle richieste di concessione lotti o capannoni pervenute almeno con cadenza semestrale.
La presente per invitare tutti coloro che sono interessati a poter presentare richiesta.

Cordiali saluti.

Castelbuono li 13.09.2011.
Il Sindaco
Mario Cicero

8 Commenti

  1. Il Sindaco, a mandato – grazie al cielo – ultimato continua imperterrito ad offrire ai castelbuonesi fumo, parole vuote, festini, leccornie e culturame. Ora ? il turno dei capannoni e delle aree per sedicenti attivit? commerciali in assenza almeno di un canovaccio di pianificazione economica e urbana in un Comune privo di un assessore alle attivit? economiche e di un asessore veramente competente per le politiche di Svluppo, Pianificazione urbana e Traffico. Il fatto non mi sorprende nella considerazione delle esperienze personali del Signor Cicero e dei non pochi candidati alla sua succesione alla guda del Comune. Nello specifico inviterei il Signor Cicero ad attivare solerzia e impegno all’ interno dell’ Ufficio tecnico comunale disponendo l’ immediata redazione di un Piano Particolareggiato dell’ area destinata alle attivit? commerciali visto nella interdisciplinariet? delle sue componenti infrastrutturali e tecnologiche (reti delle urbanizzazioni primaria e secondaria), non ultimo un credibile “Piano del Verde” e di stimolante architettura industriale coinvolgendo le categorie professionali locali e istituendo dei premi per le migliori soluzioni formali e cromatiche degli edifici non capannoni ! ! !). Le prossime elezioni comunali sono alla porta: CASTELBUONESI SVEGLIATEVI, ALMENO PER LA PRIMA VOLTA !

  2. Ritorno brevemente sul tema con 3 semplici considerazioni: 1. Il disinteresse e l’ apatia generali imperanti a tutti i livelli in relazione a tematiche che riguardano la collettivit?, in genere e in particolare; 2. Il distacco dei tecnici locali e delle associazioni che li rappresentano dai loro ambiti operativi che dovrebbero porre l’ esercizio della professione come dovere sociale, oltre che, naturalmente, come fonte di lavoro fatto di studio e ricerca quotidiana; 3. L’ insensibilit? di una (mala)politica sempre pi? lontana dai molteplici problemi della societ?. Nel caso specifico del “sogno” che si avvera a Castelbuono il pensiero dei superficiali ? andato ai “capannoni” intesi come s’ intendeva un ovile, giammai come luogo di di nobilitazione del lavoro a misura d’ uomo nelle sue (del lavoro) componenti di ergonomia, acustica, luce, temperatura ambientale, sicurezza, colore, armonia, etc,, fattori tutti che, in definitiva, promuovono sia la qualit? che un contatto pi? sentito con il prodotto che viene collocato sul mercato dovr? dovr? confrontarsi con la concorrenza in termini di valore d’ uso e di economia. Ed allora m’ interrogo ancora una volta sul ruolo e la presenza che dovrebbero avere le istituzioni nella societ?, sull’ esempio che potrebbero suggerire altre esperienze di lavoro e attivit? (penso, p.e., al dinamismo della S.M.A.C., agli sforzi dei Fratelli Fiasconaro, alla solerzia di Armando Battaglia e di Pino Conoscenti nella divulgazione di derivati dalla lavorazione della manna, etc.). Di una “manna” che, per intenderci, non si deve attendere che ci venga dal cielo, bens? stimolata, provocata, ricercata in quel groviglio fatto dagli innumerevoli bisogni umani che attendono risposte cogenti e sollecitazioni stimolanti al loro soddisfacimento. Come ? Con un impegno comune votato alla ricerca ed alla sfida, allo studio ed all’ applicazione che devono porre l’ uomo (e la sommatoria dei suoi infiniti bisogni) al centro delle loro attenzioni. Ed allora dalla Germania io propongo ai castelbuonesi soluzioni e opportunit? d’ incontro per uno scambio di idee e di esperienze. Si . . . tanto per “cambiare” :

    n.piro@web.de e http://www.np-teorico.de.

  3. Premetto che non conosco dettagliatamente l’argomento in questione e quindi lo “status” dei capannoni, per cui il mio contributo potrebbe risultare superfluo, tuttavia riporto un articolo di legge TUTT’ORA VIGENTE:
    Legge 5 Novembre 1971 n. 1086 – “Norme per la disciplina delle opere in conglomerato cementizio, normale e precompresso ed a struttura metallica”
    Art. 17 – (Mancanza del certificato di collaudo)
    “Chiunque consente l’utilizzazione delle costruzioni prima del rilascio del certificato di collaudo o, per quanto riguarda le opere costruite per conto dello Stato e degli altri enti di cui all’ultimo comma dell’articolo 4, prima del collaudo statico, ? punito con l’arresto fino ad un mese o con l’ammenda da lire 200.000 a lire 2.000.000. “

  4. Un commento di qualche architetto, ingegnere, geometra (o di cittadini e qualche Sindaco “emerito”)) interessati ad un vero sviluppo economico di Castelbuono non dispiacerebbe. A correre, quando c’ ? un po’ di miele, sono per? tutti.

  5. Npn perdiamoci nel mondo dei sogni e immergiamoci, invece e senza perdere tempo, nel mare delle realt? di Castalbuono, della Sicilia e dell’ Italia che sono asetate di igiene politica, di professionalit? e di competenza. Intendiamoci:i guai e i malanni dell’ Italia sono “cornuti. Da un lato la superficialit?, la poca volont? alla determinazione, l tendenza all’ improvvisazione in un mondo che vieppi? richiede sapere e conoscenza, dall’ altra una malapolitica che deve costretta a fare soltanto il suo lavoro (se lo sa fare) e, in primis, a togliere le manacce dalla Pubblica Amm. ne che ? il nerbo dell’ intera economia del Paese. Questo ? secondo me il punto e da queste premesse bisogna partire lasciando alle disquisizioni politiche il tempo che trovano. Castelbuono attende di essere cambiata da decenni. In realt? ? cambiata, ma ? cambiata in peggio e in questo senso sfidi chiunque a venrimi a raccontare il contrario. Nella mia vita quotidiana sono circondato da ben altre realt? in Germania, in Olanda e qualche tempo fa in qualche Paese scandinavo toccando con le mani e con gli occhi cosa s’ intende per sana politica economica locale, nell’ interesse di piccoli, medi e grandi insediamenti artigianali e industriali non disgiunti da quelle irrinunciabili infrastrutture che sono le istituzioni preposte alla formazione, alla qualificazione, all’ aggiornamento professionale, alla sperimentazione, alla ricerca senza i quali ogni sforzo ? vano e dispendioso specialmente in periodi delle vacche magre. L’ ex area Sirap ? per niente urbanizzata in quanto non mi risulta che sia la politica che la P.A. in passato avessero proceduto ad ad urbanizzarla in quanto sin ad oggi non sanno cosa debba intendersi per urbanizzazione che, per essere pi? specifico, chiamerei “infrastrutturazione”. Se esistono imprenditori in pectore o imprenditori con attivit? gi? consolidate ancora scettici verso una possibile partecipazione alla costituzione di un polo industriale/artigianale, ? dovere primario delle istituzioni , prima, e dei industriali/artigiani, poi, non rincorrere le nuvole, ma rimboccarsi le maniche e mettersi seriamente al lavoro. Intanto occorre una seria organizzazione degli operatori in una associazione dotata di organi direttivi eletti dall’ assemblea, la quale con il contributo esterno di esperti sottopone ai vari stadi della politica e della P.A., locali e reg. li, un Piano strategico (per tale s’ intende pianificazione economica) generale articolato nelle sue varie tappe di realizzazione. Che si lasci continuare a sognare il Sindaco Cicero e si proceda, al contrario, a creare le premesse necessarie dalle quali il suo successore non pu? sottrarsi a rischio di deludere le aspettative degli operatori locali. Intanto occorre subito l’ elaborazione di una affidabile Piano-Master “economico che abbia alla base un chiaro Piano Particolareggiato dodato di cronogramma, cio? di formulazione di tempi di realizzazione. Non ? cosa facile, sia ben chiaro, in ragione del fatto che gli insediamenti presuppongono l’ esistenza di infrastrutture secondarie approntatate dalla politica e dalla P.A., un piano di lottizzazione che tenga conto delle esigenze di ogni richiedente, della definizione delle caratteristiche generali delle tipologie industriali nel presupposto chiaro che si definisce capannone idustriale qualsiasi fabbricato in grado di accogliere un complesso organismo impegnato nel deposito e nella realizzazione di un prodotto. In commercio esistono stabili di diversa natura e forma, costruiti con criteri e materiali molto diversi per i quali i composti pi? utilizzati per la messa in opera sono essenzialmente tre: acciaio, cls vibrocompresso e conglomerato cementizio armato, ognuno con proprie caratteristiche: a. Per l’ acciaio l’ alto livello di versatilit? e flessibilit? in raggione del suo elevato grado di prefabbricabilit?, tempi rapidi di realizzazione minori rispetto a quelli per la costruzione di strutture costruite con altri materiali. Inoltre, le architetture in acciaio sono tra le pi? leggere, consentendo un notevole risparmio nella costruzione delle fondazioni. Un dettaglio da non sottovalutare nella stima dei costi di produzione; b. Il cls vibrocompresso ? un materiale relativamente recente, resistente ed economico da utilizzare sia per muri divisori che per tamponamenti. Si tratti di blocchi di calcestruzzo (cls) nei diversi formati da 40 e 50 cm di lunghezza, con spessori variabili da 8 a 25 cm, mentre per l’ altezza la misura standard ? di 25 cm. Nel caso di di calcestruzzo vibrocompresso “idrorepellente” faccia a vista, la scelta delle colorazioni delle superfici (levigate e lisce) ? libera. L’ alternativa ? il rivestimento il cls mediante intonaco o altro materiale di finitura; c. Chiude la trilogia il conglomerato cementizio armato, un materiale impiegato nell’ edilizia civile e industriale come ossatura portante. Ma anche il legno, nella versione lamellare, registra una forte crescita commerciale.
    Diciamo che di un “capannone” industriale (che ? sempre un’ opra di architettura”, sia pure industriale) sono le fondazioni, i muri perimetrali e le copertura da sottoporre sotto la lente d’ ingrandimento. Le prime viste come l’ anima della struttura con la funzione di trasferire i carichi cui la struttura ? sottoposta al terreno, assicurandone la stabilit?. Specialmente in aree sismiche. Dimensioni e tipologie sono in dipendenza di della natura del terreno, delle caratteristiche geologiche e dal tipo dell’ impianto da realizzare. Ai muri esterni e alle coperture ? assegnato il benessere o comfort dei lavoratori dai quali in altima analisi discende l’ identificazione dell’ operaio con il lavoro che svolge e la resa dell’ azienda. Muri e coperture riparano riparano, dunque, l’ edificio dagli agenti atmosferici e garantiscono un perfetto isolamento termico e acustico. In genere una copertura ? costituita da uno strato superficiale, uno strato impermeabilizzante, uno strato isolante, uno strato per il deflusso dell’ acqua e uno strato di supporto strutturale. Per le coperture si ricorre a lamiera, tegole, fibrocemento naturale, pannelli coibentati e coppi. Il principio-base dei pannelli per le perimetrazioni esterne ? la coibentazione che consente di isolare due strutture con diverse condizioni ambientali inserendo tra due materiali un composto con una bassa conducibilit? termica o acustica, donde il tipo di isolamento ottenuto: termico, acustico e termoacustico. Considerando i capannoni industriali sulla base delle loro dimensioni, non v’ ? dubbio che le loro tipologie sono molteplici in ragione delle caratteristiche produttive delle aziende. In relazione alle tipologie, i capannoni industriali si distinguono in monopiano e pluripiano, in strutture prefabbricate (tempi e costi di realizzazione inferiori rispetto a quelli da costruire ex vovo) e strutture fabbricate sul posto. Un aspetto a s? ? da da considerare quello legato agli “accessori” che completano la “personalit?” dell’ impianto: finestre, porte , punti luce, sino a qualsivoglia unit? decorativa e ornamentale, fattori che che giocano un ruolo fondamentale nell’ estetica del “caspannone”. Si ricorda che gi? il ricorso a semplici lucernari (illuminazione zenitale), ? possibile illminare l’ interno del capannone spendendo poco e conseguendo ottimi risultati. In ogni caso`si raccomanda di privileggiare la luce naturale e zenitale, piuttosto che quella fornita dalle finestre, laddove con una loro sapiente integrazione vengono realizzate ottimali condizioni di lavoro. Rivolgersi a progettisti preparati con esperienze acquisite nel campo delle realizzazioni per l’ industria, il commercio e il lavoro d’ ufficio ? irrinunciabile. Si raccomanda di controllare con accuratezza “il permesso di costruire” rilasciato dall’ UTC al committente dello stabilimento che deve contenere “tutte” (nulla esclusa) le “prescrizioni” in difesa del lavoratore. In Germania ? in vigore la cosiddetta “Arbiest?tteverordnung”, Ordinamento sui luoghi di lavoro, che “prescrive” la carattaristiche ergonomiche ed ambientali degli spazi di lavoro, della pause, dei servizi igienici, etc., non perdendo di vista la stima dei costi di produzione, esercizio, manutenzione, demolizione e di riciclaggio. Intanto che il Sindaco, terminato il suo sogno”, provveda subito ad avviare le procedure per la costruzione di una gabina trasformazione elettrica dal carico sufficientemente dimensionato, e le non poche e facili incombenze relative all’ assistenza da garantire ai volenterosi imprenditori
    . Che non sono poche !!!

  6. Nel mio intervento ho dimenticato il riferimento ad un aspetto di primo piano legato ad una sana gestione dell’ attivit? edilizia in genere, cio? l’assenza in Italia di Regolamenti edilizi “regionali” (Diritto edilizio) che se ben strutturati, assieme al PRG e al PP (Diritto urbanistico), si rivelano, tra l’ altro, e come in Germania”, un irrinunciabile volano per l’ economia, ma anche di gestione e controllo del territorio. Pertanto che gli Ordini professionali e le associazioni di categora si muovano in tale direzione incalzando la (mala)politica, piuttosto che seguirla nella sua quotidiana e instancabile corsa nel sacco.

  7. “L’ Italia ritorni a fare politica industriale”, ha detto oggi il pdR, Giorgio Napolitano, a Genova nell’ incontro con la Fincantieri. Il pdR dimentica che per fare “politica industriale” occorrono 2 interlocutori: la classe politica dirigente del momento e le forze del lavoro e della produzione. Da politico di professione il pdR della Repubblica in passato ? stato e lo ? ancora, lontano da quella realt? del mondo del lavoro nella quale s’ incontrano il lavoratore con tutto il suo fardello di pene e sofferenze, e l’ imprenditore alle prese con le sfide quotidiane della concorrenza e dei mercati dove collocare i suoi prodotti. Chiudo qu? questa breve parentisi che se approfondita ci condurebbe lontano, per far presente al Sindaco che ogni attivit? artigianale o industriale (entrambe sono “intrapresa”, da intraprendere, cominciare, dare inizio ad una attivit?, etc.) per riuscire deve potersi confrontare con le realt? del luogo; essere pensata, prima, e pianificata, poi, per diventare col tempo “cultura imprenditoriale” irta di rischi in ragione della mancanza di istituzioni preposte alla formazione ed alla guida degli attori rispettivamente nei loro ruoli. In tal senso mi sembra opportuno suggerire al Sindaco l’ urgenza di attivare e presiedere una apposita istituzione locale supportata dal contributo della Camera di Commercio, dell’ Associazione degli industriali e di qualche esperto economico reperibile dai quadri della Facolt? di Economia e Commercio dell’ Universit? di Palermo. Un aspetto certamento non secondario dovrebbe essere quello relativo alla messa in discussione dell’ elefantiaco apparato politico regionale che prorpio in ragione della sua sproporzionata dimensione ed alla luce dei pochi lusinghieri risultati sino ad oggi conseguiti, dovrebbe sollecitare qualche riflessione. Insomma non dare a chi vuole “intraprendere” per continuare a sostenere chi consuma risorse (in verit? scarse e onerose per la comunit?) senza una contropartita in termini di qualit? e di benessere erga omnes ? Cos? continuando si finisce con il rompere quel giocattolino fatto di consenso e democrazia sino al limite della sua irriparabilit?. Pertanto nel nostro caso pi? impegno dovrebbe significare maggior coinvolgimento delle istituzioni regionali competenti (Giunta e Assessorato per l’ Industria e il Commercio, Amm. ne provinciale, etc.), anche per non lasciare solo il Sindaco a confrontarsi con problematiche che al contrario richiedono collegialit? e convergenza d’ impegno. Insomma, fare il Sindaco in futuro sar? cosa tanto facile come qualcuno ritiene possa essere. Ed allora occorre incalzare . . non demordere, bens? mordere.

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