Simulazione di reato, indagato il sindacalista Vincenzo Liarda

[www.madoniepress.it] Trovate le sue impronte all’interno di una lettera minatoria

La notizia circolava già da un paio di giorni e, fra le strade di Polizzi Generosa, era tutto un inseguirsi di voci: perché i carabinieri hanno perquisito casa ed ufficio del famoso sindacalista madonita?
La risposta sta dentro una lettera, scoperta dalla moglie di Liarda e subito consegnata alle forze dell’ordine, quindi mai venuta a contatto il sindacalista. All’interno della busta sono state ritrovate dagli investigatori del Ris delle impronte di Vincenzo Liarda.
Dopo la scoperta gli investigatori hanno informato la Procura di Termini Imerese che ha disposto la perquisizione. Le forze dell’ordine si sono presentate davanti la porta di casa di Vincenzo Liarda ed anche negli uffici del suo sindacato.
Se le ipotesi venissero confermate sarebbe davvero una bomba per il territorio madonita ed in particolare per Polizzi Generosa, comune negli anni scorsi sciolto per mafia con un decreto ministeriale che, come noto, prendeva in esame proprio la vicenda di Verbumcaudo, legata a doppio mandato con le decine di intimidazioni, a questo punto presunte, ricevute proprio da Vincenzo Liarda.
A dire il vero da tempo si sussurrava di molte, forse troppe stranezze legate ai tempi ed alle modalità di taluni presunti “avvertimenti”. Ma la solidarietà da parte della società civile e della politica territoriale al sindacalista non era mai mancata, tanto che nei mesi scorsi era stato messo a capo del Consorzio Sviluppo e Legalità, l’organismo deputato alla riutilizzo del feudo di Verbumcaudo.
Mentre la notizia si abbatte come uno tsunami sul territorio arrivano le prime reazioni politiche: il sindaco di Castellana Pino Di Martino chiede le immediate dimissioni di Liarda dalla presidenza del Consorzio Sviluppo e Legalità, “la magistratura faccia il suo corso – afferma il sindaco – ma Liarda non può non dimettersi a garanzia dell’immagine e del buon funzionamento del consorzio”