Siciliamo? Sì, certo, con la botte di cioccolato di Fiasconaro da Castelbuono

[NEWSFOOD] Marsala, Siciliamo 2012, 28 -30 giugno
Nicola Fiasconaro non è trapanese, è un palermitano di Castelbuono nelle Madonie (dove si produce ancora la Manna) ma ormai è l’indiscusso Alfiere della Sicilianità pasticciera, in pochi anni ha saputo diventare la immancabileciliegina sulla torta che emerge e spicca su ogni dolce.
E’ instancabile e presente in varie manifestazioni in giro per il mondo con i suoi dolci tradizionali siciliani e con le sue nuove creazioni “rubate” al Nord.

Il suo panettone a lievitazione naturale – che è diventato un classico non solo a Natale ma anche in piena estate.
Nicola quest’anno non va in ferie, come tanti milanesi, ed allora ha pensato bene di fare una grande festa, proprio in Piazza Duomo a Milano…a Ferragosto con il suo Panettone.

Lo ha svelato in anteprima a Pino Pace, Presidente della Camera di Commecio di Trapani, qui a Marsala, alla presentazione del suo capolavoro con la botte di cioccolato, in occasione di Siciliama, realizzato in un paio di mesi di lavoro.

Siciliamo 2012. Passione, amore per la terra e innovazione nella botte in cioccolato contenete vino Marsala realizzata da Fiasconaro per omaggiare la Sicilia.
Marsala, 28 giugno 2012. È arrivata oggi a Marsala la botte in cioccolato realizzata da Fiasconaro per la quarta edizione di Siciliamo 2012. Una botte di dimensioni reali, alta 2,30 metri e lunga 3,30 m, contenente vino Marsala superiore antico, e realizzata in cioccolato lavorato a freddo secondo la tradizione di Modica che ripercorre l’antica lavorazione azteca del cacao. Decorazioni in cioccolato bianco e pastighiaccio abbelliscono sul fronte la botte che verrà esposta nel pomeriggio all’interno dell’atrio comunale del Comune di Marsala; durante l’esposizione sarà possibile degustare il Marsala nei suoi abbinamenti tecnici alla pasticceria tipica: cubaita, pasta di mandorla e torroncini; oltre 10.000 dolcetti antichi fatti nelle officine Fiasconaro di Castelbuono in cui la stessa botte è stata creata. Diversi studi e accertamenti condotti su antiche botti hanno preceduto la fase di creazione della struttura durata diversi mesi, a fare da modello una botte del 1800 proveniente dalle Cantine Pellegrino. Un’idea nata dall’amore per il territorio siciliano e dallo stretto legame con le materie prime delle valli trapanesi, lo zibibbo in primo luogo, la cui uva dà vita al Marsala, utilizzato da Fiasconaro per la creazione dei suoi panettoni famosi in tutto il mondo.
Un omaggio a queste terre, ai loro odori e sapori che si ritrovano nel Marsala, un vino di antica tradizione che nel suo abbinamento al cioccolato e nel suo impiego viene rivisitato in chiave moderna. È proprio questo il messaggio che Nicola Fiasconaro vuole esprimere attraverso la sua innovativa creazione: ridare linfa a un prodotto, il Marsala, che rischia di perdere la sua vitalità e il suo mito. I paesi mediterranei hanno cambiato negli ultimi anni le tecniche di fermentazione dell’uva attraverso l’utilizzo di tecnologie avanzate che rendono il prodotto più fresco e meno complesso nel gusto. “Bisogna rendere il Marsala siciliano meno ossidato, più fresco, ridargli il look che si merita per tornare a utilizzarlo ovunque e dovunque.” dice Nicola F.. Una trasformazione necessaria che vuole unire insieme tradizione e innovazione per rilanciare un mito da sempre utilizzato dai gourmet internazionali per la creazione di piatti raffinati. “Questa terra, la Sicilia, sprigiona dei prodotti ineguagliabili in tutto il mondo, bisogna stimolare gli imprenditori siciliani a produrre ingredienti di qualità che devono essere valorizzati, trasformati ed esportati. Senza ricerca ed evoluzione delle industrie di trasformazione rischiamo di perdere il primato dei prodotti made in Sicily” aggiunge Nicola F. che conduce una politica imprenditoriale di difesa del territorio che non mira tanto a comunicare l’azienda quanto la Sicilia. Un impegno che viene portato avanti giornalmente nella cura per la realizzazione dei prodotti, la scelta accurata degli ingredienti locali, l’impiego di tecnologie avanzate che si uniscono a metodi tradizionali e, non ultima, l’adesione a Ducezio che riunisce le pasticcerie delle 9 provincie siciliane, unite nel comune intento di valorizzare i prodotti dolciari siciliani nel mondo. Anche nel mondo alimentare la sfida è far tornare le persone a lavorare nei luoghi d’origine e con le materie della terra natia, in questa sfida si inserisce il sogno di Nicola Fiasconaro della creazione di un’accademia culinaria in Sicilia dove i gourmet locali e internazionali possano formarsi sulla millenaria tradizione culinaria siciliana, una Regione che attraverso i suoi sapori fa rivivere la sua storia.

Floriana Zerbo