Street art, interazione creativa e rigenerazione

La street art si sta imponendo all’attenzione di tutti; giunta prima nei grandi centri, adesso anche a Castelbuono arriva e lascia un segno. Questo segno è ben più di un’idea grafica che narra una storia. Essa racconta prima di tutto un modo di agire l’arte e interagire con un territorio; un modo di esserci al di là del sostegno delle istituzioni e dell’accoglienza nei  luoghi deputati all’arte; ancora, un modo di mischiarsi al popolo e di relazionarsi attivamente con esso.

Una feconda e risonante testimonianza di tutto ciò è avvenuta a Palermo con il progetto Borgo Vecchio Factory, proposto e realizzato attraverso la collaborazione di due organizzazioni no profit, PUSH e Per Esempio Onlus, con lo street artist comasco Ema Jons. Promozione sociale e territoriale, valorizzazione di un quartiere dimenticato dalle istituzioni e una possibilità costruttiva data ai bambini del luogo: questi sono stati i principali propositi dell’intero progetto.

Quello che prima a Palermo era menzionato solo ed esclusivamente come luogo di disagio, con degradanti situazioni sociali, disoccupazione altissima, difficoltà di accesso all’istruzione, alto tasso di criminalità, adesso, grazie all’operazione artistica promossa dagli enti sopra menzionati, Borgo Vecchio è diventato simbolo di un modo di fare differente, che non aspetta i tempi del servizio pubblico ma che si fa promotore di se stesso affidandosi alla sensibilità e all’intraprendenza di chi sa che oggi occorre un punto di vista nuovo, un pensiero divergente, uno slancio creativo per poter essere artefici di se stessi.

Anche a Castelbuono abbiamo avuto un assaggio di tutto questo  con le opere lasciate all’ex Hotel Milocca dal Collettivo Fx, I mangiatori di patate, Random e Nemo’s. Qui, come a Palermo, un luogo abbandonato e dimenticato diventa la superficie che ospita un segno che ci riporta agli occhi quello stesso luogo in maniera più vivida e presente. Questo è un aspetto interessante dell’operazione artistica che presiede alla street art: al di là della tematica raccontata dalle pitture è la presenza della pittura stessa in un luogo site specific che si offre come testimonianza e, in alcuni casi, come atto politico.

Inoltre, all’interno del progetto “Torno Subito Tour”, promosso dalla Regione Lazio, il gruppo formato dagli artisti sopra menzionati è intervenuto realizzando in Contrada Panarello, in collaborazione con Ypsart Casa Petraro, un murales dal titolo “Palestra Lupo”, un omaggio all’omonima realtà catanese il cui obiettivo è quello di riqualificare un luogo abbandonato da oltre un ventennio perché diventi un centro di “aggregazione sociale e diffusione della cultura, presidio di legalità e luogo di cura dell’ambiente e della città”.

Ecco quindi che l’importanza della street art risiede nella sua intrinseca capacità di accomunare individui intorno a un territorio, nell’idea che oggi un modo intelligente di progettare il presente consiste nel fare rete, nell’incontrarsi  per cercare soluzioni alternative nell’ottica di un agire creativo.

 

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