Spunti per una prima lettura del voto locale

Nell’isola delle sorprese, o delle conferme secondo alcuni, il laboratorio politico nazionale offre gli attesi spunti di riflessione e, spingendo ulteriormente lo zoom alla nostra dimensione locale, Castelbuono a propria volta non ha voglia di sottrarsi.
Si sottraggono invece molti elettori – 1 su 2 sceglie di restare a casa – e Castelbuono, pur in linea con questo dimezzamento, va sopra di quasi cinque punti rispetto alla media madonita e regionale.
Anche nella scelta del presidente l’esito delle urne castelbuonesi sembrerebbe ricalcare l’esito complessivo, ma esasperandone i contorni e spostando ulteriormente verso sinistra l’asticella: Crocetta stacca Musumeci di oltre 13 punti e la Marano si attesta al doppio della quotazione percentuale regionale (12% anziché 6). E tutto ciò non particolamente a danno di Cancelleri, che è terzo anche a Castelbuono.
I veri vincitori morali di questa tornata, infatti, sono proprio loro: anche nel peso delle liste balza agli occhi, oltre al risultato del Partito Democratico (che a Castelbuono segna ben 726 preferenze), il riscontro immediato del M5S (376) che – pur non essendo primo partito, come complessivamente è accaduto a livello regionale – conquista una quota quasi equivalente a quello di liste ben più rodate quali Udc (421) e Sel (385) e persino meglio di Forza Sud (333). E ciò nonostante queste ultime due liste fossero trascinate da candidature piuttosto importanti e significative: quella dell’unico candidato castelbuonese (nel caso di Sel, con Lorenzo Palumbo a quota 309) e di quella del candidato, a detta di molti sostenuto da tutta o buona parte dell’amministrazione Tumminello: Riccardo Savona (Forza Sud, con 275). Per entrambi, nonostante siano i due candidati più votati, si pensava di poter andare oltre.
Non sfondano neppure Di Maggio (154), Lupo (136) e Faraone (106) mentre è tonfo sonoro per Aricò e Dina (rispetto a quello che fu l’apporto che Castelbuono seppe offrire ai due 4 anni fa). Restano certamente soddisfatti invece Cracolici (215) e Lentini (108), con oltre il doppio dei voti registrati nel 2008.
Per chi volesse trarre implicazioni di carattere politico locale, l’impresa non è affatto ardua.

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