“Sistema-CAS”. Tra gli accusati anche un castelbuonese

[LIVESICILIA] – Una vera e propria ragnatela. L’ordinanza di custodia cautelare a carico degli otto arrestati nell’inchiesta sul Consorzio autostrade siciliano delinea con nomi e cognomi tutte le pedine dello scacchiere finito nel mirino degli investigatori della Direzione investigativa antimafia guidata da Renato Panvino. Ecco tutte le accuse della magistratura, con nomi e cognomi. Il cuore dell’inchiesta è rappresentato dall’appalto per l’affidamento del servizio di sorveglianza attrezzata per interventi urgenti ed assistenza al traffico nelle autostrade gestite dal Cas.

Antonio Giordano – “gestore di fatto”, scrivono gli inquirenti, della Meridional Service Srl – avrebbe concordato con Giuseppe Iacolino, amministratore unico della Eurotel Srl, con la mediazione di Francesco Duca, le offerte da presentare e le percentuali di ribasso. Andrea Valentini, amministratore unico della Meridional Service Srl, Gaetano Visalli e Lucrezia Passeri, dipendenti di Antonino Giordano, avrebbero predisposto l’offerta presentata dalla Meridional Service Srl “consapevoli della collusione raggiunta con l’impresa concorrente Eurotel Srl”. A sua volta, Giuseppe Iacolino, amministratore unico pro-tempore della Eurotel Srl, avrebbe concordato con Giordano, tramite la mediazione di Francesco Duca, l’offerta da presentare negli uffici di Giordano “al fine di rendere possibile l’aggiudicazione della stessa alla Meridional Service Srl”. Francesco Duca, imprenditore interessato nella gestione della Building Srl, amministrata dalla compagna Rosella Venuto, avrebbe “posto in contatto” Giordano e Iacolino “con l’intento di addivenire ad un accordo tra i predetti finalizzato a favorire l’aggiudicazione della gara alla Meridional Service Srl, cui la Building Srl avrebbe fornito i mezzi da impiegare nell’appalto”. Rossella Venuto, amministratore della Building Srl, “consapevole delle collussioni intercorse” tra Antonino Giordano e Giuseppe Iacolino, avrebbe prestato i mezzi da lavoro favorendo la Meridional Service favorendo l’aggiudicazione della gara.

Antonino Chillè, gestore dell’omonima ditta, avrebbe fornito l’avvalimento alla Meridional Service attestando la prestazione di mezzi da lavoro “consapevole delle collusioni intercorse tra Antonino Giordano e Giuseppe Iacolino”. Letterio Frisone, dirigente del Consorzio Autostrade siciliane, come responsabile unico del procedimento della gara d’appalto, è accusato di non aver intrapreso “alcuna iniziativa diretta a impedire la consumazione della turbativa della gara d’appalto e si adoperava perché talune richieste formulate dalla Meridional al Cas, sotto forma di chiarimenti, potessero trovare accoglimento”. Angelo Puccia, funzionario del Cas, avrebbe fornito la propria assistenza e consulenza a Francesco Duca nella predisposizione dell’offerta tecnica della Meridional Service, “pur a conoscenza dell’accordo intercorso tra le parti finalizzato a turbare l’aggiudicazione dell’appalto”.

Frisone, Duca e Venuto sono indagati anche per induzione alla corruzione perché il dirigente del Cas avrebbe indotto i due imprenditori “a sostenere gli oneri derivanti dalla ristrutturazione dell’immobile sito in Acqualadrone di Messina”, di sua proprietà, “nonché a consegnare nel tempo, somme di denaro ammontanti a 100mila euro. Frisone avrebbe promesso a Duca di “fargli fare qualche cosa”, riferendosi all’assegnazione di lavori pubblici del Cas.

Altro capo d’indagine riguarda l’accusa, nei confronti di Frisone, quale dirigente del Cas, e Filadelfo Scorza, funzionario del Cas, che “abusando dei poteri ed in violazione dei doveri inerenti la funzione” avrebbero concorso con Francesco Duca a indurre Giuseppe Iacolino, amministratore della Eurotel Srl, a individuare il personale da impiegare nell’appalto. Le persone da assumere sarebbero state riconducibili a Francesco Duca e alla Ventura Spa, impresa che era stata esclusa dall’appalto per un’interdittiva antimafia e alla Euroimpianti di Francesco Buscemi. Scorza, incaricato di certificare gli stati di avanzamento lavoro (Sal), per effettuare i pagamenti alle imprese, avrebbe fornito a Iacolino “un biglietto con l’indicazione delle imprese di suo gradimento”.