Speciale Giglio, l’opinione dei politici. Gucciardi, Cicero, Culotta, Capuana

In merito alla vicenda che sta coinvolgendo l’ospedale Giglio di Cefalù, abbiamo raccolto una serie di interventi curati dalla redazione di cefalunews.org e che qui vi proponiamo in una visione di insieme. Sotto, dunque, le interviste all’assessore Baldo Gucciardi, dell’onorevole Magda Culotta e dell’ex sindaco Mario Cicero. A seguire anche il contributo inviatoci anche dal vice presidente del Consiglio Comunale Fabio Capuana, promotore del coordinamento spontaneo che si è formato a sostegno dell’Ospedale.

Baldo Gucciardi

Cefalù avrà un vero ospedale e non un nosocomio anomalo come quello che è nato dopo il fallimento della sperimentazione che vi ha portato al suo interno il San Raffaele. Lo dice l’assessore regionale alla salute, Baldo Gucciardi, che abbiamo intervistato sul progetto per l’ospedale di Cefalù che in questi giorni ha provocato una protesta all’interno del nosocomio ma anche fra i cittadini.

Per l’ospedale di Cefalù si protesta perchè si vuole ridimensionarlo

Ho a cuore l’ospedale di Cefalù e forse più di tanti altri. Stiamo parlando di un ospedale con una situazione anomala che vive di una storia anomala. Non dobbiamo dimenticare che l’ospedale di Cefalù è in una situazione transitoria. Qualche anno fa è stato trasformato il fallimento della sperimentazione con il san Raffaele in una fondazione pubblica di cui uno dei soci è la Regione che io rappresento.

Ma perchè oggi si vogliono portare via alcuni suoi reparti?

L’ospedale di Cefalù non è stato mai classificato. Per la prima volta lo abbiamo classificato, solo ora, come ospedale di zona. Il Giglio non è stato declassato come si dice ma su quest’ospedale è solo stata applicata la legge. Quella conosciuta come Decreto Lorenzin che risale al giugno del 2015. Una legge che non accetta deroghe e che è stata già applicata in altre regione italiane come l’Emilia Romagna e la Puglia. Con la nuova legge l’ospedale di Cefalù è un ospedale vero. Da tempo si cerca di dare una soluzione per risolvere il problema dell’ospedale di Cefalù. Può mai classificarsi come privato un ospedale che è retto da una fondazione alla quale partecipano soci pubblici? Ora per la prima volta il Giglio di Cefalù sarà classificato sulla base del fatto che ha circa ventimila accessi al pronto soccorso.

Perché solo ora viene fuori questa legge?

La conosciamo tutti. Io la sto solo applicando per potere assumere dentro gli ospedali. Io sto applicando questa legge perché voglio dare una rete sanitaria alla Sicilia. Chi non vuole applicare questa legge deve dirlo chiaramente.

A questo punto vista la legge cosa si può fare per l’ospedale di Cefalù?

Bisogna ragionare senza demagogia e senza populismo. Dobbiamo ragionare per la vita e la salute dei cittadini. Sono amarreggiato per come a Cefalù si stiano animando assemblee. Io sono pronto a ricevere tutte le realtà di Cefalù che hanno a cuore il loro ospedale ma è bene precisare che quello cefaludese non è nemmeno un’azienda. E’ una cosa anomala. A questo punto occorre solo ragionare insieme e calare quest’ospedale dentro la Legge dello Stato.

Ma dicono che l’ospedale di Cefalù sia un’eccellenza…

La legge non prevede eccellenze. La legge prevede che gli ospedali siano collegati in rete. Non esistono ospedali monadi ma ospedali che siano in rete l’uno con l’altro. Ognuno deve avere regole precise. Io accetto proposte. Sono pronto a dialogare con tutti tranne con chi non è in buona fede e chi non rispetta i doveri istituzionali. Sono pronto a discutere con politici, sindaci, direttore generale. Tutti però dobbiamo applicare il decreto del Ministero.

Quindi riassumendo per l’ospedale di Cefalù cosa si può dire

Abbiamo classificato il Giglio come presidio di base perché è un ospedale vero. Vi opera il pronto soccorso, la medicina generale, la chirurgia generale e l’ortopedia e traumatologia. Un ospedale che ha circa ventimila accessi di pronto soccorso è un ospedale di base e non può essere altro. Sulla base della legge è stata elaborata una proposta per la Sicilia che è già arrivata al tavolo nazionale e lo scorso 3 agosto ha ricevuto l’approvazione. E’ una proposta che può essere migliorata ma sempre rispettando la legge dello Stato.

Vuole lanciare un messaggio ai cefaludesi?

Ho fatto silenzio. Sono amareggiato. Sono stupito. Non comprendo. Il Decreto Lorenzin non è un decreto fatto per risparmiare ma per portare la sanità a tutti. Tutti i cittadini devono avere gli stessi diritti sanitari. Nessuno può pensare che ci sia un ospedale dove si fa di tutto. La rete serve per offrire a tutti i cittadini tutti i servizi sanitari di cui hanno bisogno. Non può esserci un’ospedale di Cefalù che non ha bisogno degli altri ospedali e ci sono gli altri ospedali che hanno bisogno di quello cefaludese. Questo Decreto va applicato se vogliamo avere una sanità anche nella nostra Regione. Io non mi sto divertendo. Sto solo applicando le regole dello Stato. Un ospedale che non supera i ventimila accessi al Pronto soccorso non è considerato ospedale. Quello di Cefalù nel 2015 ha avuto 23mila accessi. E secondo questi numeri può essere classificato solamente come ospedale di base. Lo dice il decreto.

Mario Cicero

[cefalunews] E’ stato sindaco di Castelbuono per dieci anni dal 2002 al 2012. Quando nel 2015 sull’ospedale Giglio si progettava una nuova fondazione per amministrarlo ha preso posizione perchè non accettava che del consiglio di amministrazione della nuova fondazione vi facessero parte i più grandi ospedali di Palermo. E così quando il 28 febbraio del 2015, l’allora sindaco di Collesano Giovanni Meli, ha convocato una riunione nel suo Comune per discutere delle problematiche ospedaliere del Giglio, Mario Cicero ha lanciato una forte denuncia: «Perché è stata costituita questa fondazione con alcuni ospedali palermitani? Che interesse possono avere i medici di questi ospedali a lavorare per portare delle eccellenze sanitarie a Cefalù. Non è logico che se eccellenze devono portare le portano a Palermo? Vogliamo avere la bozza del regolamento». Da quell’incontro del 28 febbraio del 2015 sono trascorsi appena duecento giorni. Le parole di Cicero che quella sera erano solo una denuncia oggi sono diventati realtà. Abbiamo intervistato l’ex sindaco di Castelbuono.

Quali sono le responsabilità politiche che stanno portando alla chiusura del Giglio?

A mio avviso, la responsabilità è da addebitare ai rappresentanti politici regionali, nazionali e ai sindaci del territorio. Infatti, chi ha memoria storica ed onestà intellettuale sa e ricorda quanti incontri ed iniziative si sono fatte con gli assessori regionali e i dirigenti della Fondazione Giglio San Raffaele per avviarne l’attività. Vi sono stati momenti di accesi confronti, di contrapposizioni tra alcuni sindaci di quella stagione politica  e i vertici della Fondazione ma, alla fine si è sempre riusciti a fare sintesi e ad avviare processi di consolidamento della missione della stessa Fondazione. Ricordo che si sono tenuti diversi incontri tra i sindaci, nell’ambito dei consigli comunali, e tra le forze politiche e sociali del territorio. Tutto ciò, dal 2012, è stato vanificato.

Nel Febbraio del 2015, nel corso di un incontro che si è tenuto al municipio di Collesano si chiedeva perché era stata costituita una fondazione con alcuni ospedali di Palermo. Oggi cosa ne pensa?

Questa domanda che lei mi pone, mi permette di chiarire quella riflessione che ho fatto a Collesano. Ancora oggi qualcuno, e principalmente i referenti politici del territorio sia nazionali che regionali e l’attuale sindaco di Cefalù, ci dovrebbero spiegare perché sono state accettate passivamente quelle impostazioni. Come ho evidenziato allora, e oggi ne abbiamo avuto la dimostrazione, era prevedibile che finisse così. Infatti, un Cda formato da personalità che operano in ospedali di Palermo era normale che lavorassero per depotenziare l’ospedale di Cefalù o quantomeno per non difenderne le prerogative dello stesso. Quanto è successo, può accadere soltanto in Sicilia. Immagini il Cda della Ferrari dove siedono i manager della MacLaren, della Mercedes e della Lotus…!

Sempre in quella riunione chiedeva pubblicamente la bozza del regolamento della Fondazione. Ha avuto mai modo in questi venti mesi di esaminarla?

No! I consiglieri non hanno un rapporto diretto con le strutture sovracomunale, infatti, diverse volte i gruppi di opposizione del consiglio comunale di Castelbuono hanno chiesto al Sindaco di invitare il Presidente e il Direttore sanitario della Fondazione Giglio, ma tutto ciò non è mai avvenuto.

Come giudica oggi la scelta del comune di Cefalù, nel 2012, di entrare a far parte della Fondazione Giglio da solo e non insieme ad altri comuni del Circondario?

La storia si ripete: il Sindaco Vicari, nella fase in cui si organizzò la Fondazione Giglio-San Raffaele, ha ritenuto opportuno ignorare la concertazione con gli altri colleghi e si è organizzata in autonomia la presenza nel Cda con  un rappresentante del comune di Cefalù, che come tutti ricordiamo era l’avvocato Punzi. Allora questa scelta è stata criticata pesantemente dal sottoscritto in pubbliche assemblee e con un’articolata lettera che inviai anche ai vertici della Fondazione. A quella critica, con argomenti più specifici ed espressioni molto pesanti, si aggiunsero gli attacchi di consiglieri comunali di Cefalù, di alcuni Sindaci e forze politiche e sociali del territorio madonita. Ricordo il “processo” che subii durante un incontro a Cefalù da parte dell’allora consigliere comunale, attuale sindaco della cittadina, e del fratello, allora consigliere provinciale. Possiamo dire che i livelli di democrazia e di confronto, all’interno del territorio, sono stati totalmente cancellati. Il sindaco Vicari e il sindaco Lapunzina non hanno compreso che la loro presenza nel Cda ha permesso loro di gestire qualche “favore”, ma li ha indeboliti non avendo avuto la volontà di diventare interlocutori del territorio e rappresentanti dello stesso dentro il Cda.

Lunedi si incontrano sindaci e consiglieri comunali. Da ex Sindaco di Castelbuono ha una proposta da lanciare loro per una battaglia politica che impedisca la chiusura dell’ospedale?

Io purtroppo non ci sarò in quanto sono fuori e rientro martedì. La proposta che mi sento di fare è quella di avere un incontro con i vertici della sanità regionale e capire qual è la “missione” che possiamo dare alla struttura ospedaliera alla luce delle direttive emanate dal Ministro Lorenzin. Bisogna capire pure perché il rappresentante del Sindaco Lapunzina che siede nel Cda non ha sentito l’esigenza di informare il territorio e i suoi rappresentanti del graduale smantellamento del nosocomio. Infatti in questi anni sono stati allontanati bravi medici, ottimi chirurghi e professionalità che permettevano all’ospedale di avere una proiezione extra-territoriale. Bisogna capire pure che fine ha fatto il progetto di centro di sperimentazione oncologica (Lato) che si doveva realizzare a Cefalù, con un investimento di oltre 50 milioni di euro. Oggi di tutto ciò non si fa più menzione.

Per concludere cosa possiamo dire…

Attualmente viviamo una stagione nella quale alcuni sindaci concentrano tutto nelle proprie personali scelte senza coinvolgere le forze politiche di riferimento, i consigli comunali.  Tutto ciò sta indebolendo il territorio madonita  favorendo la personalizzazione della politica e il consequenziale rafforzamento delle correnti politiche e delle lobby.

Magda Culotta 

[cefalunews]«Il momento per l’Ospedale Giglio è delicato, e mentre qualcuno sobilla i lavoratori spostando l’attenzione su alcune delle mie dichiarazioni, io sto continuando a lavorare per cercare di limitare i danni». Lo dice Magda Culotta, sindaco di Pollina e deputato del Pd, rispondendo alle considerazioni pubbliche del comitato “Sostenitori del Giglio”.

«Nella stesura del decreto, sicuramente molto rigido nella definizione dei criteri per la nuova rete ospedaliera – continua Magda Culotta – il Ministero della Salute ha usato proprio gli stessi dati elencati dal Comitato. Pertanto, ritengo inutile buttare fumo negli occhi dei cittadini e dei lavoratori. Chi vuole fare polemica in questo momento cerchi altri interlocutori. Io credo nella forza propositiva delle associazioni, dei comitati e delle istituzioni, per questo penso che la politica oggi debba semplicemente fare il suo dovere. Anch’io sono convinta che non si possono cancellare storie, competenze e stabilità di intere famiglie per applicare criteri ministeriali di mero carattere ragionieristico. Ai lavoratori, certamente non si possono attribuire colpe delle passate gestioni, ma per guardare al futuro dobbiamo avere chiaro il passato. Oltre a batterci dunque per il mantenimento di diversi reparti che rischiano di saltare, mi propongo di avviare un percorso, in sinergia fra Assessorato Regionale e il Ministero della Salute, che garantisca il futuro dei lavoratori e dei reparti a rischio».

«Da parte mia continuerà – conclude la giovane deputata – l’impegno alla ricerca di una soluzione condivisa, come ho fatto sin dal giorno in cui il Consiglio di Amministrazione ha illustrato la situazione ai sindaci, chiedendo e ottenendo un incontro con l’assessore Gucciardi. E come ho fatto, tanto per citare un esempio molto caro al territorio, col villaggio Valtur: in quel caso fummo attaccati per una chiusura di cui non avevamo nessuna responsabilità; mentre oggi la struttura è stata rilevata e sarà rilanciata a beneficio del territorio. Ecco perché credo che non serva polemizzare ma restare lucidi e uniti per trovare una soluzione».

 

Fabio Capuana

Nella giornata del 10 settembre il vice Presidente del Consiglio Comunale di Castelbuono Fabio Capuana si è recato presso l’Ospedale Giglio di Cefalù per portare il proprio sostegno personale ed istituzionale, congiuntamente ad altri rappresentanti politici delle Madonie, al neo costituito Comitato provvisorio nato in difesa del nosocomio Cefaludese, che ne chiede il potenziamento anziché il ridimensionamento.
Capuana nell’occasione ha commentato in maniera molto dura e severa : “quello che si vuole realizzare è follia. Mi opporrò con ogni mezzo al piano Regionale che prevede questi tagli scellerati e vergognosi, e’ mia intenzione proporre un Consiglio Comunale aperto per dare voce ai cittadini sul tema ed invitate il coordinamento appena costituito. Ieri ho avuto modo di ascoltare i medici e non nascondo che ho provato una profonda vergogna per l’impotenza e anche per il mandato che ho ricevuto, incrociando lo sguardo di molti degenti che quasi schifati mi identificavano in quella casta che prima ha cercato di desertificate il nostro territorio ed ora cerca di ucciderlo. Vorrei che l’assessore Regionale Baldo Gucciardi avesse gli attributi di presentarsi al Giglio e spiegare in faccia ai tremila malati di Sla ed ai loro familiari, alle centinaia di malati che ogni anno vengono dagli angoli più sperduti della Sicilia per fare riabilitazione, che il Giglio deve chiudere, che non è una Eccellenza, che venga lo aspettiamo. Vergogna solo vergogna vorrei che al termine della spiegazione così geniale ci illuminasse anche sulle sue indennità. La soluzione non è difficile, gli amministratori locali devono imporre ai politici di riferimento e a coloro che sostengono il Governo Regionale di non votare questo orrore. Quando si presenteranno per le Regionali a fare dei nostri centri terra di conquista sapremo come accoglierli, ora basta!!”.

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